<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014</id><updated>2011-09-28T18:20:33.062+02:00</updated><category term='eiaculazione cumshot sabato sera mary cortometraggio'/><category term='artisti in campo'/><category term='venezia'/><category term='ritenta'/><category term='evento'/><category term='A+A'/><category term='lecca'/><category term='laurea'/><category term='C art'/><category term='sara'/><category term='santa margherita'/><title type='text'>pocolucido</title><subtitle type='html'>Penserete forse che mi dimostro troppo comunicativo, troppo disposto a confidarvi le mie faccende private. Può darsi; ma il mio scrivere è piuttosto un pensare ad alta voce, un seguire il mio umore, senza quasi darmi pensiero di chi ascolta; giacché, se dovessi fermarmi a considerare ciò che sia conveniente dire, presto finirei col chiedermi se convenga dir nulla.
-Thomas de Quincey “Le confessioni di un mangiatore d’oppio”-</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://pocolucido.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>180</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-8922946464988505834</id><published>2011-08-17T23:11:00.000+02:00</published><updated>2011-08-17T23:12:29.141+02:00</updated><title type='text'>Like</title><content type='html'>Una simpatica alternativa al benessere quotidiano. Ecco quello che cerchiamo. Divagare come un’onda dirompente per portare un mare colorato contro il grigiore del quotidiano. Possiamo farne una pubblicita’, possiamo farlo diventare un jingle che rolla nella testa come una biglia in una pista liscia, liscia. Possiamo metterlo su facebook. Facebook, che premia la sintesi, che ti costringe ad addensare, che ti costringere a cercare l’essenza di cio’ che vuoi dire. Tutto riassunto in poche parole, perche’ si esce dagli spazi, perche’ si esce dall’attrazione. Perche’ si perde troppo tempo a seguire un concetto, perche’ si dedica troppo alla comunicazione. Questa “fantastica” finestra sul mondo, che ti fa’ diventare un abile raccontastorie dicendo tutto in poche parole. Ci fa’ apprezzare la bellezza del limite del nostro linguaggio. Se posto “verde”, chi legge “verde” puo dare una delle infinite possiblita’ d’interpretazione, tutte proprie, tutte personali. E magari ho visto solo il colore della felpa che mi piace o il colore degli occhi di qualcuno. Il linguaggio diventa limite nel momento in cui non lo possiamo arricchire di dettagli, d’informazioni. Il linguaggio diventa il limite stesso per cancellare il limite della comprensione. Visto che il linguaggio e’ l’espressione del nostro limite dovremmo proprio cercare di renderlo strumento piu’ adatto, dovremmo affinarlo, lasciarlo scorrere. Invece lo facciamo mutare, in LOL, faccine e cuoricini. Certo che il linguaggio se perfezionato per senso di sintesi, allora facebook possiamo renderlo l’evoluzione del linguaggio, ma se lo poniamo come strumento di comunicazione siamo alla frutta. Troppo facile criticare cio’ che e’ diventato vizio: aggiornare lo stato, taggarsi o fissare il proprio punto sul pianeta, ma m’intrippa l’evoluzione dello strumento e come distorce la comunicazione. E’ fichissimo far conoscere al pianeta terra che ci troviamo “da Rudolf: formaggi e salumi al minuto”, ma firmiamo la privacy per mandare il bollettino al calendario di Frate Indovino. E’ stupendo fare serata, fare la fotina e taggarla e condividerlo col mondo intero, ma poi sorridiamo a denti stretti se ci troviamo un “mi piace” sulla foto in cui facciamo pena. Forse e’ solo una questione di accettare le regole del gioco e “ci piace” a tutti, ma come sempre accettiamo le regole che vogliamo. Ma tutta questa sintesi, ma tutto questo linguaggio contrito, ci fa’ almeno pensare per un attimo agli Ermetici? Chi si ricorda chi sono? Nessuno, forse la parola ci fa’ scattare in testa qualche reminiscenza sparsa nell’oblio e sparuta. Ma abbiamo solo bisogno di conferme, di fare qualcosa per sentirci reali, sentirci vivi, sentirci parte di un qualcosa di comune, di una vita come manifesto massimo del singolo egoismo assime ad altri singoli egoisti.  Questo ci fa’ sentire meglio dell’aria che respiriamo dietro a questo schermo, questo e’ quello che succede, altrimenti non avreste letto queste righe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-8922946464988505834?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/8922946464988505834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/8922946464988505834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2011/08/like.html' title='Like'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-6108140707715291519</id><published>2011-04-16T09:44:00.000+02:00</published><updated>2011-04-16T09:45:57.448+02:00</updated><title type='text'>Gray days</title><content type='html'>E’ adesso l’unico momento di pace… tutti se ne vanno, escono dalla porta blindata rimane il silenzio dell’assenza e un sottile ronzio elettrico che ti fa’ capire che sei ancora in ufficio. Spio fuori dalla finestra e il sole comincia ad alzare la voce, a diventare prepotente, a prendermi in giro suggerendomi che sta’ arrivando la primavera…ah, oggi è il suo compleanno! Sono attorniato solo da carta e scartoffie, di nomi e numeri, tutti con i loro dettagli, tutti con le loro faccie fotocopiate in bella mostra. Oggi è stata una giornata “grigia”, gia’… di quelle giornate immobili che “non produci”, che “non crei valore”, che “non sei sul pezzo”, che “non hai fatto il tuo” e hanno la capacita’ di renderti triste. Hanno la capacita’ di spegnerti. Sento tichettare solo i tasti, che strana sensazione, che astrazione, che dimenticanza. Gia’ forse mi sto’ un po’ dimenticando anche me stesso, forse sto’ dimenticando e basta. Il non ricordo e’ un muro bianco che non riesci mai a scalare. Il nulla è un limite invalicabile. Eppure tutto questo grigio è quello che mi da’ il pane, è quello che mi veste, è cio’ che mi fa’ avere un posto nella societa’, è cio’ che mi fa’ godere dei miei piaceri, cio’ che mi fa’ dire “caxxo, è gia’ lunedì”… scruti l’orizzonte e l’oblio del venerdi è solo un respiro troppo corto prima di affogare in altri 5 giorni di mare profondo, senza suoni solo video e tastiera. Bene. Molto bene. “Io non credevo che i tuoi gridati ordini, fossero cosi’ potenti da dare a te, che sei mortale, il potere di trasgredire le leggi, non scritte, ma infallibili degli dei” o forse qualcosa del genere. Troppi imput non producono output. Spio fuori dal mio ufficio e tutte queste figure si muovono sullo stesso fondo bianco. Questi giorni così grigi, magari un giorno saro’ anche nostalgico nel ricordarli, saro’ triste perche’ mi mancheranno. Manca il coraggio, ecco cosa. Manca il coraggio, ma quanto costa.&lt;br /&gt;Intanto regalo la mia vita gratuitamente, non mi dara’ ulteriore felicita’, ma solo per far star meglio me stesso: nella generosita’ ci si sente sempre forti.&lt;br /&gt;Meglio uscire a prendere una boccata d’aria, tanto domani sara’ un’altra apnea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Quel giorno era il classico giorno di m.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-6108140707715291519?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6108140707715291519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6108140707715291519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2011/04/gray-days.html' title='Gray days'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-5629970763157707656</id><published>2010-08-21T10:10:00.000+02:00</published><updated>2010-08-21T10:11:33.653+02:00</updated><title type='text'>Sempre alle solite...</title><content type='html'>Sempre alle solite: “ma da quanto non scrivo” “ma da quanto non faccio”. Non so’ nemmeno perché mi pongo il problema, tanto non legge un cazzo di nessuno, anche se metto sul mio bel faccialibro “aggiorna http://pocolucido.blogspot.com” , ma perché biasimare o essere biasimato, tanto le cose le facciamo perché ci piacciono… tipo fare 8 con gli aquiloni tutto il giorno. In ogni caso se devo parlare con la mia coscienza, tanto vale farlo subito ed in maniera netta. Cominciamo col capire perché chi vedo intorno a me mi sembra  “grande” , compito e con degli obiettivi…. Perché mi sento sempre in ritardo e sempre distratto, quasi certe situazioni non mi appartenessero, forse tengo solo la “capa fresca”, e poi a smartellarsi la testa  per degli interrogativi che non hanno risposta, chi ce lo fa’ fare? Siii, continuare nella leggerezza del ma si, me ne frego. Ma non c’ho piu’ l’età, è questa la scommesa da vincere. Sarà perché sono felice, nel pieno del cambiamento della mia vita: non cambiamenti peggiorativi, anzi, ben oltre i migliorativi! Tanto per cominciare sono un ometto che convive con la propria donna, siamo nel nostro appartamentino, piccolino, col minimo per vivere, senza lusso e tutto pratico, come ogni giovane coppia che deve fare dei conti con delle tasche sempre corte e bucate.  Finalmente ho raggiunto la beatitudine di poter essere totalmente libero, certo impegni  a parte, ma chi se ne frega. Fino ad un anno fa se dovevo far colazione da solo preferivo andare in bar, ora alzarmi a prepararla è un puro piacere, una specie di rito d’iniziazione del giorno, in certi momenti di particolare rincoglionimento, si, quelle mattine in cui ti sembra di esserti svegliato con un incudine, mi sento avvicinare alla cerimonia del the… Se non lo avete mai provato non potete capire. Bella questa frase nella sua efficacia e realtà: la vita è solo somma di esperienze. Una cosa ho capito che dimostrare di essere diretti, decisi e con frasi standard messe nel momento giusto ti garantisce la bellezza e la sensazione di essere a posto tale quale all’indossare un vestito blu: giusto per ogni occasione. Questo l’ho imparato a lavoro, mai dimostrare di temere, ma un attimo di tregua, ma ci vogliono sorrisi, professionalità, bel vestire, simpatia, concretezza ed un ‘ altro centinaio di cose che non ti possono venire se non lavori da almeno 10 anni…  Ma come ti crescono queste cose? Dove le ricerchi? Leggendo pile e pile e pile di scartoffie che sembrano mai finire, anzi non sembrano, no, solo dal fare figure da chiodi con la gente, ecco tutto. In compenso sono ad un tiro di schioppo da casa e questo mi permette di vivere in una facile ricerca d’equilibri, è bello avere la sensazione di creare i tuoi giorni come ti piace. Ma piu’ di tutto e’ bello condividere la vita con chi ti piace. Poi è il festival delle prime volte, e le prime volte come non fanno a non farti curioso, a non farti goloso di novità?&lt;br /&gt;Il problema è uscire. Non che non c’abbia voglia, è solo cambiata la vita. Si sa’ che volere è potere, ma potere non corrisponde col volere, si sommano spesso delle situazioni che non combaciano. In ogni caso la soluzione è sempre la stessa: colpa mia. Ah ah. Ah ah. Leggo anche molto poco… tutto questo ti rende arido e senza parole. Manchi di glifo, manchi d’aria.&lt;br /&gt;Tra pochi giorni un’ amico si sposa. Qui ognuno puo’ commentare a suo modo, a me sembra solo il completamento di una scelta. Quello che hai dentro il cuore non cambia, quello che provi non serve che sia ufficiato, santificato, pubblicizzato: o ce l’hai dentro o non ce l’hai. Il resto sono dettagli che restano come ricordi per tutta la vita. In ogni caso è necessario il rispetto, già.&lt;br /&gt;Dedico un po’ di meno tempo a me, ma lo concedo ben volentieri per chi è con me. Avere la felicità di condividere è una cosa fantastica, ti appaga, perché si sa che quello che fai per gli altri lo fai solo per stare bene te. L’essere umano è egoista, ma lo sà nascondere molto bene, talmente bene che non ce se accorge e t’illude beatamente. Non è crudeltà, è realtà! &lt;br /&gt;Va bene, è stato un timido ritorno alla non lucidità… ma non ancora bene in quel sogno che chiamo creazione. Troppe cose che ti strappano da fuori, troppe cose che ti strappano dalla solitudine, si, quella che indica che impronta portiamo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-5629970763157707656?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5629970763157707656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5629970763157707656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2010/08/sempre-alle-solite.html' title='Sempre alle solite...'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-8717150093743063011</id><published>2010-01-08T22:08:00.000+01:00</published><updated>2010-01-08T22:09:36.186+01:00</updated><title type='text'>Le storie d’amore</title><content type='html'>Nella maggior parte di libri che ho letto, nei film che ho visto (se non dormivo) mi capita sempre di trovare una storia d’amore. Si, beh, bella novità penserete ma vi siete mai chiesti il perchè?&lt;br /&gt;La storia d’amore in qualsiasi situazione passa furtiva, forse ormai la diamo quasi per scontata parte della messa in scena, parte della mente di quasi tutti gli autori/ scrittori, vi possono essere momenti di fervente adrenalina, pathos altissimo, scene strazianti o il nulla assoluto che quasi ci porta alla noia, ma la storia d’amore è li dietro l’angolo, furtiva, silenziosa e leggere come una gatta che si struscia sugli angoli, che ci fa sentire la coda liscia tra le gambe mentre ci corteggia ruffiana.&lt;br /&gt;Eppure, anche quando sembra proprio non centrare nulla, è inevitabile che venga a galla, perchè l’amore è il sentimento più forte che esista. L’amore è contro la morte, l’amore ci inebria, ci droga e ci dona forze a noi sconosciute. Quando c’è amore, tutto ha un colore piu’ intenso, anche i momenti di sofferenza seppur per amore. Non mi metto certo qui a mettere “fiori nei vostri cannoni” o “fare l’amore da ragazzo ribelle sotto le stelle”, solo declamare l’amore come un sentimento che non puo’ essere solo idealizzato tale da dire “il vero amore non esiste”, tale da pensare che solo una perfetta routine diventi amore.&lt;br /&gt;L’amore è un sentimento troppo prezioso, perché senza di questo non ci sarebbe nessun rapporto umano, non saremmo quello che siamo, non vivremo i nostri giorni in cerca di qualcosa. L’amore puo’ essere tutto quello che noi crediamo un’abitudine che ci piace, una passione, un interesse, tutto quello che cattura la nostra attenzione e riesce a fermarsi nella memoria da non dimenticarcene per un bel po’. L’amore permea nelle nostre giornate sotto mille sfaccettature solo che non siamo abituati a chiamarlo cosi’, per sua natura non puo’ essere ridotto a solo amore, per sua natura deve sembrare quello che non è, deve essere capace d’illuderci in ogni momento e sotto ogni forma altrimenti non riusciremo a viverlo. &lt;br /&gt;E’ la sua forza  che si tira attorno tutto quello che diventa egoismo, invidia, odio, gelosia, mancanza di pazienza, incomprensione, agitazione, mancanza di sopportazione, svogliatezza e tutti quei sentimenti che risaltano quando non comprendiamo l’amore. L’amore è il peggior punto debole dell’essere umano, perché è la base dell’essere umano. &lt;br /&gt;Cercare l’amore è cercare nei cassetti vuoti “quella cose che sono sicuro di aver messo qui”, solo che siamo sempre occupati a cercarlo senza fermarsi un attimo a vedere che ce l’abbiamo in tasca.&lt;br /&gt;L’amore è da accettare così come viene e seguirlo se ti fa star meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-8717150093743063011?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/8717150093743063011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/8717150093743063011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2010/01/le-storie-damore.html' title='Le storie d’amore'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-4266573222188101910</id><published>2009-10-20T23:51:00.000+02:00</published><updated>2009-10-20T23:53:03.258+02:00</updated><title type='text'>E ringrazialo da parte mia.</title><content type='html'>Sciabordare d’acque, pensieri che si perdono nella corrente del quotidiano. Ora mare limpido e di profondità quasi vicine, ora inchiostro nero che inghiotte e cancella e borbotta, borbotta... borbott... Silenzi liquidi sotto la superficie, nessun rumore, solo figure senza audio. Il suono non abita piu’ qui... non abita piu’ qui... se n’ è andato stanco, con una valigia piena di rumori, musiche e voci. Se n’è andato un giorno grigio, con la nebbia che sporcava lo sguardo, e tutto intorno. Il suono se n’e’ andato perchè nessuno lo stava ad ascoltare. Anche il tono e l’espressione partirono, dicendo che si sentivano vecchi zii senza nipoti, con tanta esperienza dietro ma con ancora troppo da vedere, rimaner lì creava solo doppisensi. Rimasero i colori, che da egoisti come al solito, erano solo che piu’ felici perchè per loro “più si è e più c’èspazio”. Qualche sensazione non passò più, chi aveva troppo da fare e chi non c’aveva più da far niente, non ci si prendeva più il pane ormai, con tutto quello che costava capire. Figure  e movimento si ubriacarone tre giorni, spesi in banchetti,  con balli senza canti e senza musica, ma con tanta energia e pieni zeppi d’animazione. Aah, che bei tempi tempi per gli odori ed i profumi, qualcuno anche si candidò e qualcun altro andava a rubare i campi delle parole, in modo subdolo come il loro solito: coperti dal silenzio.  