Mi chiedo come la gioventù sappia vivere spensierata. E’ bellissimo: concetriamo la leggerezza, cerchiamo tutti lo svago. Ieri sera ho visto gente che cercava la stessa cosa che cercavo io, o meglio l’ho capito solo dopo che mi sono guardato in giro. Quando siete in un ambiente affollato, allontanatevi dal vostro gruppo, cercate di abbandonare per qualche momento l’attenzione sul punto di persone che vi fanno sentire al sicuro in mezzo ad un’accozzaglia di gente sconosciuta e per un attimo diventate osservatori, quasi come un’onda tra le onde. In quel momento si è come invisibili, perchè diventiamo la stessa persona che ci viene addosso quando siamo tutti pigiati in compagnia e si balla e si fa gli scemi, la stessa persona che lasci passare, la stessa persona che distrattamente ti chiede d’accendere che tu ce l’abbia o no. E solo quando vi allotanate dal vostro gruppo, dal punto certo e sicuro che nella folla diventa come oasi nel deserto, ecco che cominciate a vedere le persone. Ed è li che mi sono chiesto cosa cerca la gente. Ho capito che in generale è lo svago, è la birra in più per far due gesti, per parlare del più, del meno, del nulla, di qualcosa che deve essere divertente – o che il luogo stesso te lo fa diventare – con la persona che saluti a mala pena negli altri giorni, solo perchè la conosci poco,magari. Li in mezzo diventiamo tutti amici, tutti nella folla sconosciuta ci si riconosce, si cercano motivi per formare un altro gruppo, un altro punto calmo, un altro punto fisso, nel mezzo della baraonda. Come il fatto di uscire a fumare. La gente cerca svago ed esce a fumare per riequilibrare il momento d’invasione della altre persone, di tutti quei micromomenti di tranquillità che assieme diventano accozzaglia di gente, che noi cerchiamo di controbattere e ristabilire con continui momenti di stacco. Tutte onde che si infrangono contro di noi. La gente è un mare, non solo nel senso figurato ma anche nell’essenzialità della composizione. Incredibile. Tutti cercano svago e a chi basta solo bere una birra perchè è l’essere tra la gente che ti fa stare bene, vedere altra gente ti fa sentire vivo, anche se poi alla fine parli tutta la sera con lo stesso amico che sei uscito, tuttte quelle presenze sono fondamentali per allontare la giornata passata, e rinchiudere in una bicchierata tutte quelle cose che messe assieme ci hanno fatto stancare. Cerchiamo nella serata qualcosa di magico, che si traduce in un serie di comportamenti reiterati, in un preciso momento in cui anche una serata diventa “routine da serata”. Altre persone cercano svago di altro tipo, perchè quello svago diventa motivo che alimenta comportamenti, anche quello a cercare una tranqullità: che sia con una donna, con un uomo o con una droga. Ma tutto gira attorno alla distrazione gli uni degli altri, tutto diventa “passare una bella serata”, diventa un comportamento – quasi di regolarità religiosa, di attaccamento alla disciplina marziale – che si differenzia nei nostri domani solamente per sfumature e ricordi divertenti, o che noi supponiamo tali. Magari altra gente li vede solo patetici, forse mediocri o non degni di nessuna considerazione. Alla fine c’è solo gente che beve, e questo elemento di indissolubile necessità con la socializzazione dei locali, ti fa reincontrare e farti sembrare simpatico anche gente che quando la vedi proprio ti fa proprio innervosire. Perchè sei nella “bella serata” in cui tutto ha un copione e mete e orari precisi, micro spostamenti di masse ineluttabili, diretti da regole non scritte, ma solo allo scopo di incotrare gente – che tanto sarà la stessa di prima solo in ordine sparso e a volte accoppiata in modi diversi – perchè necessitiamo di creare quella baraonda (o bar-a-onda per restare in tema, ahah!), dalla quale siamo attratti come api dal miele. E’ bello essere assieme alla musica, ballare disordinati, in microspazi, in cui anche la scoodinazione può avere un senso ed una bellezza propria – almeno è il mio caso, tranne certa gente che invidio che sa ballare nello spazio di un tovagliolo con la naturalezza quasi non umana e fuori da tutte le leggi fisiche, mah! coma fanno? – dove l’incapacità di socializzazione porta alla grottesca massa di muti (ma non- muti) che si coprono di strati di note musicali (apparentemente conosciute come hit del momento) e foglie di menta e sgabelli di ghiaccio (apparentemente conosciuti come mojito), Eppure questo caos perfettamente schematizzato ed ordinato è quello che cerchiamo, è quello che ci fa divertire. E’ ciò che cerchiamo drogati da un febbre d’oro (o del sabato sera? ahah! oggi la stò stracciando!) che possiamo soddisfare nel prossimo locale o nel prossimo cocktail, o nella prossima canzone, sperando che mettano su “quella bella di quest’estate” o quella “che mi piace un casino” o quella che so “il ritornello e posso fare il fisso facendo finta che la so tutta e sembra che ci passo gli anni e le ore io con le cuffie” . Tanto alla fine ce l’hanno vinta solo le donne: sono le uniche che riescono ad essere apposto, oridnate e perfete anche quando a noi uomini ormai il capello si spettina come il galbanino aperto da due giorni, anche quando siamo costrettu a toglierci la giacca perchè è cosa certa che la pezzatura arriverà inevitabile e sicura oltre i gradi di sopportazione della camicia, che abbiamo le movenze sciolte tanto quanto un pinguino in una partita di calcio saponato, mentre loro bevono con la cannuccia e non la gettano mai a terra, la coordianzione orecchino-cintura- scarpe è sacra e inviolabile, sanno fare un sorriso e una battuta pungente e sicura anche quando noi dopo la terza birra andiamo per schemi semplici, fugaci ed elementari. L’unica cosa che riusciamo fare bene, che a tutti gli uomini ho visto che esce con una certa naturalezza è ordinare da bere: gomito sul banco a segnare l’avanposto guadagnato tra gare di distrattezza altrui e spinte simulate dai balli altrui, sorriso e cenno di attenzione/gentilezza /e guardacheiodevoancoraordinare ed iltipoeradopodime, 20 o 50 € - per chi ostenta o può buttare in un lampo le nostre 5 ore di lavoro quotidiano- alla mano per far vedere chi ha sete, il tutto coronato da discorsi “morse” con quello che ti accompagna di turno a prender da bere. Il bello è che tutto questo è ciò che vogliamo e che non si può cambiare, perchè è questo che ci fa divertire. No, nessun biasimo e nessuna tristezza – io per esempio mi sono fatto serata veramente da ricordare – ma solo mi sono perso via ad osservare, mi sono perso a guardare mentre il ghiaccio è sempre troppo nel bicchiere. Nessun problema se questa sera o domani mattina sarà tutto sotto la regola del passo incerto e occhio stanco: è solo il tatuaggio della bella serata.