Il tatto finalmente in combriccola con sorpresa potevano sfogare la loro libido, cogliendo sempre con ansia l’attenzione; i soli puttanieri. Tutto sembrava andare bene per un po’ ci si adattava, avevano voglia un pò tutti che vincesse l’ordine, come se fosse una religione che non era poi male, ma tanto tutti andavano in casino, perchè a tutti piaceva farsi fottere. Chi dice di no, si vergogna a dirlo. Il tempo passava sempre, lui era vagabondo per necessità, ma alla fine tornava e non capivi mai quanti anni avesse: una volta ti sembrava vecchio, una volta lo facevi più giovane, mentre l’altra ti sembra che non sia passato, eppure assiniglia tanto a quel tipo li... dai, come si chiama... Ma anche le figure dopo un pò perdettero la fantasia, non si sentivano apprezzate e poi c’era sempre qualche giovane con delle idee in testa, che non si sentivano rappresentate, che c’era da prendere in mano la situazione, che c’era da fare, non aspettare, dire a tutti gli altri di trovarsi, con la scusa che è un po’ che non ci si vede, che prima o poi la coscienza ti dice che forse esaegeravi e ti veniva di provare a parlarne, ma loro se lo ricordano e non tutti dicono che i bei tempi siano sempre i migliori, ma d’altronde non ci si puo’ fidare di uno straniero che dice di essere nuovo di queste parti.Finchè la decisione non la prese lui: l’istinto. Ha sganciato un paio di sorrisi, ha convinto i pochi presenti, ha fatto la corte spudorata alle possibilità e a quella francesona grassa della routine, finchè realizzo il suo obiettivo:  convincere tutti che da adesso in poi le cose cambiano, adesso ci pensa lui. L’altro se n’è andato e lui se l’è cavata con due punti. Fanculo, ma ringrazialo da parte mia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-4266573222188101910?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4266573222188101910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4266573222188101910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2009/10/e-ringrazialo-da-parte-mia.html' title='E ringrazialo da parte mia.'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-2694046747199058764</id><published>2009-10-15T23:30:00.002+02:00</published><updated>2009-10-15T23:44:22.199+02:00</updated><title type='text'>Leggere i classici</title><content type='html'>Domanda da un milione di euro: perchè? Risposta: perchè sono quelli che hanno messo giu’ le idee per primi, che hanno vergato la carta lasciando in quell’inchiostro nero fantasie incastonate. Per classici intendo tutto quello che non rappresenta uno scrittore contemporaneo, si insomma quella spazzatura mal reciclata. Lo so, scendo netto e volgare come un’accetta tagliente sul legno morbido ma questo è il mio spazio e le mie idee ce le metto in stampatello e le urlo se mi va’!&lt;br /&gt;Non ci rendiamo conto che gli scrittori di oggi sono tutto velocità, volgarità, leggerezza e spremutine di cuore. Dove sono i valori? Dove sono quelle frasi che le devi leggere con la dovuta attenzione per percepire la vastità di sentimenti che sanno contenere? Dove sono quelle pagine che si attaccano le une alle altre, che ti trascinano, che ti portano via, che ti lasciano quella punta di amarezza quando arrivi alla fine, perchè è terminato qualcosa di troppo bello: qualcosa che ti ha scatenato la fantasia. Libri che hanno la capacità di farti sentir vivo due volte: una perchè respiri e l’altra perchè leggi. Oggi non scrivono, oggi mettono in parole immagini come un film, immagini veloci e senza sosta, che ti sembrano belle solo perchè sono veloci e riempiono della loro stessa velocità, non della loro sostanza, non per pienezza. Oggi le parole le usano per riempire spazi bianchi, mica hanno imparato ad usarle con la dovuta intelligenza, visto che sono strumenti sacri e fragili.&lt;br /&gt;Capisco che ognuno di noi ha i propri gusti, ognuno legge quello che gli pare e l’importante è leggere, è fruire, è farsi le domande. Anche mangiare è importante, anzi fondamentale, ma è altrettanto importante la qualità. Sicuramente una personalità come la mia che vive di fissazioni ed idee del tutto proprie non può essere il miglior “consigliori” di libri, non posso essere un riferimento, ne ho le capacità di definire dove iniziano i libri con i quali sorreggi la libreria e quelli con cui c’hai fatto l’amore (sempre da un punto puramente ideale e  mentale, ben s’intenda!), ma una cosa posso dire, anzi la posso anche tranquillamente affermare: leggete tutto quello che esiste prima degli scrittori contemporanei! Quest’ultimi non hanno inventato nulla, fottono solo le case editrici e chi li compra, invadendo le vostre eccellenti fantasie con commediuole  prezzolate, estratti di finto e asettico erotismo, trascinando libri che sembrano format televisivi, ci alimentano del nostro vomito e noi li paghiamo. Incredibile.&lt;br /&gt;So che può sembrare estramente velleitario affermare che gli “scrittori contemporanei” non hanno inventato nulla ma è la pura verità. E’ una verità che fa male, in particolar modo quando lo scopriamo con i nostri occhi mentre leggiamo, mentre spogliamo le pagine con i nostri occhi. Già ci propinano spazzatura a secchiate, non dobbiamo autoflagellarci nei nostri momenti di svago. Dobbiamo volerci bene anche nel cervello!&lt;br /&gt;Capisco che Marinetti era un futurista e tutto quello che ci va dietro, ma lui ne “Il Club dei simpatici”  per descrivere il temporale tesse una frase come “Il cielo nero è scosso da una fuga ritmata di braccia d’avorio che pugnalano le smorfie delle nuvole”.&lt;br /&gt;Non so che immagine avete ora in testa, ma io ho ancora i brividi di piacere.&lt;br /&gt;Un piacere lento, che non si diluisce all'istante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-2694046747199058764?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/2694046747199058764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/2694046747199058764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2009/10/leggere-i-classici.html' title='Leggere i classici'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-6015069679907060098</id><published>2009-04-25T22:08:00.000+02:00</published><updated>2009-04-25T22:09:55.251+02:00</updated><title type='text'>Occhio stanco e passo incerto</title><content type='html'>Mi chiedo come la gioventù sappia vivere spensierata. E’ bellissimo: concetriamo la leggerezza, cerchiamo tutti lo svago. Ieri sera ho visto gente che cercava la stessa cosa che cercavo io, o meglio l’ho capito solo dopo che mi sono guardato in giro. Quando siete in un ambiente affollato, allontanatevi dal vostro gruppo, cercate di abbandonare per qualche momento l’attenzione sul punto di persone che vi fanno sentire al sicuro in mezzo ad un’accozzaglia di gente sconosciuta e per un attimo diventate osservatori, quasi come un’onda tra le onde. In quel momento si è come invisibili, perchè diventiamo la stessa persona che ci viene addosso quando siamo tutti pigiati in compagnia e si balla e si fa gli scemi, la stessa persona che lasci passare, la stessa persona che distrattamente ti chiede d’accendere che tu ce l’abbia o no. E solo quando vi allotanate dal vostro gruppo, dal punto certo e sicuro che nella folla diventa come oasi nel deserto, ecco che cominciate a vedere le persone. Ed è li che mi sono chiesto cosa cerca la gente. Ho capito che in generale è lo svago, è la birra in più per far due gesti, per parlare del più, del meno, del nulla, di qualcosa che deve essere divertente – o che il luogo stesso te lo fa diventare – con la persona che saluti a mala pena negli altri giorni, solo perchè la conosci poco,magari. Li in mezzo diventiamo tutti amici, tutti nella folla sconosciuta ci si riconosce, si cercano motivi per formare un altro gruppo, un altro punto calmo, un altro punto fisso, nel mezzo della baraonda. Come il fatto di uscire a fumare. La gente cerca svago ed esce a fumare per riequilibrare il momento d’invasione della altre persone, di tutti quei micromomenti di tranquillità che assieme diventano accozzaglia di gente, che noi cerchiamo di controbattere e ristabilire con continui momenti di stacco. Tutte onde che si infrangono contro di noi. La gente è un mare, non solo nel senso figurato ma anche nell’essenzialità della composizione. Incredibile. Tutti cercano svago e a chi basta solo bere una birra perchè è l’essere tra la gente che ti fa stare bene, vedere altra gente ti fa sentire vivo, anche se poi alla fine parli tutta la sera con lo stesso amico che sei uscito, tuttte quelle presenze sono fondamentali per allontare la giornata passata, e rinchiudere in una bicchierata tutte quelle cose che messe assieme ci hanno fatto stancare. Cerchiamo nella serata qualcosa di magico, che si traduce in un serie di comportamenti reiterati, in un preciso momento in cui anche una serata diventa “routine da serata”. Altre persone cercano svago di altro tipo, perchè quello svago diventa motivo che alimenta comportamenti, anche quello a cercare una tranqullità: che sia con una donna, con un uomo o con una droga.  Ma tutto gira attorno alla distrazione gli uni degli altri, tutto diventa “passare una bella serata”, diventa un comportamento – quasi di regolarità religiosa, di attaccamento alla disciplina marziale – che si differenzia nei nostri domani solamente per sfumature e ricordi divertenti, o che noi supponiamo tali. Magari altra gente li vede solo patetici, forse mediocri o non degni di nessuna considerazione. Alla fine c’è solo gente che beve, e questo elemento di indissolubile necessità con la socializzazione dei locali, ti fa reincontrare e farti sembrare simpatico anche gente che quando la vedi proprio ti fa proprio innervosire. Perchè sei nella “bella serata” in cui tutto ha un copione e mete e orari precisi, micro spostamenti di masse ineluttabili, diretti da regole non scritte, ma solo allo scopo di incotrare gente – che tanto sarà la stessa di prima solo in ordine sparso e a volte accoppiata in modi diversi – perchè necessitiamo di creare quella baraonda (o bar-a-onda per restare in tema, ahah!), dalla quale siamo attratti come api dal miele. E’ bello essere assieme alla musica, ballare disordinati, in microspazi, in cui anche la scoodinazione può avere un senso ed una bellezza  propria – almeno è il mio caso, tranne certa gente che invidio che sa ballare nello spazio di un tovagliolo con la naturalezza quasi non umana e fuori da tutte le leggi fisiche, mah! coma fanno? – dove l’incapacità di socializzazione porta alla grottesca massa di muti (ma non- muti) che si coprono di strati di note musicali (apparentemente conosciute come hit del momento) e foglie di menta e sgabelli di ghiaccio (apparentemente conosciuti come mojito), Eppure questo caos perfettamente schematizzato ed ordinato è quello che cerchiamo, è quello che ci fa divertire. E’ ciò che cerchiamo drogati da un febbre d’oro (o del sabato sera? ahah! oggi la stò stracciando!) che possiamo soddisfare nel prossimo locale o nel prossimo cocktail, o nella prossima canzone, sperando che mettano su “quella bella di quest’estate” o quella “che mi piace un casino” o quella che so “il ritornello e posso fare il fisso facendo finta che la so tutta e sembra che ci passo gli anni e le ore io con le cuffie” . Tanto alla fine ce l’hanno vinta solo le donne: sono le uniche che riescono ad essere apposto, oridnate e perfete anche quando a noi uomini ormai il capello si spettina come il galbanino aperto da due giorni, anche quando siamo costrettu a toglierci la giacca perchè è cosa certa che la pezzatura arriverà inevitabile e sicura oltre i gradi di sopportazione della camicia, che abbiamo le movenze sciolte tanto quanto un pinguino in una partita di calcio saponato, mentre loro bevono con la cannuccia e non la gettano mai a terra, la coordianzione orecchino-cintura- scarpe è sacra e inviolabile, sanno fare un sorriso e una battuta pungente e sicura anche quando noi dopo la terza birra andiamo per schemi semplici, fugaci ed elementari. L’unica cosa che riusciamo fare bene, che a tutti gli uomini ho visto che esce con una certa naturalezza è ordinare da bere: gomito sul banco a segnare l’avanposto guadagnato tra gare di distrattezza altrui e spinte simulate dai balli altrui, sorriso e cenno di attenzione/gentilezza /e guardacheiodevoancoraordinare ed iltipoeradopodime, 20 o 50 € - per chi ostenta o può  buttare in un lampo le nostre 5 ore di lavoro quotidiano- alla mano per far vedere chi ha sete, il tutto coronato da discorsi “morse” con quello che ti accompagna di turno a prender da bere. Il bello è che tutto questo è ciò che vogliamo e che non si può cambiare, perchè è questo che ci fa divertire. No, nessun biasimo e nessuna tristezza – io per esempio mi sono fatto serata veramente da ricordare – ma solo mi sono perso via ad osservare, mi sono perso a guardare mentre il ghiaccio è sempre troppo nel bicchiere. Nessun problema se questa sera o domani mattina sarà tutto sotto la regola del passo incerto e occhio stanco: è solo il tatuaggio della bella serata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-6015069679907060098?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6015069679907060098'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6015069679907060098'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2009/04/occhio-stanco-e-passo-incerto.html' title='Occhio stanco e passo incerto'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-5147669406846467678</id><published>2009-03-25T22:33:00.003+01:00</published><updated>2009-03-25T23:07:29.981+01:00</updated><title type='text'>Il nuotarore esperto</title><content type='html'>Da qualche giorno vado in piscina e mi sono guardato intorno... Ci sono gli sfigati delle vasche laterali, "e marsone che fa acquagym",  i bagnini (con particolare rispetto per quei "peochi" cioè rasati nel nostro dialetto) ed infine lui: il mitico nuotatore esperto. Il nuotatore esperto non ha ciabatte, ma calzari che hanno una perfetta aderenza con la piscina che gli permette un passo sicuro e danzante a bordo piscina non un finto strascicare di gambe come un pinguino sull'olio. Il nuotatore esperto entra e fa subito la doccia, in modo che ogni goccia possa scorrere sul suo corpo scolpito nel e dall'acqua, sorride ai bagnini e fa finta di gaurdarsi intorno, già sapendo che l'ormone femminile é palpitante nell'aria, mentre donne fingono di mettersi apposto occhialetti e cuffia. (Lo facciamo anche noi mortali, ma scopriamo tristemente solo mari di cellulite... va ben, ma ci si accontenta: la vita non è baywatch lo sanno tutti!). Il nuotatore ha uno slippino che non è mica quello da 3.99 € della decathlon, ma una cosa seria, qualcosa di firmato se non addirittura della squadra di nuoto della piscina, uno slippino che non solo è un guanto per le parti intime ma una specie di evidenziatore per i genitali maschili. (tranquilli sono fidanzato anch'io con una signorina, non allarmatevi). Il nuotatore esperto non ha peli, il suo corpo glabro non glielo permette, forse si può trovare qualcosa nel naso e in qualche altro punto, ma sul petto niente. Il nuotatore esperto si tuffa come nelle pubblicità sollevando solo qualche schizzetto d'acqua, mica come i comuni mortali che usano la scaletta a lato o si tuffano seduti dal bordo vasca come un container scivolato in oceano, il nuotatore esperto fa "pluff" e non "spaciaff ciaff". Il nuotatore esperto predilige le corsie centrali, entra in acqua e macina vasche con la metodocità di un maniscalco durante le crociate: continuo, ritmico, quasi monotono. Il nuotatore esperto non respira: ha branchie appena dietro alle orecchie, lui non può permettersi di fare due vasche e respirare affannosamente nel lato basso della piscna, magari sfruttando lo scalinetto. Il nuotatore esperto ha occhiletti che non si appannano mai nemmeno se entra in una sauna o beve un tea in montagna, i suo occhialetti fuggono qualsiasi sbalzo di temperatura. Il nuotatore esperto ti pressa se sei più lento di lui, sorpassandoti di lato, sotto, sopra, camminando all'indietro sopra ad una corsia e a volte fumando una sigaretta in apnea. Tanto ha le branchie. Il nuotatore esperto fa la virata alla fine della piscina e non ti lascia il tempo di copiarla: lui è già alle bandierine blu. Il nuotatore esperto non ti dice nulla se vede subito che hai la grazia di un'incudine in acqua per nuotare ed il galleggiamento di un piombo da cintura da sub, ti ignora direttamente e con l'evoluzione impeccabile di tutti gli stili te lo fa pesare. A volte ne inventa di nuovi per giuoco o vezzo. Il nuotatore esperto non entra con oggetti di valore. Il nuotatore esperto è capace di fare cento vasche bevendo svariati spritz tra una vasca e l'altra, i più bravi sputano il nocciolo dell'oliva da una parte e, dopo qualche bracciata, la recuperano con l'ultimo respiro prima di virare. Il nuotatore esperto parla solo con gli altri nuotatori esperti, e solo esclusivamente di cazzate e barzellette sui nuotatori inesperti o che usano il salsicciotto galleggiante rosa (si quello che tutti noi, almeno una volta, abbiamo usato come gag fallica con gli amici). Io non sono un nuotatore esperto, anzi faccio rana che sembro un animale in estinzione ed il mio stile libero è talmente tanto libero, che alcuni mi dicono "ma tu fai rana e... e...." e io "cringling". Ovviamente tutti non ci capiscono un cavolo, ma basta per lsciarli a mangiar mosche per un po'!&lt;br /&gt;Io entro in piscina a bomba, cerco di battere il mio record di 35 vasche (cioà 70! non sono così scappellato!), quando esco dalla scaletta trattengo i respiro per sembrare un falso magro... Ma è mooolto dura. Io non sono un nuotatore esperto,però ci faccio due battute con quelli della mia corsia, mi diverto e mi rilasso e quasi quasi mi piace!.... Peccato che non si possono ordinare i mojito!&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-5147669406846467678?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5147669406846467678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5147669406846467678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2009/03/il-nuotarore-esperto.html' title='Il nuotarore esperto'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-5196329830881597958</id><published>2009-03-22T12:28:00.001+01:00</published><updated>2009-03-22T12:30:57.387+01:00</updated><title type='text'>RABBIA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La rabbia che mi morde, la rabbia che mi segue, la rabbia che mi segue e che fa male perchè scende solo a sorsi ruvidi. E’ giusto lottare per quello che vuoi, perchè il desiderio ti fa entrare le cose sotto la pelle, non importa se il risultato c’è, importa solo come cerchi ti ottenerlo. Già sembra il vestito cucito su misura sull’esperienza, ma perchè solo chi ti stà attorno sembra avere cose e possibilità sciolte nella facilità e tu per ottenere la stessa felicità devi sempre sollevare pesi troppo grandi e scalare muri dei quali il fine si confonde con il riflesso del sole? Perchè monta questa rabbia in una giornata di sole in cui tutti i colori hanno un buon umore, in cui le pioggie sembrano solo strani ricordi, forse di qualcuno che se le è inventate. Rabbia e solo rabbia, che chiude lo stomaco, che ti mette una brutta giornata con tutto e tutti, che ti toglie la voglia di far le cose, che ti toglie lo spirito del “ok, vai!”. Ma tanto è solo un mescolare bitume con i brutti pensieri che diventano penne nere che non si scollano più... E intanto guardo verso l’orizzonte e non la vedo. Maledetto aggeggio metallico che mi illudi di vicinanze, quanto vorrei diventassi bacchetta magica, quanto vorrei mi portassi giorni indietro o anche qualche settimana avanti, pur di far passare questo momento basso, in cui non c’è vento per ali, non c’è fiore per le farfalle, non c’è suono per il vento. Solo rabbia, perchè la distanza sa unire, sa farti vivere, ma se è capricciosa sa farti male. Rabbia, come un treno che sceglie di non avere più binari e, forte della sua velocità senza regole e senza limiti, sa spingersi solo avanti, pronto all’impatto col sorriso sulle labbra, pronto a rumori assordanti che generano ancora rumori, umori e amori. Rabbia che cerco di scacciare sfogando tutto sulle lettere di questa tastiera, visto che nemmeno sigarette e affini mi fanno più gusto ne pace relegati nelle mie inutilità quotidiane (per fortuna). Rabbia che cerco di sconfiggere con l’illusione del benessere di una doccia fredda in una giornata afosa... ma se tu non mi aiuti con le parole, ma se tu non metti i sorrisi e puntelli di sofferenza, come si fa a mandarla via questa rabbia? La cancello? La chiudo? Disperazioni di routine, disperazioni facili che si chiudono nella distrazione di qualche ora, nella conta delle ore e delle settimane prima che arrivi tu o prima che arrivi io. Le cose si cambiano quando lo si vuole. Si, è vero e ci credo. Ma vale anche la regola che le cose si cambiano quando si può, quando loro decidono di voler essere cambiate. E’ che la lontanza mi toglie la felicità dei tuoi contorni, per questo a volte nel cesto vuoto delle mie giornate trovo solo rabbia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-5196329830881597958?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5196329830881597958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5196329830881597958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2009/03/rabbia.html' title='RABBIA'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-7389805587138662799</id><published>2009-02-08T21:15:00.002+01:00</published><updated>2009-02-08T21:48:55.234+01:00</updated><title type='text'>Relax and take it easy.</title><content type='html'>Oggi  ho invaso Venetia, palpitante, assieme alle prime orde barbariche di turisti... Mi sono svegliato ancora con la frittura che faceva "up and down with my body" (che nemmeno un manipolo di brancamenta aveva sconfitto!) e mi son detto: meglio vedere Depero e con l'acqua alta... forse qualche click, forse Ladyshoot ne avrà voglia... Già mi lambiccavo con bianco e nero, già immaginavo riflessi, già mi godevo estaticamente il mio autoerotismo fotografico! Parto attrezzato di tutto punto, vestiti comodi, pronto all'avventura... lucido gli obietttivi durante il viaggio come un guerriero prondo alla battaglia e desideroso di morte e sangue, mi prendo tutto il tempo del viaggio necessario lasciando da parte anche il piacere di Steinbeck, che droga silente e piacevole come un vino leggero. Spio fuori le nuvole per capire le luce, do un occhio alle maree: tutto collimava come blocchi di acciaio che scivolano liquidi ed imponenti su sè stessi. Arrivo a Venetia, la gaurdo nella sua pancia marciana, nel suo ventre ducale, nel profilo sfuggente della sua ecclesia e ne cerco le interiora di marmo, avido come un avvoltoio affamato. Penso per click o almeno me ne sforzo... Nulla... Gente disordinata... L'acqua alta le da un bellezza informe e desolata come un animale sporco e sfinito. Mi agito, crolla  tutto in cumuli di sabbia, spenta e sparsa dal vento. Ok, mi conosco, non sento il formicolare alle mani e quel brivido di piacere prima di scattare.. Tranquillo non è tempo. E' come pescare, è tutta una questione d'attesa. Io odio l'attesa anche se ho imparato ligiamente ad abituarmici. Ladyshoot per me è una pistola che ferma attimi eterni: una foto è un attimo che non torna. Ladyshoot è un arma che colpisce e contunde non un leggero retino per catturare farfalle fragili ed immacolate. Merda. Ok, passiamo al piano B: hai il tuo museo da vedere. Mi avvio verso il Correr, e mi girano i maroni perchè mi ricorda il fottuto Napoleone: che è solo un  capro espiatorio per spiegarmi lo stupro artistico che questa città ha subito. Va beh... erano altri tempi ed è sempre troppo facile giudicare. Intanto i  Turisti cercano, e bramano giocosi, abluzioni in piazzetta e la fendono golosi, quasi il passeggiare tra i marmi imbevuti di quel vino salmastro fosse uno sport del luogo, fosse un piatto da assaporare, fosse un rito a cui non sottrarsi... ma non capiscono e non la rispettano. Boh, forse se faccio qualche scatto poi sale la voglia e poi... no... provo anche in piazza ma la stessa cosa: scelgo Depero. Entro e pago solo 5 euro: la cosa puzza... infatti era solo una collezione privata limitata ad una trentina di opere, nulla di più! Ma si, lo dovevo ancora scoprire, ma come la maggior parte dei Futuristi mi ha preso proprio bene, amo la loro energia, che agli albori si conservava ancora così viva e pura, così solare e limpida! Lasciano respirare la voglia di cambiare, la voglia di tracciare una strada maestra, una rotta da seguire, destinata a diventare punto di riferimento. Passa un'oretta e mi torna il sorriso (o forse la frittura comincia a dileguarsi?), spio dalle finestre l'acqua e prego silenziosamente il sole che sbracci le nuvole per concedermi qualche riflesso... nulla! Ok, capisco che non è il momento, posso prendere la motonave senza fretta, meglio tornare. Le nuvole cominciano a chiudere il loro mantello, fanno fraintedere il giorno con il meriggio, con i primi sintomi della sera, e nemmeno una foto, e nemmeno Steinbeck mi ha stupito con un libro che sembra troppo ottuso, sterile e distante per essere lui. Meno male che c'è Cuore, basta una telefonata e tutto migliora.&lt;br /&gt;Il catalogo della mostra non valeva, ma un bel libretto sui Futuristi è tornato con me, non poteva resistermi!&lt;br /&gt;Ed ora pronto a liquefarmi tra le coperte,  da domani la settimana si prospetta lunga ed intensa, così i giorni saranno più corti e sarò più rapidamente tra le sue braccia... Ed ora realx and take it easy!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-7389805587138662799?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/7389805587138662799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/7389805587138662799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2009/02/relax-and-take-it-easy.html' title='Relax and take it easy.'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-1025493714561829966</id><published>2009-01-09T18:54:00.002+01:00</published><updated>2009-01-09T19:01:14.565+01:00</updated><title type='text'>... e xò!</title><content type='html'>Toh... è arrivato anche il 2009! che bomba! fatto tutte le statistiche del caxxo? avete deciso cosa avete fatto di buono e di male? tanto quello che si fa non cambia la vita nell'immediato, lo si scopre solo il momento dopo una decisione, cosa è successo. Sinceramente vivo una seria botta di positività e me la godo più che posso... mi scazza solo perchè ho avuto poco tempo per far foto ed amare la mia città preferita... e poi tutti 'sti viaggi che mi hanno portato lontano nei week end, beh mi hanno astratto dal mio "reale" e mi hanno fatto solo che bene. Ora sono intederminato... Ho un lavoro... Posso sognare progetti e posso farme altri pensieri... tanto per cambiar! Ma arrido alla morte, ai problemi, alle situazioni negative: perchè tutto mi sfiora e nulla mi tocca! Visto che l'anno nuovo è iniziato godiamo della frase "speriamo che sia meglio dell'anno scorso" per poi a fine anno dire ancora "mimmorti, no vedo ora che passa 'sto anno de merda!". L'inizio ci illude sempre. Accettare inizi e fine ripetuti, no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho voglia di far foto! Ho voglia di far foto! Ho voglia di far foto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-1025493714561829966?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1025493714561829966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1025493714561829966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2009/01/e-x.html' title='... e xò!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-7277446929475065556</id><published>2008-12-12T21:14:00.003+01:00</published><updated>2008-12-12T21:21:17.206+01:00</updated><title type='text'>Coincidenze di lettura.</title><content type='html'>Sembra strano, quando leggi un libro e tutto quello che ti circonda diventa parte di esso. Trovi cose che accomunano la realtà immaginata con quella immaginaria. Parlo inevitabilmente di Zivago... E' travolgente, passione, calore anche se vive in un mondo lontano, freddo, dove regna la neve, idee distanti, che sembra scoperchiare un passato ormai lasciato solo, nell'inverno, nei ricordi. Cosi' lento nell'azione ma veloce negli eventi. Eppure è una lentazza piacevole, calda, come un quadro antico: spigoloso da osservare ma pieno di particolari dettati dal passare del tempo. Ogni pagina è colore che si spande sul bianco manto della neve, il solo colore che sa coprire ed evindenziare allo stesso tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-7277446929475065556?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/7277446929475065556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/7277446929475065556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/12/coincidenze-di-lettura.html' title='Coincidenze di lettura.'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-9064608160920428947</id><published>2008-11-17T01:38:00.001+01:00</published><updated>2008-11-17T01:40:38.402+01:00</updated><title type='text'>Domenica mattina da Franco</title><content type='html'>Mi sveglio superriposato (infatti sono le 0.50 e non ho sonno, io che ho il pulsante di solito) e mi dico “Ze e dieze de a matina, vado far do foto par venezia inveze de fa poccarie”. Mi lancio a Bigsandspoint e navigo verso Venetia. In realtà volevo passare da Franco Filippi, avevo un paio di domande, dopo aver visto la mostra sul Caneletto e i vedutisti... Chi è Franco Filippi? E’ l’uomo che mi ha mostrato Venezia con occhi diversi, che me l’ha mostrata con occhi da veneziano che ama la sua città ed è consapevole della bellezza e del valore di questa città. Venezia è un esempio unico, non solo da un punto di vista architettonico, storico o artistico, ma soprattutto da un punto di vista sociale, antropologico e culturale, Venezia nasce con uno spirito e ha sempre lottato per mantenersi tale.. almeno fino a che queste cose non sono venute meno, sono scomparse e lentamente si sfacelano, e si perdono, sorde, tra le onde delle sue rive. Franco è una persona che fa il suo lavoro con la passione del ricercatore, con la passione per la storia, ma soprattutto con la passione... Se vai a chiedergli qualcosa su Venezia, non ti rifiuta mai la chiaccherata, anzi!  La cosa più stupefacente è che quando stavo per acquistare un libro nella sua libreria, è l’unico che mi ha detto “no assa perder, queo ze na porseada”. Lui lavora per la passione e l’amore per quello che fa, non per vendere, non per denaro, non per avidità. E’ un veneziano doc, capace di raccontare e di mantenere la sua posizione su quello che dice e quello che pensa avendo ancora con se quello “spirito” di Venezia che l’ha resa gloriosa. La sua sincerità mi ha lasciato ogni volta basito: lui ti dice quello che sa, lo dice precisamente, e quello che sa è frutto di ricerca nelle biblioteche da testi attendibili, non fotte la gente, non inventa, non smercia aria fritta. A lui interessa che al lettore giunga la verità in quanto fatti storici documentati, non fiabe o cose scritte giusto per il soldo, e  lo trasmette davvero, senza paura, senza nascondersi. Quando sono giunto nella sua libreria, ci sono entrato umilmente e in punta di piedi e lui mi ha accolto con un “dime vecio, cossa te va in serca?” dimostrando quell’apertura intellettuale tipicamente sana e veneziana. Io lo considero una perla rara a Venezia, io lo stimo non solo per il suo sapere, ma per l’onestà con cui lo espone. E’ rimasto l’unico, l’unico che porta avanti una missione, senza chiedere nulla, solo dando, solo continuando e, putroppo, continuando solo. La prima volta che mi sono recato li dopo una bella chiaccherata di un’oretta e mezza mi fa –ripeto era la prima volta che mi vedeva – “La prossima volta che passi di qui vieni a prendere una copia del dvd che ti faccio, è un documentario che ho fatto per dei giapponesi”. Io sono riuscito solo a pensare “Fantastico, quest’uomo è semplicemente fantastico”. Il bello è che sono passato da lui dopo un paio di settimane, sempre per acquistare dei libri, e la copia me l’aveva fatta veramente! Incredibile, dove si trovano ancora persone così?&lt;br /&gt;Beh, comunque oggi passo, gli faccio un paio di domande, chiaccheriamo e poi lui, vedendo che ho la mia Ladyshot al collo mi fa “Mi accompagni che facciamo un paio di foto alla scuola di S.Marco, tu che hai una macchina fotografica meglio della mia?” e io ero felicissimo di poter andar per Venezia con il vate della storia di Venezia! Ma dovreste sentire il modo con cui racconta le cose, la passione traspira, il sapere diventa realtà palpabile e riscontrabile tra quello che dice e quello che c’è. E ancora una volta mi ha fatto vedere Venezia con occhi nuovi, pieni di stupore, pieni di piccoli simboli e segni che meritano un pò di curiosità e attenzione per essere scoperti e goduti. Mi ha portato anche nella vicina Chiesa di SS. Giovanni e Paolo, arrichendo di continue particolarità nuove, luoghi che io consideravo scioccamente scontati.&lt;br /&gt;E alla fine da buon veneziano mi fa, dopo aver fatto da Virgilio della laguna, “E adesso go fatto se, ‘ndemo a bever na ombra!”. Che mito di uomo, che mito!&lt;br /&gt;Mi ritengo molto fortunato, perchè non è da tutti i giorni riscoprire i luoghi dove “vivi” con una persona di tal conoscenza e di tal cultura... Si perchè lui sa tantissime cose e te le elenca con minuziosa precisione e tale intensità, che non puoi resistere al fascino della storia di Venezia.&lt;br /&gt;Lo vedo come un cavaliere verso terre aride, che combatte fiero contro un esercito d’ignoranza. Ogni suo sforzo è forse goccia nell’oceano, ma una goccia che conta, una goccia che non evapora. Non smettere la tua battaglia Franco, c’è gente che crede ancora in te.&lt;br /&gt;Grazie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-9064608160920428947?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/9064608160920428947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/9064608160920428947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/11/domenica-mattina-da-franco.html' title='Domenica mattina da Franco'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-3913894947314614880</id><published>2008-11-16T22:33:00.001+01:00</published><updated>2008-11-16T22:34:51.883+01:00</updated><title type='text'>Fine settimana succoso...</title><content type='html'>Venerdi sera non ti finisco alla cena di Jack per la sua conferma? Si, il mio caro collega è stato confermato, mentre io sono sul trespolo ad aspettare... Buon per lui! Cena nei pressi di Salgareda: grigliata, vin bon e 30 festanti! Si, c’era un altro collega che è stato confermato della filiale di Jesolo dunque ciama questo, ciama queo e ci siamo trovati in 30, gnanca mal! Bella Jack, complimentoni!!!&lt;br /&gt;Sabato... Sabato è stato un finesettimana equivoco... Non so cosa mi sia successo, ma avevo voglia di andare via, di muovermi. Beh, nella mattinata ho ricevuto un riconoscimento da parte del Comune di Cavallino- Treporti per la tesi della Triennale, beh tutto questo grazie al contatto di un’amica, e la premiazione è avvenuta assime ad altri 5 dottori. Il tema del Convegno in cui è stata fatta la premiazione riguardava edilizia e turismo da un punto di vista ecosostenibile e nell’ambito dell’eco-sostenibilità la mia tesi ci cadeva proprio a pennello. Una cosa molto breve e a titolo nominativo, però per me è stata una piccola, ma allo stesso tempo grande, soddisfazione, è stata un’accortezza da parte del vice-sindaco per dar onore ai giovani del Litorale, nulla di più! Però sono stato contento per diversi motivi: 1) La mia tesi era quella che centrava più di tutte con l’argomento, 2) Sono stato premiato davanti a delle persone che mi hanno sempre malcagato anche se conoscevano perfettamente quello che ho fatto, 3) La mia tesi, ovvero le idee che ci sono dentro, hanno trovato realizzazione nel nostro Litorale, ovvero i percorsi che proponevo sono stati fatti realmente, sono promossi del portale del nostro Comune e alcuni campeggi li hanno attivati, mobilitando la loro organizzazione interna (ho dato io copia della mia tesi perchè ne prendessero visione, tra l’altro, e loro zitti zitti l’hanno messa in opera!). Tutto ciò mi fa piacere anche se nessuno fino adesso mi ha detto “Visto che hai avuto questa bella idea cosa dici se ne parliamo assieme?”, la mia innocenza nel propormi mi ha fottuto, va ben, ora che ho l’ano in alluminio l’ho capito e fino adesso ringrazio la divina provvidenza che mi ha sempre fatto campare senza essere al servizio di questa gente qui. Speriamo che la divina provvidenza non molli!&lt;br /&gt;Il pomeriggio non so cosa mi ha preso, avevo solo voglia di perdermi, solo voglia di andare via... Così mi sono detto “Vado a Treviso a vedere la mostra del Canaletto alla Casa dei Carraresi” presa la macchina e la mia Ladyshoot mi sono lanciato a TV... Come al solito la Casa dei Carraresi si è capacitata di un’altra mostra veramente meritevole. Un concentrato di opere di Vedutisti veneziani incredibile! E’ nella topten delle mie mostre fino adesso viste... L’allestimento curato da dio, la disposizione delle opere in quanto ordine ed autori perfetta, veramente una mostra che merita, veramente vale i 12 Euro, veramente vale la pena di farci un salto! Bellissima... Di quei quadri eccezionali! Lasciamo stare le polemiche in quanto Vedutisti etc etc, ma oltre ad apprezzare la bellezza del quadro in sé, mi affascina la capacità del quadro di essere una buona documentazione storica, sono le prime fotografie dell’epoca se proprio vogliamo estremizzare ai massimi livelli.... Ma non so cosa mi prende quando vedo un Canaletto: la luce che usa, lo spazio che dedica al cielo, all’acqua e ai colori che ne lascia... M’incantano, mi emozionano... L’unica pecca della Casa dei Carraresi è la piccolezza del sito... se c’è un gruppo – come l’ho beccato io – ci vuole molta pazienza e amore per l’arte per non fare un strage di persone umane! Io capisco che sei nel tuo bel gruppo e ti hanno portato al museo e ti hanno pagato la guida, io capisco che avrai visto 3 musei nella tua vita e al massimo ti sarai eccitato davanti al museo di storia naturale, capisco che segui il gregge ordianatamente e probabilmente di quello che dice la guida avrai capito al massimo “buongiorno”, “passiamo ad un altro quadro” “passiamo nell’altra sala” e “Grazie a tutti la visita è finita”, capisco che senza la tua audioguida del cavolo con tutti i tuoi bei numeri non ce la fai nemmeno ad andare in bagno, ma imparare a rispettare chi vede la mostra con te, non ce la fai? Ma un minimo di educazione non esite? Non è che perchè tu hai la tua bella guida che parla, vuol dire che hai affittato tutto il museo e puoi fare quello che vuoi, spintonare, fare tagliafuori, zigzagare a caso per la sala, occuapare la MIA visuale, che sono li DA UN QUARTO D’ORA PRIMA DI TE ed avere il coraggio di guardarmi male se passo dicendo “scusi permesso”! E che cavolo, siete delle capre! Capre! I quadri si guardano da lontano, sono fatti per essere visti da lontano, ci vogliono determinate distanze, capre! A meno che dopo averli visti da lontano, allora vuoi vederne i particolari, e allora aspetti il momento buono, capra che non sei altro! Tele da 4 metri per 2 e tutti li attaccati per ascoltare la guida, la quale ha il microfono e le capre hanno le cuffie! In teoria possono stare anche a 2 km dalla guida, ma loro sono delle capre e si appiccicano li, e guai se stai davanti alla mummia 82enne e sei più alta di lei! Mimmorti, che nervoso! Per fortuna il Canaletto valeva tutto questo, per fortuna! Capre! Incapaci di stare in contenitori comuni! Capre, non meritate le foglie di lattuga che ruminate!&lt;br /&gt;Prima e dopo del museo mi sono aggirato per Treviso, nel centro, tra negozi e gente a passeggio... Il centro città è molto piacevole, i negozi stupendi, si vede che la gente ‘sta bene, sia per le macchine parcheggiate che per come sono vestiti: bellissimi, abbronzatissimi, firmatissimi... Mi sentivo osservato, poi l’ho capito solo dopo essermi specchiato in una vetrina di Furla.... C’era gente che aveva scarpe che costavano più di tutto quello che avevo addosso io più la mia Ladyshot e il resto dell’attrezzatura! Forse hanno pensato che fossi un disperato.. mah! Non che mi tocchi il fatto, perchè sono uno che non guarda queste cose e  se ne fotte alla grande ma loro te lo fanno pesare. Io ero felice sabato, loro non sò non mi convincevano molto. Quando sono uscito dal museo poi, era già buio e il centro città vestito di luci e vetrine per natale era ancora più caldo, ancora più nostalgico... Io cercavo un negozio in realtà, ma non sono riuscito a trovarlo, ma dove cavolo è? Ho spiato tutte le vetrine... nulla. Dove sei?&lt;br /&gt;Avevo in testa la mia Venezia, la mia solitudine di quei momenti, l’aspettare il venerdì successivo, l’essere osservatore invisibile tra quella gente distratta da vetrine ed aperitivi, tutti di corsa, tutti tirati. Io, col mio passo lento, la mia faccia anonima e la voglia di leggere il catalogo appena acquistato, mi confondevo beffardo tra quei riflessi e cercavo di capire cosa mi mancava... e la risposta era sempre in venerdì prossimo. Immancabile ed inesorabile.&lt;br /&gt;Poi nuovamente in macchina a far chilometri da solo, con la mia musica, mi cullavo, domato dalla voglia di essere scappato per qualche ora, di essere fuggito da un solito finesettimana sterile e ripetitivo, spesso e lento come un cuscino prima della ghigliottina del lunedì mattina. Ma quando torno a casa sorrido: scappare per poi tornare non è male.&lt;br /&gt;Sabato sera risikata.... non c’entro nulla in quel gioco: la prima partita l’ho glissata, la seconda ci sono entrato e ho fatto ridere come al solito, non è un gioco che fa per me! A nanna presto e poi... domenica in giro per le calli di Venezia, sempre con la mia Ladyshoot, la mia nera preferita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-3913894947314614880?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/3913894947314614880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/3913894947314614880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/11/fine-settimana-succoso.html' title='Fine settimana succoso...'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-6307169214330986925</id><published>2008-11-14T14:04:00.002+01:00</published><updated>2008-11-14T14:13:08.491+01:00</updated><title type='text'>Fine Ferie! Olè!</title><content type='html'>Ma è finita anche l'ultima settimana di ferie... Già! Quindi o il prossimo mese mi confermano e si sciabola di tutto (dal vino ai succhi di frutta, anche in brick!) oppure mi scibolo il pisello e si ricomincia col cappello e il buon vecchio cartello di cartone "Prego tanta fame 15 filli tutto malato no lavoro. aiuto. prego" che devo dire mi ha sempre permesso di arrotondare! Ca**ate a parte: mezza paranoia ultimamente ce l'ho sempre in tasca!&lt;br /&gt;Il 25/26 Ottobre si è fatto uno spettacolino dal titolo "Ti conosco mascherina", una serie di scatch anti- truffa dedicata a tutti ed in particolar modo agli anziani. L'affluenza non è stata delle migliori, però a noi interessa recitare e farci 4 sane risate, dunque è stato tutto relativo, l'importante è che quando incontri la gente per strada ti faccia i complimenti e soprattutto l'intento dello spettacolo abbia raggiunto lo scopo, questo importa! E poi è una figata far 'ste robe: essere sopra un palco è sempre un'emozione, ma una volta che ci sei sopra, non so ma ti prende quella cosa che... è tutto strano e magico: la finzione diventa realtà, la fantasia si fa spessa, palpabile e puoi aprire nuovi mondi...&lt;br /&gt;Beh, anche questa settimana si è ca**eggiato alla grande, ho fatto proprio ferie, alla grandissima!&lt;br /&gt;... e di questo mondo di facebook, che ne diciamo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-6307169214330986925?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6307169214330986925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6307169214330986925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/11/fine-ferie-ol.html' title='Fine Ferie! Olè!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-7225695631704014471</id><published>2008-09-29T20:22:00.003+02:00</published><updated>2008-09-29T20:28:44.064+02:00</updated><title type='text'>Ho parlato con Gaspare Augusto Manos</title><content type='html'>Museo Diocesano: Urbis. Giovedì c’avevo un po’ di tempo prima di andare all’università e “fatalità” mi vado a vedere questa mostra, d’un pittore. Si, intendo Gaspare Manos. Appena sono entrato subito ho sentito un’ondata di positività. I suoi quadri mi piacevano veramente, tutti relativi a città, ma molto particolari. Ha un bel tratto e i colori molto vivi, molto forti, mi davano l’idea di gioiosi, vibranti. Veramente mi sono piaciuti. Quando mi succede così mi allambicco nel pensare di comprarne uno, se potessi. Mi faccio il mio giro, osservo rapito, mi lascio cullare dalle pennellate. Poi ad un tratto mi sento dire “Buongiorno, se hai qualche domanda sono qui, l’autore sono io” e sorride. E sempre bello che ci sia l’artista quando espone, la ritengo una cosa molto positiva, è come se ti accogliesse nelle sue cose, nel suo mondo e lui l’ha fatto in un modo particolarmente buono con me. Mi sono messo a chiaccherare, una persona molto alla mano, disponibile. E il bello che puoi fargli le domande su come l’ha fatto quel quadro, se vuoi hai la possibilità di cercare di capire cosa c’è oltre quel disegno, quella pennellata, hai la possibilità di scoprire il mondo invisibile che collima con le tele. E’ stato molto gentile e una cosa che ha fatto mi fa pensare: mi ha chiesto dei miei sogni e mi ha detto che si avvereranno… Solo gentilezza? Forse. Io spero sia stato sincero.&lt;br /&gt;Vai Manos, sei grande!&lt;br /&gt;Se ve par el caso: www.gaspare- foundation.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-7225695631704014471?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/7225695631704014471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/7225695631704014471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/09/ho-parlato-con-gaspare-augusto-manos.html' title='Ho parlato con Gaspare Augusto Manos'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-6733627813350776331</id><published>2008-09-29T20:22:00.001+02:00</published><updated>2008-09-29T20:22:40.105+02:00</updated><title type='text'>OUT THERE -  27.09.08</title><content type='html'>Sono stato alla Biennale d’Architettura. Solo anche questa volta, come un cavaliere nel bosco, potendo così misurare la mia velocità in base a quello che mi interessa ed in base alla voglia di scattare. Così ti vivi la giornata, così te la fai da te. Beh, Ladyshoot non mi ha deluso, ci siamo profusi in centinaia di click, fedele al mio occhio, non mi ha tradito. Come tutte le biennali che ho visto è veramente vaneggievole, e come prima devo dire che merita. Io non c’entro nulla con l’architettura (almeno non dal punto di vista lavorativo, eh eh!), il massimo che posso fare è un castello di carte, nulla di più! Però li dentro ci sono centinai e centinaia d’idee esposte a tutti, e tutta quell’energia ti passa, si espande ed in qualche modo l’assorbi. Quello che vogliono comunicare è appeso li, invisibile come i fili di ragnatele e tu ci passi in mezzo e loro si appiccicano addosso. Si attaccano, entrano e poi cominciano ad ebollire, a lavorare e sono l’origine delle nostre di idee, come aggiungere un pezzetto di puzzle passato da altri.&lt;br /&gt;La parte dell’Arsenale della biennale è decisamente la più allucinante, non so perché ma è quella che mi piace di più ogni volta. Forse è per quello che usano, per come lo usano. C’è della forza, c’è dell’energia e ho oggi ne ho fatto una scorpacciata. Sono stato un po’ egoista, ma l’ho fatto solo per star meglio. Fuggire nell’immaginario è l’unica soluzione che ultimamente reputo valida: almeno se cadi non ti fai male e puoi sempre ingannarti di rialzarti.&lt;br /&gt;E ora a casa a scaricare i click… che emozione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-6733627813350776331?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6733627813350776331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6733627813350776331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/09/out-there-270908.html' title='OUT THERE -  27.09.08'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-3555630786201072630</id><published>2008-09-29T20:21:00.001+02:00</published><updated>2008-09-29T20:31:48.799+02:00</updated><title type='text'>G… come Galeone o come G… di Gloria?!?</title><content type='html'>“Quando gli uomini bevono allora sono ricchi e fortunati… e sono felici e aiutano gli amici” Aristofane – I Cavalieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si fa a sintetizzare un galeone che imbraca un concentrato di cavallinotreporticità come quello di ieri sera? Una galeone di fine- fine stagione, per far festa, per inneggiare a Bacco e Apollo… Si uno per a birra e l'altro per la musica di Albert “o”! 145 persone… credevo molto più affollato, invece era perfettamente vivibile a parte il tempo per la W de cesso. Gente di tutte le età , non nel senso di 0-99 anni come i giochi della clementoni, me gente varia, fusione d’eccessi più che altro.&lt;br /&gt;Questa volta non ho giocato nessuna birra ninja o spavalda, questa volta le ho uccise tutte, battendo “el tachipirina” de JP ed il Checchi, i quali hanno abusato impunemente di round di coca- cola. Scusiamo Jp perché ha fatto festa anche sotto effetto stono di mezza influenza. Ma il Checchi… me l’ha giocata sporca! Da lui non ci si aspettano certe cose! Eh! Eh! In compenso ha dato il meglio di se stesso, come sa fare nelle giuste occasioni! Yeah!&lt;br /&gt;Ho rivisto con molto piacere il BuonMattia, che caro ragazzo! (sgangangangaga!). A parte che podeo sta a casa a giocà co mi fia, a mangià na pizza, a parte che il 27 è il compleanno della Bella Flò, e ci ha deliziato con una torta alla frutta trooooppo buona (bone e naranse, ah, Mattia?) e sciabolate de prosecco. Piccola nota: mai farsi fare un bacardi- cola da Jp, soprattutto dopo che gli avete rotto i maroni per aver da bere: bevuto uno e subito la serata si è accesa di colori! In ogni caso… Grande Gloria!&lt;br /&gt;Serata spassosissima per i film che mi faceva vedere la gente, l’importante è che fossimo felici veramente o anche per finta. Abbiamo condiviso un attimo… si ma che imbriagada! Si segnalano 2 dispersi: nello scendere dalla passerella sono sbarcati… in acqua! Ti vol far el pirata, ma stà in barca almanco! Eh! Eh!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-3555630786201072630?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/3555630786201072630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/3555630786201072630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/09/g-come-galeone-o-come-g-di-gloria.html' title='G… come Galeone o come G… di Gloria?!?'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-2250168896070686291</id><published>2008-09-29T20:20:00.001+02:00</published><updated>2008-09-29T20:30:16.979+02:00</updated><title type='text'>Partenza  h 11.29</title><content type='html'>Mattina col sole piatto, sembra che le nuvole lo schiacciano e lo nascondono vogliose. La luce è fastidiosa, mette quella sottile agitazione da far sembrare una mattina tirata, impastata, difficile. Me ne straneo per un attimo, solo un po’ più lontano da questa gente ritta verso Venezia: turisti, pochi, che si confondo con quello che devono vedere e con quello che devono fare, pendolari del lavoro domenicale e chi va a spasso, come me.&lt;br /&gt;Mi affascina sempre osservare come ci s'incrocia nella vita, vivendo tutti momenti in comune e poi… via. Facciamo la stessa strada, con persone che magari partono per tornare a casa, o che pensano a cosa devono fare, che pensano a domani. Condividiamo attimi, ma tutti in porzione singola, tutti così egoisticamente. Come se ognuno seguisse la sua strada e tutte queste strade s’intrecciano, si affiancano, si rompono, si perdono, finiscono.&lt;br /&gt;Ieri sera il concentrato di tutto questo l’ho visto in un galeone, lo vedo parafrasato nella realtà. Condividiamo attimi, attimi che possono sembrare immobili come la routine o velocissimi come una fitta di dolore. Per fortuna ci sono attimi che puoi scegliere di tener stretti e puoi anche scegliere di lottare per tenerli, perché anche se fanno male, sono gli attimi che ci fanno vibrare (UUUuuUUUU!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-2250168896070686291?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/2250168896070686291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/2250168896070686291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/09/partenza-h-1129.html' title='Partenza  h 11.29'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-4732259324995825690</id><published>2008-09-23T14:47:00.000+02:00</published><updated>2008-09-23T14:48:02.248+02:00</updated><title type='text'>21/09</title><content type='html'>Tempo di girare la macchina e mettersi sulla strada di ritorno… carico di vesti sporchi e ricordi, immagini, risate, bei momenti li tengo custoditi nel miglior cassetto felice di aver trovato delle persone così valide, che ti fanno sentire a casa tua, che ti fanno sentire vicino anche se non lo sei. Gente che ti accoglie con le braccia aperte ed un sorriso sempre in tasca… sono stato proprio bene ed è estremamente bello quando ci sono delle persone che ti tolgono subito l’imbarazzo di dosso come una buccia, e ti mettono nell’angolo buono, quello degli amici. Grazie.&lt;br /&gt;Thanks to Rava (prossima grigliata alla Chiesa sconsacrata con tanto di Cemetery Gates dei Pantera in sottofondo, ok? Eh, eh!), Gloria (mi fai un caffè col filtro? E con la panna ovviamente! Eh, eh!), Fabio &amp;amp; Sami (vi saluto gli amici di Odo (trad. : Dolo)! Eh, eh!) e Franci (hai fatto il disegno? Eh eh!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-4732259324995825690?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4732259324995825690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4732259324995825690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/09/2109.html' title='21/09'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-3414970136387637683</id><published>2008-09-23T14:46:00.002+02:00</published><updated>2008-09-23T14:47:33.169+02:00</updated><title type='text'>19/09</title><content type='html'>Non potevo tradire il Duomo e per la terza mattina ho dato il buongiorno alla piazza… sembrava che il cielo volesse piangere, ma c’è troppo solo intorno a me, tutto mi scivola addosso come ai tempi della felicità, tutto si tinge, tutto mi fa rilassare, cominciano ad andar via i pesi che avvevo accumulato e ora sono più leggero, più leggero.&lt;br /&gt;Cartina alla mano e direzione Pinacoteca Brera… “Il Cristo morto” del Mantegna, “il Bacio di Hayez”, le prospettive del Canaletto sono state più che sufficienti per reggere la botta di pittura che non amo, ma vedere quelle tele, beh ti predispone il buon umore!&lt;br /&gt;Poi ho cercato assetato il Pac e la Bsa per avere sollievo con l’arte contemporanea, di cui io vaneggio un po’ più volentieri ma… chiuse per le mostre della prossima di settimana! E va ben, sarà la scusa per tornarci, no? E cosa si fa quando sei triste e solo per Milano… Vado a cacciarmi al Mondadori Center: grande 3 piani, mi fiondo al reparto libreria… sgrano gli occhi, squadro gli scaffali, mi si secca la gola, affanno, addebito d’ossigeno, non ci credo: ci sono tutti gli autori che puoi desiderare… TUTTI! Orgasmica quella libreria, decisamente orgasmica. Ne sono uscito dopo 2 ore e mezza… un’esperienza fantastica e la carda di credito ringrazia!&lt;br /&gt;Pranzo da Mc Donald… atomico!&lt;br /&gt;Il pomeriggio è stata una scoperta, non ne ero tanto convinto ma ne è valsa veramente la pena: il Cimitero Monumentale. Ladyshoot si è lasciata andare, abbiamo trovato la sintonia dei tempi buoni e ci siamo messi a render in immagine il simulacro della Morte, il segno, il glifo, il ricordo della Morte, celebrata ed inneggiata in momunenti veri e propri per la custodia dal tempo dei propri cari o di famigli intere… si tratta di veri e prorpi monumenti. L’arte rende bello, quasi affasciante, il macabro saluto, bronzo e marmo sono i guadiani silenti di quei corpi di cui tutto, non è più.Alla sera abbiamo cenato Messicano, che risate: Fabio for president!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-3414970136387637683?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/3414970136387637683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/3414970136387637683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/09/1909.html' title='19/09'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-1055905988710146772</id><published>2008-09-23T14:46:00.001+02:00</published><updated>2008-09-23T14:46:52.745+02:00</updated><title type='text'>18/09</title><content type='html'>Anche oggi il sole ha vinto: le nuvole si sono mostrate poco, manco mal! Altra entrata a Milano quando tutto si sveglia, altro magnifico buongiorno con effusioni di azzurri che nessuna nuvola sa spegnere…&lt;br /&gt;Ho girato un po’ per il centro, osservando più che altro. Uomini e donne per la gran parte bellissimi, immagino fotomodelli, che sembrano appena ritagliati da un giornale di moda… Ma queste ragazze sono così esili, bellissime, ma fragili. Gli uomini si sono cuciti addosso i loro ipeccabili completi, hanno giacche come seconda pelle, cravatte perfettamente abbinate. E’ la città dell’immagine… C’hanno il grano e chi non ce l’ha l’ostenta paurosamente. Orde di turisti video e foto- muniti assalgono il centro in plotoni ordianti e compatti, tutti con la loro cuffia seguono la guida in lingua madre, che li tiene incollati come un pifferaio magico.&lt;br /&gt;Nelle mie passeggiate mantengo un passo tranquillo ed equilibrato, mi sembra di esser l’unico così calmo davanti alla fretta di questa gente. Nessuno si guarda in faccia, chiusi tra i loro telefoni e gli ipod avanzano verso la loro meta prefissata. Passare in mezzo alla gente è come vivere in un acquario.&lt;br /&gt;Mi sono drogato di mondadori store e fnac… la fnac è il paradiso del dvd e del disco… C’è tutto! Infatti la carta di credito per un attimo è entrata in fibrillazione… e alla fine “qualcosina” è venuto via con me… non si possono far soffrire le carte di credito così!&lt;br /&gt;Ho visto la Chiesa di S. Satiro con la falsa prospettiva del Bramante… mitico! Non è una chiesa è un autentico trip! Sono passato per la Pinacoteca Ambrosiana: pittura del ‘300- ‘400, non è la mia preferita, ma c’erano delle tele da paura, tipo “Il cesto di frutta” del Caravaggio, dove ti sembra incredibile che sia stato compito con dei pennelli. In qualche sala c’erano delle statue del Canova, e il carteggio della “Scuola dei Filosofi” di Raffaello… Le poche chicche artistiche valgono decisamente la visita.&lt;br /&gt;E’ arrivata l’ora di pranzo: torno a mangiare arcobaleni.&lt;br /&gt;Il pomeriggio l’ho ingannato in un’altra parte della città: un buon vaneggio al vaneggievole Museo della Scienza  e della Tecnologia, Ladyshoot finalmente s’è lasciata andare, momenti di piacere e click dopo click si torna in sintonia, per poi dirigermi verso la Chiesa di Sant’Ambrogio e finire alla Chiesa più piccola e più affrescata che abbia mai visto: San Maurizio al Monastero Maggiore.&lt;br /&gt;E arriva la notte, dolce notte, nasconde, scioglie, rallegra, avvicina… l’ultima notte d’azzurri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-1055905988710146772?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1055905988710146772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1055905988710146772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/09/1809.html' title='18/09'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-1413283160295955226</id><published>2008-09-23T14:45:00.000+02:00</published><updated>2008-09-23T14:46:13.108+02:00</updated><title type='text'>Milano: alla scoperta</title><content type='html'>Partenza alla mattina presto, quando la gente è addormentata nei vagoni, che si trascina ancora un po’ di sonno, scocciati dall’affrontare lo stesso identico giorno. Sono arrivato a Milano dalle sue viscere, con la metro, dove mille uscite, mille fermate, mille entrate riescono a creare un perfetto caos ordinato, come un intestino. Suoni roboanti t’accompagnano sin dal mattino, qui è la meccanica che ti sveglia, sono gli “stop and go” delle fermate che ritmano il tuo giorno, in musiche dodecafoniche volute dal caso misto alla routine di centinaia di altre persone. Gente che sale un po’ grigia e assonnata, come te, come tutti. Sguardi lontani, al meglio, forse al miglior pensiero che vorresti tenere tutta la giornata, per un po’ di luce, un po’ di colore, come la tua canzone preferita.&lt;br /&gt;Ritorniamo in superficie come coccodrilli stanchi e silenti e subito le musiche prendono un altro tono: tutto s’addolcisce perché l’ordine sottile, candido, del Duomo si staglia orgoglioso al cielo, fiero di non essere grigio come tutto il resto ma manufatto frutto di accurata sintesi dell’arte umana. Splendido. Non ci si stanca nell’ammirare i particolari, che sembrano monotoni e iterati, ma svelano segreti che si vestono del nome comune di statue, decorazioni, guglie, edicole, portali, archi, finestre, frontone, ma sono molto di più … è marmo che respira.&lt;br /&gt;E poi la Galleria Vittorio Emanuele, che non conosco il perché di quelle geometrie di vetro e ferro, ma mi fanno sentire protetto, mi accudiscono con la dolcezza di una gabbia sempre aperta.&lt;br /&gt;Il sole di metà settembre ha ancora qualcosa da dire, fortunatamente, è ancora abbraccio tiepido.&lt;br /&gt;Oggi mi sono perso tra Antonio Ligabue, di cui apprezzo le sculture anche se vive come pittore, e poi Guccione e Gee Wee, un fotografo che intaglia con bianchi e nero l’America degli anni ’30.&lt;br /&gt;Ladyshoot non mi parla, qualche scatto puramente sciocco e turistico, non so è un po’ troppo che non le do click… offesa?&lt;br /&gt;E’ l’una e anche se non piove mangio l’arcobaleno. Il pomeriggio prende un’altra piega dopo un paio di panzerotti da Luini… buoni!&lt;br /&gt;Mi sono inoltrato con una curiosità distratta nel dedalo di stanze del Castello Sforzesco per poi abbandonarmi nel verde di Parco Sempione… si vede ancora la gente che si tiene stretta gli ultimi scampoli d’estate, ancora golosi del sole, ultimo prima dell’autunno: il sordo accordarsi dell’inverno. Ancora a zonzo per gli estremi del centro e poi persi tra i ritardi dei treni che ingoiano gente disordinata, stanca e stremata di quello che non va. Tutti accettano sommessi, delusi, “sti treni che non vanno, ma va cagher!”, perché hanno la stessa monotonia dei binari.&lt;br /&gt;E arriva la sera che mi culla nei sogni per donarmi un altro bel risveglio … Azzurri come il mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-1413283160295955226?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1413283160295955226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1413283160295955226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/09/milano-alla-scoperta.html' title='Milano: alla scoperta'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-8054051507454254242</id><published>2008-09-23T14:44:00.000+02:00</published><updated>2008-09-23T14:45:43.994+02:00</updated><title type='text'>Codogno at the Sunshine time</title><content type='html'>Arrivi e cominci a misurare la cittadina per passi, con rotte totalmente casuali, ti orienti verso il rumore, è inevitabile, per natura cerchiamo la congregazione, il fulcro, vita ingoiata nei bar tra aperitivi e auto, che non si fermano mai.&lt;br /&gt;Scorci di vita quotidiana rubati con gli occhi mentre li pensi in fotografie, chissà magari domani ci passo e ti trastulla in testa qualche click, che non si sa se verrà mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-8054051507454254242?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/8054051507454254242'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/8054051507454254242'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/09/codogno-at-sunshine-time.html' title='Codogno at the Sunshine time'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-2390909332522229827</id><published>2008-09-13T13:26:00.002+02:00</published><updated>2008-09-13T13:30:44.877+02:00</updated><title type='text'>Tanto doman, doman no se avora!</title><content type='html'>Le mie prime ferie da dipendente... fino al 28 settembre. Oh, cacchio! E poi? A sperdersi tra le nebbie della pianura padana, in cerca di luoghi che aiutano la non memoria, lontano per lasciare un pò a casa la fronte corrucciata. Cerco colore e ho l'idea di andare verso il grigio, mah, proviamo anche questa volta: in ogni caso devo sempre puntare su me stesso. Bea, roba!&lt;br /&gt;W e poccarie!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-2390909332522229827?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/2390909332522229827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/2390909332522229827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/09/tanto-doman-doman-no-se-avora.html' title='Tanto doman, doman no se avora!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-654912885613844532</id><published>2008-08-26T21:40:00.000+02:00</published><updated>2008-08-26T21:41:17.079+02:00</updated><title type='text'>Erano in tre: Iceman, Il Gitano ed il Silente</title><content type='html'>Anche quest’anno c’erano record da ricordare, si, quello dei fuochi, quello di Beach on Fire. La prima volta che l’ho visto è stato spettacolare ed emozionante, le seguenti.. beh, ti vien da dire solo che hai visto Beach on fire, anzi ora è solo bitch on fire! Comunque poco importa, perchè la serata sarebbe stata d’eccezione lo stesso, se si va via coi “veci fioi”. Il buon capitano Jp e l’armatrice Flò ci concedono l’onore di poter vedere i fuochi in barca, a qualche miglio, per poter goder appieno del giuoco notturno dei fasti di luce. Golosamente tutti noi prepariamo per la serata, ma il tempo inclemente -che aveva troppa voglia di ricordar l’inverno - ce l’ha messo in tasca e abbiamo ripiegato sul marina, per vederli dall’inizio di Bigsandspoint e goderne almeno una vista defilata.&lt;br /&gt;Tutto bene, tutto normale per sembrare una festa come le altre, se non fosse stata contornata dagli amici ibizegni di Jp e la Flò, ovvero Iceman, il Gitano e il Silente. Tre nomi che dicono tutto, tre nomi che li descrivono. Iceman era proprio come l’Iceman di Topgun, fisicatissimo, altissimo, precisissimo, un taglialegna senza foresta e senza pelo, ma con l’aria di sfida del taglialegna, uno preciso, si proprio preciso; il Gitano, invece, con quella faccia da pappone, di quelle faccie che ce l’ha scritto che prima o poi te lo mettono nel culo, è solo questione di tempo, con quell’aria da quello che va a puttane in svizzera ma che gli piace godere la vita, pacato ma inesorabile; poi c’era il Silente... Il Silente non parlava. A volte mi ci sforzavo a ricordarmi a parlargli, perchè aveva quella capacità, ben rara, di diventare invisibile, anche se a mio modo pareva essere il più interessante, uno di quelli che tendono a nascondere più che a mostrare. Tutti e tre mega simpatici e mega da far festa, il loro accento è proprio divertente e si vede che sotto- sotto sono dei “veci fioi”, gente che dell’alcool ne fa un inno, che dello sballo ne vede verità. Mah. Ci hanno fatto proprio divertire, e poi si sono fatti pacchi di chilometri per venir giù a trovar Jp, e sono stati sfortunati a beccare un tempaccio da non poter veder bene ‘sta storia del bitchonfire, peccato! Figa! Hanno la capacità di condire tutto con una serie di “figa” che fan morir dal ridere! Sembrava una barzelletta: “Cosa hai fatto ieri sera?” “Sono uscito e bere una cosa, eravamo io, Jp, Checchi, Iceman, il Gitano e il Silente...”. Li ho ammirati per la quantità d’alcool che riescono a sorbire (io al loro livello sarei già passato a miglior vita!). Incredibili: “fom un campari” e sbrabrabrang: campari e aranciata amara come se piovesse! Ho scoperto che poi formano anche una band metal... cosa si scopre nelle persone, l’ho sempre detto che ognuno di noi è un universo in continua espansione. Ne sono convinto!&lt;br /&gt;Abbiamo concluso con un concerto dal Peo di una coverband degli Aerosmith... il cantante ed il bassista mi sembravano personaggi! E sono ancora convinto che il cantante avesse le tette, anche se le ragazze dicavano che era la maglietta che gli stava così. Mi no ghe credo!&lt;br /&gt;Vorrei concludere con questa chicca:&lt;br /&gt;Jp “Si, hai presente il dildo?”&lt;br /&gt;Iceman “Che? Che l’è el dildo?”&lt;br /&gt;Jp “Dai, quello che usano le ragazze nei film!”&lt;br /&gt;Iceman “Ahh! El bigol del gomma! Jody ma come cazzo parli? Bigol de gomma che dildo!”&lt;br /&gt;Da qui in poi solo ilarità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-654912885613844532?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/654912885613844532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/654912885613844532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/08/erano-in-tre-iceman-il-gitano-ed-il.html' title='Erano in tre: Iceman, Il Gitano ed il Silente'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-1877562196926637218</id><published>2008-08-25T22:00:00.002+02:00</published><updated>2008-08-25T22:06:08.157+02:00</updated><title type='text'>San Checchi ha ricevuto le stigmate</title><content type='html'>Non capivo come gli autobus affollasero così copiosamente la zona di Bigsandspoint, mi sembrava un pò presto per il carnevale, mi sembrava un pò presto per qualche ponte di festività... ma seguendo la luce capii ben presto.&lt;br /&gt;Gli astri tracciavano una rotta inequivocabile, prima con lo sguardo e poi con l’aurea di fratellanza e amore ci si incamminava verso le terre dei padri armeni... una coincidenza? No, noi lo chiamiamo destino.&lt;br /&gt;Anch’io con il resto dei fratelli accorsi al miracolo, mi trovavo ben presto a rinnovare la mia gioia e la mia cieca fiducia nella fede dell’altissimo, pervaso, inebriato dal fulgore della sua presenza, in particolar modo il caldo abbraccio della fede giungeva come zenith inarrivabile nel preciso momento in cui lui mormorava eterno un profondo... “amen”. Che sensazione sentirsi sazi e appagati della sua presenza ed essere uno dei tanti fortunati a vedere con i propri occhi il segno concessogli, il marchio di santità meritato come esempio su cui calcare le proprie veci, un perfetto esempio di correttezza morale e d’inarrivabile pienezza, e vedere il segno. Godere della realtà della sua potenza, che riempie e rincuora. Sono stato l’unico, e scusate se mi inorgoglisco del fatto di essere stato il prescelto, che ha potuto testimoniare l’avvenuto sigillo dell’altissimo e non potendo contenere tal gioia la voglio condividere con voi... Ammirate. Meditate. Glorificate. Amen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SLMQWyOVKCI/AAAAAAAAAEM/4HTUlfEQZys/s1600-h/Arte(1705).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238548775187064866" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SLMQWyOVKCI/AAAAAAAAAEM/4HTUlfEQZys/s320/Arte(1705).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche sera prima...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Che sboro se a petta ‘sta bira!” faccio io.&lt;br /&gt;“Va tranquio, tanto semo tacai... Ara me cugina, speta n’attimo”&lt;br /&gt;E ritorna con due birre. Anzi due siluri.&lt;br /&gt;Penso: “El prossimo saba me vesto co na custodia del startak, tanto vado casa piegà compagno”. Già fumare la sigaretta mi metteva difficoltà, non sbloccava con quella serie di ruttini magici, il luppolo che fermentava furbo, niente, boccate a vuoto e mezzo ritorno. Ahi, mezzo ritorno: primo sintomo che ghe podaria esser poblemi! Mi faccio un “auto-attentomoro” e comincio a provare a distrarre il Checchi seminando alla bellemeglio qualche bicchiere mezzo pieno. Comincio con la tecnica “BirraSpavalda”: Mi convinco che sono un fisso, che sono uomo col peo (non quello del soundbitch, che no credé!), e mi scolo in una vecchia “sciata di classe” la birra, m’asciugo il labbro come il migliore dei cow-boy e gliela rendo. voi direte “pericoloso” invece no, perchè questo permetterà di guadagnare tempo, fumare la prima sigaretta che vi sblocca e continuare lentamente con la seconda birra che vi permetterà di passare alla seconda tecnica “BirraNinja”. Ovviamente con la tecnica “BirraSpavalda” offenderete l’orgoglio del vostro avversario il quale rimarrà intimorito dalla vostra mossa e berrà nervoso la prima birra, non beneficiando della sigaretta sbloccante, e correrà a mettersi in fila per la seconda ordinazione. Questo vi permetterà di ripigliarvi e guadagnar tempo, mentre lui si sentirà gia con la scritta “the end” sulla fronte. Meglio ancora se ordinerete voi il secondo giro, potrete guadagnare più tempo ed innervosire ulteriormente il vostro avversario colto dall’ansia della seconda ordinazione.&lt;br /&gt;La seconda birra con tecnica “BirraNinja” ha due modalità: la prima più sicura, la seconda più pericolosa, entrambe si basano sulla capacità di distrarre l’avversario:&lt;br /&gt;- “BirraNinja1”: Individua tutti i bicchieri abbandonati, dimenticati, non finiti attorno a voi, portatevi nei pressi degli obiettivi e appena l’avversario si distrae fate rabbocco un pò quà un pò la.&lt;br /&gt;- “BirraNinja2”: (Molto pericolosa e per veri professionisti): approfittate della distrazione dell’avversario e nascondete il bicchiere fintando di averlo finito. Sfruttate tavoli pieni di bicchieri e colonne del locale.&lt;br /&gt;Alcuni pratici consigli per una corretta applicazione della tecnica “BirraNinja”: favorite la distrazione dell’avversario con frasi del tipo “Varda che mona quea!” o “Mimmorti che gnoea” o “O, ma tia ga vista chi ea?” o “Vado in bagno” o “Ti va in bagno? Dai movite, te speto qua” o “So massa onto, bevo co calma” o “Vado fumar na bronsa” o “Ma queo chi zeo?” o gaurdate in un punto indefinito finchè l’avversario si metterà a scrutare nella stessa direzione o annullatevi dalla conversazione, prima o poi qualcuno parlerà con il vostro avversario.&lt;br /&gt;Detto questo se a fine sera arrivate onti come “l’ollio d’olliva”, beh, do dei in goea e more ea!&lt;br /&gt;In ogni caso col Checchi queste cose non funzionano o per lo meno alla lunga. Ho tentato subito una “BirraSpavalda”, alla grande con la “BirraNinja1” e alla “BirraNinja2”... el me ga sgamà de brutto: ha sorriso, alzato il sopracciglio ed è tornato con altri due siluri. Ormai non vedevo più e fighe, gero morto celebroleso e lui invece “bbeo come el sol”. Fuori dal locale pioveva che diolamandava e noi abbiamo aspettato il fatidico momento de “varda che ga sbaeà” usciamo fichissimi dal locale, metre io riconoscevo a stento il colore delle magliette della gente che incontravo, e usciamo correndo sotto alla pioggia estiva, schivando come timidi stambecchi le pozzangere da ghiaia: si quelle che diventano sede di aqua “marroneghia”, quel colore tra la diarrea ed il vomito, di cui non ne vedi mai la profondità e dove iniziano o finiscono, insomma il preludio di una pozzanghera di merda! Lui è davanti di me, io lo seguo (seguo se fa per dir), ma improvvisamene cede su una gamba, lui fulmineo cerca l’appoggio di un braccio, poi l’altro, poi mezzo sfarfalla le gambe, le alza un pò come un break dancer, ma la gravità vince, lui combatte accentrando il baricentro e ad allungare le mani in una “schrrsshchrrrschhsrrschh” sulla ghiaia, evitando con la classe di un abile ginnasta mezza pozzanghera. Impassibile, reagisce con una flessione veloce da surfista esperto, e con passi rapidi scompare nella notte.&lt;br /&gt;Vi giuro, una cosa così non l’avevo mai vista, lo choch provato da quella successione di movimenti coordinati dal caso mi aveva fatto perdere l’orientamento, senza parole, basito dall’innaspettata flessibilità di un corpo umano non certamente abituato a tali prodezze, rimasi sotto la pioggia per un paio di minuti cercando di ricordare dov’era la sua auto. Sempre più pioggia, sempre più forte. Sentii voce angeliche che m’indicarono con la luce bianca di un fanalino della retro e riconobbi la via. Aprii la portiera, e subito la luce, intimorito indugia sul suo volto. Serio, scuro, sofferente capii solo un “manco mal che go l’amuccchinhhhaaaaaa...”. E l’altissimo gli diede il sigillo, il segno eterno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Biglietti e prevendite per visitare la casa del santo prenotabili sui commenti dello stesso blog. In Checchi we trust.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.s.: Vecchio, sei un grande! Veramente! Te vojo ben!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-1877562196926637218?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1877562196926637218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1877562196926637218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/08/san-checchi-ha-ricevuto-le-stigmate.html' title='San Checchi ha ricevuto le stigmate'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SLMQWyOVKCI/AAAAAAAAAEM/4HTUlfEQZys/s72-c/Arte(1705).jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-7997676708799672717</id><published>2008-08-17T19:23:00.002+02:00</published><updated>2008-08-17T19:27:10.970+02:00</updated><title type='text'>Domenica sera...</title><content type='html'>"...Si, vado manciar a pizza co mi fia, dopo vado a veder un cinema, ma comunque stò  qua in zzona... e me raccomando doman de sera che ghe ze anca il sindaco, sull'allungomare dante alighieri, ea al scuro no ste fa poccarie, pecchè el faro no zze più un buon posto per fottere ah?"&lt;br /&gt;Clic.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-7997676708799672717?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/7997676708799672717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/7997676708799672717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/08/domenica-sera.html' title='Domenica sera...'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-4543620692697142445</id><published>2008-08-15T21:56:00.000+02:00</published><updated>2008-08-15T21:57:40.761+02:00</updated><title type='text'>7 Agosto e Marghera Village... sensa poblemi!</title><content type='html'>7 Agosto, giusto nella settimana che sono a lavoro da solo... già alla mattina penso alla serata  e comincio a sommare tutte le variabili del caso, la giornata è dura ma il concerto dei Rumatera non bisognava perderlo. “Mi raccomando partiamo presto che non bisogna arrivar tardi” mi fanno le mie amiche, della serie nuoto da Burano a Punta per far prima e alla 19.40 io e quella burlona della Sara siamo pronti, manca solo recuperare Ambra. La mia autoimmobile prende la strada giusta ed arriviamo nella dog- house dell’Ambra.. si ragazzi Mango e Kiwi (come si chiama la mamma?) hanno dato alla luce 10 piccoli tesori, 10 cuccioli da foto della benetton, 10 cani da caccia che sono un’amore... senza contare il fatto che doveva portarli tutti a nanna... gnanca Biancaneve no gaveva tanto da far!&lt;br /&gt;Mettiamo la carica dei 9e1 in cuccia e si parte... strategico ritardo mentre Sara morde la cintura di sicurezza come un dobermann rabbioso e già a Ca’ Pasquali comincia “manca tanto?” o con delle simpatiche varianti della serie “Siamo arrivati?” “ma dove cappero è marghera?” . La salva il fatto che è una ragazza dea zzona e che a ga faccia da brava ragazza, lei e la sua amica, altrettanto burlona, della Ambra che sa sempre tener compagnia con i racconti delle sue mirabolanti avventure.&lt;br /&gt;Arriviamo giusti, il tempo di mangiare e carburare e poi... il resto è stata proprio festa dura! Io ai concerti dei Rumatera mi ci diverto proprio senza poblemi! Hanno fatto tutto il cd più qualche vecchio fasto che esalta sempre lo zoccolo dei fan dei Catarrahl Noise... almeno per quelli che li conoscono più di me visto che me li hanno fatti conoscere da molto poco, ma è amore alla prima rosta!&lt;br /&gt;Mi ci arriva anche il buon Jp con la Glò e li si è carburato il resto! Serata liscia e spettacolare, sono tornato a casa proprio contentone in bocca al giorno dopo che dovevo andare a lavorare (.... tanto doman non se avora! butime na bira... buttimene ancora...), in bocca a tutto e a tutti (ma non a tutte... sigh!), con quel solletico leggero che ti fa sentir vivo...&lt;br /&gt;Il sabato sarebbe partiti il Jp con la Glò e mi aspettava un sabato approssimativo da solo, visto che anche il Checchi era di giro... così espongo il fatto chiaccherando del più e del meno alle mie “amiche” e loro subito “ma chiamaci, che noi abbiamo sempre voglia di far festa!” . Io ne rimango felicemente stupito e tutto contentone penso “ara che ben che non passo un sabato come un cane abbandonato in A4, prima delle vacanze”. Detto fatto, arriva sabato ed un veloce scambio di sms mi dicono “alle 23.00 ti sappiamo dire” . Passano le 23.00, passano le 24.00 , passa tutto.&lt;br /&gt;Invece mi hanno attaccato il guinzaglio al guard-rail e ho visto la targa rimpicciolirsi sempre più. Grazie amiche... troie!&lt;br /&gt;Thanks to Checchi che scese dal cielo e mi recuperò con una fune di luppolo dal tunnel in cui ero caduto, mi salvasti da para certa.&lt;br /&gt;Domani tempo variabile su tutto il nord est e i lego blu non mi sono mai piaciuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-4543620692697142445?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4543620692697142445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4543620692697142445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/08/7-agosto-e-marghera-village-sensa.html' title='7 Agosto e Marghera Village... sensa poblemi!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-7068229335819644399</id><published>2008-07-24T22:58:00.002+02:00</published><updated>2008-12-11T05:06:34.115+01:00</updated><title type='text'>... Ecco dai!</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SIjtMR0jIuI/AAAAAAAAAEE/qt0LTFhIQ1g/s1600-h/IMGP0147rid.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226688162761482978" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SIjtMR0jIuI/AAAAAAAAAEE/qt0LTFhIQ1g/s320/IMGP0147rid.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-7068229335819644399?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/7068229335819644399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/7068229335819644399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/07/ecco-dai.html' title='... Ecco dai!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SIjtMR0jIuI/AAAAAAAAAEE/qt0LTFhIQ1g/s72-c/IMGP0147rid.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-8642449935491320381</id><published>2008-07-24T22:31:00.002+02:00</published><updated>2008-07-24T22:50:08.065+02:00</updated><title type='text'>Te fasso veda mi che ora che xè!</title><content type='html'>Venezia di notte è sempre lei.. ti lascia addosso quello scialle di mistero che ti si appiccica addosso come il miele, che ti da fastidio perchè non si toglie ma che è troppo dolce per non volerne ancora! L'occasione di andare a Venezia, il mio vero ed unico amore, s'è presentata... prima ero un pò così: ogni volta che ci vado di notte è come incontrare un'amante stanca che ti conosce troppe bene, di cui di lei tu credi di saper tutto, prima fai finta d'ignorarla invece sei li che non vedi l'ora di baciarla ancora... lei ti fotte silenziosa, ti fa tuo, e tu credi di aver vinto, quando hai fatto solo quello che voleva. Poi invece non ho resistito, non sono riuscito a trattenere la mia tracotanza e unito al fatto che mi piace un sacco di parlare di quella città, e mi piace portarci la gente in giro, mi piace far capir loro come la vivo, come l'ho capita dalla storia che mi si racconta, tra quei segreti di vita quotidiana che nasconde sotto le gonne fatta di palazzi e chiese, e ricami intimi fatto di ponti e colonne, e voglie fatte di calli buie e traccie di storia... E ci siamo andati Jack, Andre e Mary ed io. Serata un pò strana... caxxo è tutto chiuso di sera e io che volevo portarli a bacari, per gozzovigliare invece gran girare, gran parlare, gran conoscersi. Li ho portati nei posti che conosco, di quelli che ne sò qualcosa, si solo quel paio di riferimenti buttati li tra qualche data e memoria sbiadita... ma se la racconti con tutto te stesso, Venezia rende diverso... non è più solo 'ostregheta - gondoeta  e s. marco' è vivere sull'acqua, è soverchiare la natura, è raccontarne con orgoglio i fasti e quello che ci rende orgogliosi di esserlo. Quella sera ho parlato un sacco, mi eccito parecchio quando sono in quella città, forse gli ho storditi, forse a loro non è piaciuto... Ma per me è come amare qualcosa di affascinante, come amare il nulla come... ok, basta ne sono uscito... daltronde quei giovani ragazzi da Parma non potevano solo sporcarsi del fango della barena e della sabbia della spiaggia, dovevano anche loro baciare la Regina, no?&lt;br /&gt;Grazie ad Andre che per me è un fisso! Grazie a Mary per la pazienza (e la cassettina ed il ragno ringraziano! ah ah!) e perchè una settimana da noi ci ha fatto aprire più conti che io e Jack in sei mesi! Grazie a Jack, perchè un pò gli ci voglio abbene e mi da un sacco di soddisfazione, vai Jack!&lt;br /&gt;E' stata proprio una serata da ricordare, di quelle che ti vengono in mente quando guardi la foto...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-8642449935491320381?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/8642449935491320381'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/8642449935491320381'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/07/te-fasso-veda-mi-che-ora-che-x.html' title='Te fasso veda mi che ora che xè!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-985351765485391264</id><published>2008-07-05T09:32:00.001+02:00</published><updated>2008-12-11T05:06:34.293+01:00</updated><title type='text'>Duilio's night...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SG8kV3KgD7I/AAAAAAAAAD8/6tbPB3JlHQY/s1600-h/100b1150.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5219430451149541298" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SG8kV3KgD7I/AAAAAAAAAD8/6tbPB3JlHQY/s320/100b1150.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Just Pippo B., Cj and I. Fucking friends in a fucking life!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-985351765485391264?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/985351765485391264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/985351765485391264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/07/duilios-night.html' title='Duilio&apos;s night...'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SG8kV3KgD7I/AAAAAAAAAD8/6tbPB3JlHQY/s72-c/100b1150.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-2418761068641456147</id><published>2008-07-02T14:16:00.002+02:00</published><updated>2008-07-02T14:26:55.060+02:00</updated><title type='text'>Motonave ore 06.58 di un fottuto 2 Luglio. Si, 2008.</title><content type='html'>Butto giù due righe perchè sono nervoso e dovevo vomitare un pò di parole: troppo tempo le ho tenute strette. Viaggio infinito sino ad Oriago, ultimo sforzo e (zio can me so cagà dosso!) tutto intorno comincia accaldarsi da luglio. Arrivo e trovo solo aule silenziose a salutarmi, le segretarie come spettri si confondono tra i muri e le macchinette da caffè. Trovo il prof, persona tranquilla, piacevole, uno che si ricorda ancora quando era aldiquà della cattedra. Ormai, quando sono a faccia con i prof mi sento come sull'orlo del precipizio: sorrido e mi lancio, con un mostro a livello dello stomaco che comincia a perforare, ma ormai non temo più perchè sono alla fine di ogni esame. Quaranta minuti d'esame e poi la bella notizia: la tigre non  sa morire e porta a casa una preziosa preda da 30/30!&lt;br /&gt;E VVVAAAAIIIII! GASATI PURE BOZZATO CHE TE LO MERITI!!! E VVVVAAAAIII!!!&lt;br /&gt;Mi toccherà bere sino a domenica per festeggiare a modo!&lt;br /&gt;Studio, lavoro (2 tra l'altro), sono serio, mi drogo pochissimo e bevo solo per divertiemento, sono automunito e propenso alla felicità, senza dimenticare le giuste dosi di responsabilità, ironia e capacità. Eppure la gente è cieca, ma questa è un'altra storia, conta che come al solito punto solo su me stesso!&lt;br /&gt;E VVVVAIIII! STANDING OVATION PER IL BOZZATO!!!&lt;br /&gt;P.s. senza gli appunti di Martina non sarei nessuno, quello che c'è da dire è da dire, poi le capacità... beh, quelle sono doti naturali!!! E VVVVVAAAAIII!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-2418761068641456147?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/2418761068641456147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/2418761068641456147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/07/motonave-ore-0658-di-un-fottuto-2.html' title='Motonave ore 06.58 di un fottuto 2 Luglio. Si, 2008.'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-3753490911260045278</id><published>2008-07-02T14:00:00.004+02:00</published><updated>2008-07-02T14:16:36.285+02:00</updated><title type='text'>... Arriva il cacciatore di arcobaleni.</title><content type='html'>Quando ti prende quel nodo alla gola, che ti strozza il respiro e ti fa sentire tutto amaro, quando tutto sfiorisce, quando muoiono le cose che non nascono. Fai finta di niente e riponi tutto sull'illusione del coraggio, sul fatto che nessuno meglio di te sa fare le cose. Ma è arrivato il cacciatore di arcobaleni, silenzioso ed ambiguo come un'ombra dopo mezzanotte, confusa come appena prima o appena dopo  il plenilunio. Tutto diventa torbido e sporco, il cacciatore studia da lontano un pò gli arcobaleni e poi li strappa come fiori, che ancora neonati tendono i loro colori al cielo, strappa senza pietà, richiude tutto nella gabbia legata alla cintola, per lasciare insensibili sfumature di grigio. "Arriva il cacciatore" sussurra la gente, come una litania costante e dolorosa, da ripetere come timore, da piangere come penitenza non meritata. "Arriva il cacciatore..." e i sorrisi scompaiono come la rugiada quando arriva il sole e non basta la colla emozionale delle poesie, non bastano le folli funi delle emozioni, non bastano braccia come un porto che respira di bonaccia, non bastano tutte le magiche prime volte - che per quanto solite - sono sempre nuove, non basta tessere segreti intrecciati da voglie vere e palpitanti, non bastano quei momenti in cui si vibra all'unisono come foglie elettrizzate dal vento. Non basta nulla di tutto questo. Il cacciatore di arcobaleni arriva, stordisce ed uccide. I colori perdono il loro significato come quando sbaidiscono: da uniche personalità ad una folla confusa ed insensata.&lt;br /&gt;Stanchi e spremuti non resta che aspettare i riflessi della prossima pioggia, se mai arriverà in questo deserto. Crack. Mi si sono rotte 4 lettere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-3753490911260045278?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/3753490911260045278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/3753490911260045278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/07/arriva-il-cacciatore-di-arcobaleni.html' title='... Arriva il cacciatore di arcobaleni.'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-5602643978012208646</id><published>2008-06-30T22:09:00.002+02:00</published><updated>2008-06-30T22:28:34.544+02:00</updated><title type='text'>Ultimo sforzo!</title><content type='html'>Ebbene si! posto più per malinconia che per bisogno o significato. Ultimo sforzo se faccio anche il terzo esame... robe sui congressi... potenzialmente utile, realmente blando, verosimilmente scontato. Mi viene sempre un'energia prima degli esami che sbadilerei la via Fausta! sgangagagagaga sgangagaganga Sbadilare la via Fausta! La Sara non mi da le foto... sarà perchè la macchinetta non reffa? Ah ah ah So che così le ho perse irrimediabilmente... tenta mora che te mando Pippo Pozzi &amp;amp; Beppe Grillo in serata alcolica! ah ah ah! Ma tanto che caxxo scrivo, e cosa leggete? Nulla dipinto di nero? Sono qui che ordino sillabe solo per perdere tempo, per ingannarmi che devo 'ndar studiar... che palle l'ansia pre- esame! E' una malattia inevitabile, insopportabile, incurabile e inculabile! Si, si, solo per sfogare 'ste robe... solo per vomitare parole, che usano il colore maldestre, che si distraggono dal loro senso, che dimenticano quelle che vengono prima o che muiono o nascono solo se le leggiamo. Una frase è sempre li, solo che prende significato solo che ci poggiamo gli occhi sopra, solo se ci sforziamo in decifrare significati, solo se l'attenzione decide di giocare e far sentire l'eco dei ricordi alla memoria. Sembra tutto così semplice, ma entrare dentro alle parole è il vero gioco. Quando una p diventa d o una b diventa q... solo allora il danzare è più chiaro, se ne vede l'arte ordina dell'opera, tutto s'incastra sordo ed elegante, tutto respira, le parole non sono solo segni ma diventano, profumi, arie, dolore, suoni, fastidio, battiti sincopati, ali veloci o lentissime nebbie monotone.&lt;br /&gt;Tornate tutti a regalarvi gabbie, così accudite la bestia. Ma che insensata crudeltà, bravi!&lt;br /&gt;Sabbion!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-5602643978012208646?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5602643978012208646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5602643978012208646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/06/ultimo-sforzo.html' title='Ultimo sforzo!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-6396421929734583828</id><published>2008-06-29T09:45:00.003+02:00</published><updated>2008-06-29T09:49:37.212+02:00</updated><title type='text'>Se sei tigre non dipende dai formaggini che mangi!</title><content type='html'>Vara che ben, vara che ben, vara che ben un carciofo! A dispetto di quelli che hanno detto "25? E' un pò poco! dovevi studiare di più!" (eh! eh!) il buon bozzato si porta a casa un altro 26! Tigreeeee! Scusate ma essendo sufficientemente instabile mentalmente questo periodo vado a gasarmi per strada minacciando i passanti con un restrello! Siiii! Sono più fisso del cemento a presa rapida! Siii! Oggi voglio bene a tutti! Siii! Facciamo tutti l'amore e basta! Siii!&lt;br /&gt;Grazie Trevisan sei sempre stata la mia prof preferita in fondo!      &lt;br /&gt;(Ooohhn!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-6396421929734583828?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6396421929734583828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6396421929734583828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/06/se-sei-tigre-non-dipende-dai-formaggini.html' title='Se sei tigre non dipende dai formaggini che mangi!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-7010984709721668932</id><published>2008-06-29T09:22:00.002+02:00</published><updated>2008-06-29T09:30:18.527+02:00</updated><title type='text'>Alla Luna - G. Leopardi</title><content type='html'>O graziosa luna, io mi rammento&lt;br /&gt;che, or volge l'anno, sovra questo colle&lt;br /&gt;io venia pien d'angoscia a rimirarti:&lt;br /&gt;e tu pendevi allor su quella selva&lt;br /&gt;siccome or fai, che tutta la rischiari.&lt;br /&gt;Ma nebuloso e tremulo dal pianto&lt;br /&gt;che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci&lt;br /&gt;il tuo volto apparia che travagliosa&lt;br /&gt;era mia vita: ed é, né cangia stile,&lt;br /&gt;o mia diletta luna. E pur mi giova&lt;br /&gt;la ricordanza, e il noverar l'etate&lt;br /&gt;del mio dolore. Oh come grato occorre&lt;br /&gt;nel tempo giovanil, quando ancor lungo&lt;br /&gt;la speme e breve la la memoria il corso,&lt;br /&gt;il rimembrar delle passate cose,&lt;br /&gt;ancor che triste, e  che l'affanno duri!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... non credo nelle coincidenze, credo nel così deve essere. No?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-7010984709721668932?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/7010984709721668932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/7010984709721668932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/06/alla-luna-g-leopardi.html' title='Alla Luna - G. Leopardi'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-6981846277879507422</id><published>2008-06-28T09:00:00.004+02:00</published><updated>2008-06-28T09:41:17.164+02:00</updated><title type='text'>Rumatera+Destructors+Catarrhal Noise... gheto capio?</title><content type='html'>... Finalmente! Mai agoniato un concerto come questo: rinvii, brutto tempo, pioggia di rane, strade rotte, scarpe rotte, la befana vien di notte, per mille motivi non si riusciva a vedere 'sto evento. Il luogo dell'avvenir del fatto non è altro che da Duilio, ovvero lo Sherwood Pub, sfondo calibrato, teatro ideale! Della marea di gente che doveva venire, al punto tale che si pensava di noleggiare un autobus, siamo rimasti in un trio impavido e dalle aspettative incerte e quella che sembrava essere una serata approssimativa è diventata una serata quasi "tacco 12", non so se mi spiego! Gloria, hai già capito! Partiamo io, Sara &amp;amp; Ambra - e come direbbe il Bullo "carico de fighe, insomma" ed arriviamo da Duilio a bordo dell'auto immobile, che poi tanto immobile non è! Io per non sbagliare comincio a carburare alla ricerca dei centilitri di alcool sufficiente per poter dire "me so ciapà na imbriagada che me ga proprio riassà!", si altro che birra a do euro e tramezini co a merda, ma birra a coeo e patate fritte e pepite pazze pozzi pezzi di pollo e patatite tote fritte (per la traduzione chiedete a Sara direttamente, n.d.s.). Per fortuna le ragazze hanno fatto il loro e non sono risultato il solito beone, l'uomo che si avvinazza solitario con il sorriso plastico, la mano che inforca il bicchiere e lo sguardo trasognato, no, ero in buona compagnia: anche se Ambra non la vedevo molto in forma, troppi pochi spritz! Su co a squadra, vomitare cazzo! La Sara è andata rosta dopo la prima birra (come mai? mai successo!) ed è diventata tutto uno scuotere di capelli, risate e click click click. E vai, zio furbo! Ieri sera era anche il compleanno di Duilio... no ve digo!&lt;br /&gt;Aprono il concerto i Destructors (Albyzzo è uno che ha carattere con la chitarra, tecnico sino all'anima, veramente bravo, cioè sul palco è lui la musica, e la cantante: che voce!) e con le rivisioni metal di tutte quelle canzoni dei cartoni animati... mi ha gettato indietro nel mondo della tv alle 4 di pomeriggio, panini con la nutella, succhi alla pesca e in cui l'unica preoccupazione erano le figurine doppie... eh si... continuano i Rumatera: che gioia! per me è stata la prima volta, ma come prima volta è stata veramente valida, il Bullo è proprio un front- man, uno che fa divertire perchè si diverte, uno che il palco ce l'ha nello stomaco, con quel modo tra il disincantato ed il distratto ed il rosto... Ne ha il ragazzo, ne ha! E meravilie delle meravilie, non mi arriva Pippo Berto (alias Pippo Pozzi Pazzo Pezzi) e Cj (alias Beppe Grillo... si questa non l'ho ancora capita però va ben così lo stesso!)? E che gioia vederli, il Pippo che scruta tra occhiate alla Pibels e birra ed il Cj che scruta anche lui e saluta giusto giusto quelle due-trecento persone che conosce. Praticamente facava due cori, tre bestemmie, tre abbracci e poi "vado un attimo a salutare questo... vado un attimo a salutare quello" alla fine si concentrava sulle fighe, ma chissà perchè... radar acceso? Mah! C'è da dire che il concentrato delle Tose di campagna... era molto buono, moolto buono! Finalmente tutti che si lasciano andare, vedevo Ambra e Sara divertite, io e il Pippo che ci scambiavamo torcie reciprocamente da sembrar tedefori professionisti e io sempre più liscio, sembre più liquido. Si, dolce, liscio,liquido come la seta che mi ha accompagnato tutta la sera, che accarezzava i miei pensieri, che mi lasciava un sorriso ad ogni fruscio, quella seta fatta di ricordi così vicini, quella seta così intensa da volerne essere intrisi nel profumo, quella seta che mi ha accompagnato fino ai sogni... Seta... Seta...&lt;br /&gt;Più rimanevo li, più lasciavo indietro le cose grigie della giornata e di questi giorni... Anche se ultimamente sono tornati dei colori innaspettati, labili, in equilibrio insolito, fuggevoli...&lt;br /&gt;Beh, tornando al concerto il meglio doveva ancora venire... i CATARRHAL NOISE! e ora si vedevi come si divertivano, sul palco sono saliti a turno tutti quelli che hanno suonato con loro nel tempo e nei vari dischi, ma vedevi che la sinergia era differente, sembravano gettare note nel buio e tutto aveva un senso, un'anima, con loro sul palco la gente si è proprio scatenata, tutti aspettavano loro non quello che sono diventati sciogliendosi... Caxxo quanto mi sono divertito... anche perchè hanno chiuso con "Buso de cueo"... e dire che è la mia preferita, non basta!&lt;br /&gt;Permesso, bel corpo!&lt;br /&gt;Alla fine serata mi sono guardato in faccia (e come caxxo ho fatto a guardarmi in faccia non lo sò!), stavo bene, già nella fase "nevio stà fermo un attimo", cioè quando mi parte la tavola da surf sotto i piedi, cioè se me fermo moro, non so è l'approssimarsi del livello X, contento in tavolata con gli amici quando si affaccia uno spettro... La strada per tornare a casa... ta ta ta taaaan! (musica spettrale). Ma sorrido: perchè c'avevamo i Rumatera in stereo, l'autoimmobile carica de fregna e doman no devo lavorar! Quindi ciapia col sorriso e sborighe in muso! Ruyo is a style of life.&lt;br /&gt;E questa mattina tutto si muove ancora scombinato, la birra sale e scende ancora, parlo poco e connetto alternato, ma penso a ieri sera e tutto si colora.&lt;br /&gt;ps: Speremo che a Sara me passa e foto... con la mia macchina di legno... non si poteva! eh! ...Troie! Eh eh eh!&lt;br /&gt;Thanks to: Ambra, Sara, Pippo e Cj in bomba dura we trust.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-6981846277879507422?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6981846277879507422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6981846277879507422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/06/rumateradestructorscatarrhal-noise.html' title='Rumatera+Destructors+Catarrhal Noise... gheto capio?'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-8888659274073513964</id><published>2008-06-26T08:44:00.002+02:00</published><updated>2008-06-26T08:50:40.592+02:00</updated><title type='text'>... Roar!</title><content type='html'>... Tra poche ore ho un altro esame... Pac la dominavo meglio, mentre in questo mi sento molto più Kamicaze (si scrive così?)... Sinceramente ero molto più agitato fino a pochi giorni fa, solo che grazie ad una persona -che ha attreversato mari tempestosi decisamente più forti dei miei- mi ha semplicemente detto "Pensa che devi fare queste cose, serenamente. Devi farle. Basta. Quando troverai il tuo senso, la tua strada tutto andrà molto meglio. Devi solo dirti 'faccio questa cosa'. Non c'è altra soluzione." Come sempre finchè non senti la voce giusta non vedi e non capisci le cose, poi pian piano tutto s'incastra e tutto è decisamente più chiaro.&lt;br /&gt;Ok, apro il portellone. Turbolenza. Pronti al lancio, GO!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-8888659274073513964?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/8888659274073513964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/8888659274073513964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/06/roar.html' title='... Roar!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-3863707848770048570</id><published>2008-06-20T17:36:00.002+02:00</published><updated>2008-06-20T17:43:05.966+02:00</updated><title type='text'>Oh... I like it!</title><content type='html'>Posso sembrare un megalomane? mi manca il mantello rosso e  posso girare di notte per salvare la gente? Posso dire a voce alta "da grandi poteri derivano grandi responsabilità"? No, non lo posso fare, però 48 h di studio responsabile + concerto dei Farenheit451 &amp;amp; Skardy la sera prima e incassare un buon 25/30... beh posso almeno dire che la classe non è acqua! Forse è stato culo, ma quando qualcosa ti va dritta è bello e utile esserne felici! E vai vai vai! Mi mancano + o - un 19 esami, ma i numeri sono pur sempre relativi! L'importante è dire che Fuck the Pack e evviva la Trevisan! Altre tappe ancora peggio: 26/06 e 02/07... con il Charlie in mezzo... mah! Speriamo non siano cachi!&lt;br /&gt;MEGA GRAZIE ALLA GENTE CHE GIRONZOLA TRA I MIEI PENSIERI E MI VIENE A TROVARE ON THE BLOG! YEAH!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-3863707848770048570?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/3863707848770048570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/3863707848770048570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/06/oh-i-like-it.html' title='Oh... I like it!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-5775420244373088420</id><published>2008-06-10T20:36:00.004+02:00</published><updated>2008-06-10T20:41:09.959+02:00</updated><title type='text'>Fuck Pac!</title><content type='html'>Eh no! un esame del genere non ci voleva! No, no, no Daniel San! Per fortuna nel pomeriggio ho partecipato ad una performance interessantissima, validissima, piena di pontissimi col carrellissimo, tutto giallissimo... il titolo validissimo? ovviamente: &lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;trasportar(t)e&lt;/span&gt;. Che robe! :-P&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-5775420244373088420?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5775420244373088420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5775420244373088420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/06/fuck-pac.html' title='Fuck Pac!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-1982993664905703906</id><published>2008-06-07T11:18:00.000+02:00</published><updated>2008-06-07T11:19:24.564+02:00</updated><title type='text'>El compleanno più beo de a me vita: queo del Checchi!</title><content type='html'>Fanculo alla Pac! Due minuti di pausa ci stanno a tutta forza... tanto la testa ce l’ho dentro ad un’altra parte, si proprio dentro e non è dove pensate! Allora eravamo rimasti? ah, si al compleanno più beo de a me vita: queo del checchi! Il buonchecchi è un animale molto sociale, molto impegnato, molto politically correct e uncorrect! E cosa può ben pensare una belva del genere? Un concentrato di idee malsane ma pur sempre meritevoli? buttare una cena modello ‘olimpo’ all’Oasi! il ragazzo quando fa le cose le fa proprio bene, si vede che gli ho insegnato tutto, almeno qualcosa gli è arrivato... ah ah ah! dai che si scherza! &lt;br /&gt;Il caso ha voluto che il buonchecchi conosca molto bene il titolare del ristorante e dunque era più che naturale che le magie si susseguissero libere: arriviamo e ci accoglie una cena imbandita che sembrava di essere stati per un attimo a Sherwood... candele, tovaglie e tovaglioli che si sporcavano di azzurro, la targhetta riservato, i menu per ogni commensale arrotolati in un nastrino azzurro, posti comodi accoglienti, ci sentivamo già cullati a sufficienza solo a vederla quella tavola! tamorti checchi te si un grande!&lt;br /&gt;Overture di ostriche e poi un concerto di cappesante, canestrelli, carpaccio di branzino, pesce spada, per continuare con un allegro di risotto di pesce, canocie, e un presto ma non troppo di frittura, il tutto sussurrato da vino, vino, vino, vino, vino, vino, vino, vino, vino, vino, vino, vino a fiumi! La Lelle è andata knock-out al primo ed è rientrata ai box velocemente, ripetendo tutta la sera con me un fantastico gingle “canocie”! Che ridar Lella, sei la mia commensale preferita, ah ah! Tanto el Cirio gera al lavoro e gavemo fatto numeri! - (vecchio, stò scherzando! Peccato che non c’eri!) – Il Checchi si è seduto casualmente tra me e Jp... delle pacche sulla schiena abbiamo perso il conto, diciamo che gli abbiamo fatto una lampada sulle spalle, ma diamo la colpa al vino, dopotutto, no? Che cena loculliana!&lt;br /&gt;I momenti più validi sono stati il sorbetto padano (di cui mi sono occupato personalmente: ho ancora male alle ginocchia in compenso però ho battuto la leggenda della lattina di coca-cola... eh sono soddisfazioni!) e il finale con la torta verde decorata di “w la lega”... Il buonchecchi era in visibile orgasmo e noi con lui (basta sorbetti però fioi, che co rutto so sa freschin, eh!). Si potrebbe dire che si poteva essere a posto così, che si era sufficientemente avvinazzati e divertiti... invece no! Ho dovuto lanciare una sfida berciando “uol... Checchi... grassssie de tuto.. uol.. ma adesso... tachemo... uol... beva! ... burp!”. L’orgoglio ha prevalso sulla mia faccia da figurina panini e ci siamo diretti al “Soundbitchbar” per l’attesa apertura: qualche novità tipo il bluetooth, solita gente, già una rissa (come ogni buona apertura vuole!) e ancora ancora ancora alcool.. meno male che ero a piedi, perchè ricordatevi: bevete sempre responsabilmente... non versate mai il vostro bicchiere!&lt;br /&gt;Unica nota poco positiva è stata che sono andato un pò in mix: havana, mojito, birre... ho dovuto prendere un pò di misure per centrare il letto, sono proprio svenuto sul materasso felice, si felice si aver fatto il compleanno più beo de a me vita: queo del Checchi!&lt;br /&gt;Grande Checchi! Hai dato vita ad una serata che sarà ricordata, sei nella topfive dei fissi più fissi! Yeah! E lo sai il perchè? Perchè hai fatto 28 anni il 28 maggio 2(00)8, miga bueae!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-1982993664905703906?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1982993664905703906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1982993664905703906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/06/el-compleanno-pi-beo-de-me-vita-queo.html' title='El compleanno più beo de a me vita: queo del Checchi!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-4922571336534853818</id><published>2008-06-07T08:52:00.001+02:00</published><updated>2008-06-07T08:54:39.715+02:00</updated><title type='text'>Chiuso per studio</title><content type='html'>Ebbene si... lunedì devo affrontare una bestia di nome PAC... e non è quello che finisce in MAN, purtroppo! Fuori c'è il sole e io sono dentro... meglio che mi metta di buzzo buono... ma chi ga voia? Chi???&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-4922571336534853818?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4922571336534853818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4922571336534853818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/06/chiuso-per-studio.html' title='Chiuso per studio'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-2643437747120583830</id><published>2008-06-02T09:48:00.012+02:00</published><updated>2008-12-11T05:06:36.101+01:00</updated><title type='text'>... e le foto?</title><content type='html'>Mi ci è voluto un pò, ma ecco le foto dell'evento... momenti di performance... momenti di delirio... e alcune opere!&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SEOp2b1K0OI/AAAAAAAAAD0/-uZ_S2WiY3o/s1600-h/DSC_0093.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207192346819219682" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SEOp2b1K0OI/AAAAAAAAAD0/-uZ_S2WiY3o/s320/DSC_0093.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SEOpnb1K0NI/AAAAAAAAADs/Lvj9fqAb5Uo/s1600-h/DSC_0096.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207192089121181906" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SEOpnb1K0NI/AAAAAAAAADs/Lvj9fqAb5Uo/s320/DSC_0096.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SEOpdb1K0MI/AAAAAAAAADk/kzBXP5rY0JE/s1600-h/DSC_0103.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207191917322490050" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SEOpdb1K0MI/AAAAAAAAADk/kzBXP5rY0JE/s320/DSC_0103.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SEOpOb1K0LI/AAAAAAAAADc/vHzgWnU9Cbg/s1600-h/DSC_0159.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207191659624452274" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SEOpOb1K0LI/AAAAAAAAADc/vHzgWnU9Cbg/s320/DSC_0159.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SEOpBL1K0KI/AAAAAAAAADU/qv4Qu9Ia_yk/s1600-h/DSC_0165.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207191431991185570" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SEOpBL1K0KI/AAAAAAAAADU/qv4Qu9Ia_yk/s320/DSC_0165.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SEOoyb1K0JI/AAAAAAAAADM/FNBspQTAZ_Y/s1600-h/DSC_0189.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207191178588115090" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SEOoyb1K0JI/AAAAAAAAADM/FNBspQTAZ_Y/s320/DSC_0189.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-2643437747120583830?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/2643437747120583830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/2643437747120583830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/06/e-le-foto.html' title='... e le foto?'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SEOp2b1K0OI/AAAAAAAAAD0/-uZ_S2WiY3o/s72-c/DSC_0093.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-5139156499114021848</id><published>2008-06-01T10:19:00.003+02:00</published><updated>2008-12-11T05:06:36.114+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='C art'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='venezia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='evento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='santa margherita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lecca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='A+A'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sara'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='artisti in campo'/><title type='text'>C art – Artisti in campo</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SEJb7L1K0CI/AAAAAAAAACU/qg1qauMwgeA/s1600-h/volCartback.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206825191539920930" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SEJb7L1K0CI/AAAAAAAAACU/qg1qauMwgeA/s320/volCartback.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un passaggio veloce per l’unive per mettere a posto un paio di cose e poi mi ci fiondo. Potevo perdere un tale evento artistico e io non esserci? Ma non è da me! Tra gli artisti ne spicca sicuramente una, eh già! Un talento del nostro litorale, perchè il nostro litorale sforna più artisti che un fornaio il pane! Credevate che con la G di Gloria finisse tutto a G di Genova e F di FIrenze? E invece no: perchè Sara voleva stupirci con un C di Campo Santa Margherita! Ragazzi e qui si parla di collaborazioni con la A+A mica pizza e fichi!&lt;br /&gt;L’idea di sfruttare il campo nella sua disposizione e nella sua natura è stato semplicemente geniale: ogni bar esponeva uno o più artisti ed il resto del campo veniva sfruttato per farci delle performance. I bar sono luoghi aggregativi naturali per tutti e cosa ci può essere di meglio se non bere un aperitivo godendo del fatal tocco dell’arte? La rappresentanza Litoranea come supporter a Sara è stata inferiore di numero (io e Gloria – assieme al supporto morale di tutto il LolloBar!), ma decisamente superiore in festa! La Bergamo&amp;amp;Bozzato Entertainment ha dato il meglio di loro stessi, il resto l’hanno fatto i baristi... c’hanno dato da bere! Per vedere bene tutti gli artisti e le opere che esponevano abbiamo dovuto passare da un bar all’altro... e non vuoi fermarti a bere una cosa qui e una cosa li? Dai poveri baristi, non si può renderli infelici! Eh! Ed è stato questo spirito misericordioso che mi ha mandato a casa con una ninja rosta: silenziosa, veloce e che vive nell’ombra (in tutti i sensi!). Come dire? Se carbura, xe bomba dura! Fortunatamente il gruppo si è allargato: si sono aggiunti Gabriele (uno che ha un lavoro fichissimo), Guglielmo (uno che ha un accento fichissimo) e la sua ragazza, e poi di sfuggita la Sira. Non ho mai percorso così tante volte il campo santa marghe in vita mia, ma ne è valsa la pena!&lt;br /&gt;Ma bisogna ora far due parole sulla nostra amica artista: qui ragazzi è arte ad alto livello, parliamo di qualcuno che ha già esposto il suo genio a Ca’ Pesaro. Dateci pure un’occhio su: &lt;span style="color:#ffff33;"&gt;http://www.las.provincia.venezia.it/offertaform/EVENTI/Capesaro07/lecca.html&lt;/span&gt;. Lei è pittrice, dei colori ne fa la sua natura, vede sfumature che non percepiamo e i pennelli sono le sue naturali appendici, magari ad un primo impatto rimani stupito da questo stile particolare, ma poi pian piano si rivelano i sentimenti che sono appoggiati su quelle pennellate come onda su onda. Ma a cosa serve star qui a spiegare se basta andare al Chet Bar in Campo Santa Margherita e vederli con i propri occhi e lasciarsi impressionare dalla loro luce come una pellicola al sole? Che aspettate, sono esposti ancora per una settimana! E’ doveroso riportare un’estratto dell’intervista che ha rilasciato al Corriere della Sera, fatalità ero proprio da quelle parti... il giornalista è stato proprio bravo a vincere la sua timidezza...&lt;br /&gt;“Allora Sara, raccontaci un pò di te...”&lt;br /&gt;“Non c’è poi molto da dire su di me, se non che sono nata 23 anni fa e vivo e lavoro a Punta Sabbioni, nel “dorato mondo” di Cavallino- Treporti... Il resto lo lascio dire ai miei quadri e alle mie opere.”&lt;br /&gt;“Il tuo curriculum parla da solo, è raro trovare un’artista così giovane e così talentuosa. Qui al Chet Bar vediamo delle tele che ben caratterizzano la tua tecnica e il tuo linguaggio espressivo... dacci qualche chiave in più...”&lt;br /&gt;“Solitamente lascio a chi osserva le mie tele capire cosa trasmettono ma motivare perchè ho portato questi dipinti è doveroso: le tele che ho realizzato sono tutti ritratti di amici, ho voluto infatti iniziare la mia ricerca lavorando sui volti di chi mi circonda, proprio per riuscire a riconoscere e imparare a trarre i tratti fisionomici che caratterizzano le persone, cosa che diventa ben più difficile per le persone che non conosci. Sembra sempre che ci sia qualcosa che non va.”&lt;br /&gt;“ E come mai i tuoi quadri sembrano sempre non completi?”&lt;br /&gt;“Lasciare alcuni particolari abbozzati o sottolinearne alcuni altri, hanno lo scopo di far capire a chi guarda, la gestazione che ha avuto l’opera, come far trasparire fino a che punto è arrivata la tela e come si è sviluppata, non amo la precisione, ed è la somma di parti che sembrano “mancanti” che donano l’interezza dell’opera, sono i particolari che evidenziano come io vedo loro. La mia tecnica pittorica è in continua evoluzione, la luce è pura protagonista e cerco di ricreare proprio nei volti un’armonia che modella il soggetto.”&lt;br /&gt;“Beh, ora non ci resta che godere il tuo talento: tutti al Chet Bar, ragazzi!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La serata è proprio scivolata via bene nel mezzo delle performance, Venezia è una cornice naturale per eventi di questo tipo e l’avvicinarsi della sera ha reso tutto ancora più intenso, finchè la vecchia mezzanotteeventotto c’ha riportato come caronte alle nostre brande. Io sono svenuto in battello stordito da parole artisticissime, intressantissime, svarionatissime, velocissime, particolarissime, fino a punta... fino a punta un sottofondo di arte tutta all’issimo... Ma il bello è raccontare le cose il giorno dopo, dopotutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brava Sara, continua così! Esponi esponi che i tuoi amici vengono a far festa con te e a bere per te! W la Sara &amp;amp; i suoi ritratti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Next stop: el compleanno più beo de a me vita: queo del Checchi!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-5139156499114021848?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.las.provincia.venezia.it/offertaform/EVENTI/Capesaro07/lecca.html' title='C art – Artisti in campo'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5139156499114021848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5139156499114021848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/06/c-art-artisti-in-campo.html' title='C art – Artisti in campo'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SEJb7L1K0CI/AAAAAAAAACU/qg1qauMwgeA/s72-c/volCartback.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-8853617201851824294</id><published>2008-05-31T17:08:00.001+02:00</published><updated>2008-05-31T17:09:24.710+02:00</updated><title type='text'>A.A.A.</title><content type='html'>... dimenticavo: prossimo post sul C-art di C.po S.ta Margherita! Che serata!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-8853617201851824294?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/8853617201851824294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/8853617201851824294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/05/aaa.html' title='A.A.A.'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-6398417346589602991</id><published>2008-05-31T16:58:00.002+02:00</published><updated>2008-05-31T17:08:19.865+02:00</updated><title type='text'>... crunch! crunch!</title><content type='html'>Oggi sono talmente nervoso che mi viene voglia di vomitare improperi contro tutto e tutti... Non sopporto la non comunicazione e non sopporto quando non comunico con me stesso: sono talmente duro che non comunico... no... il risultato? dico, faccio e penso cose insulse. Tutto addosso come aghi, troppi mostri da combattere, forse è la mia armatura... Non è quella giusta? Non sono capace a combattere? Ho forse perso e non me ne rendo conto? Non vedo l'ora di toccare il fondo, così almeno so che dopo può essere tutto in salita. Non sopporto chi non comunica, chi non vuole comunicare con me, non capisco le situazioni, tutto troppo ambiguo, solo distanze e sordità, muri che isolano, penso troppo lento in situazioni veloci e sono troppo veloce su situazioni troppo lente... ho tempi e riflessi sbagliati. Oggi c'è il sole e mi sento di merda. Il bello che quando mi chiedono "come va?" io rispondo ironico e sprezzante "'na bomba!". &lt;br /&gt;Nessuno sente la deflagrazione, però.&lt;br /&gt;Bella rogna l'illusione, fa male come carta vetrata sul viso quando ti svegli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-6398417346589602991?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6398417346589602991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6398417346589602991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/05/crunch-crunch.html' title='... crunch! crunch!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-6649599313327730500</id><published>2008-05-23T21:39:00.002+02:00</published><updated>2008-12-11T05:06:36.340+01:00</updated><title type='text'>...!</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SDcdyb1K0BI/AAAAAAAAACM/UsnJJ1L0j0s/s1600-h/DSC_0012.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SDcdyb1K0BI/AAAAAAAAACM/UsnJJ1L0j0s/s320/DSC_0012.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5203660646751326226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Io ho trovato la pentola, tu? C'era un tipetto che tutto il tempo mi cantava "E un buon non- compleanno a te!  a me!", mah!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-6649599313327730500?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6649599313327730500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6649599313327730500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/05/blog-post_23.html' title='...!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SDcdyb1K0BI/AAAAAAAAACM/UsnJJ1L0j0s/s72-c/DSC_0012.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-1980099638299559611</id><published>2008-05-21T20:08:00.002+02:00</published><updated>2008-05-21T20:09:56.944+02:00</updated><title type='text'>Oh, no.</title><content type='html'>"Il ragazzo non ce la fa".&lt;br /&gt;"Arrivo". Click.&lt;br /&gt;Click.&lt;br /&gt;Anche questa volta è andata liscia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-1980099638299559611?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1980099638299559611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1980099638299559611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/05/oh-no.html' title='Oh, no.'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-4535624116305613399</id><published>2008-05-19T17:49:00.001+02:00</published><updated>2008-12-11T05:06:36.515+01:00</updated><title type='text'>Adeo, ti xe el più beo!</title><content type='html'>Come regola vuole, tutte le serate che iniziano per un verso e si cangiano nell’altro hanno sempre qualcosa di inaspettato, di quell’inaspettato che sà di buono, quando anche nella notte tutto si colora. &lt;br /&gt;Coincidenze astrali mi portano a partire per Mirano e già che ero in zona ho preso contatto con Mister X e Mister J - che per comodità di cronoca li chiameremo con comi fittizi quali Pippo B e Cj -, ricordando che riferimenti a cose e persone sono del tutto casauli e frutto di mistica fantasia.&lt;br /&gt;Il luogo dell’incontro era via Gramsci num. 11 e tutti dovevano portare qualcosa per farsi riconoscere, ho pensato così di camuffarmi da finto festaiolo e ho portato 10 birre, un pò di cartuccie di fantasia e Ladyshoot. Aspetto, ma nessuno si vede. Mi accendo una sigaretta con fare noncurante, qualche passante che si affretta alla cena mi nota distratto, altri si nascondano sotto gli ombrelli. Solo il suono della pioggia mi fa compagnia. Il portico diventa sempre più solitario. Merda dov’è il contatto, già 8 minuti di ritardo, le procedure mi indicano di lasciare la posizione dopo 6, ma  me ne fotto delle regole ecco perchè sono ancora vivo, si è così. Il bar poco lontano abbassa la serranda, il garzone raccoglie gli ultimi mozziconi con la scopa e rientra. Clan-clan-clan clank. Serranda chiusa. 9 minuti. A 14 me ne vado. A 12 riprendo il contatto radio. Non devo pensare che sono solo. Non devo pensare che sono solo. Non devo pensare che sono solo. E scoperto, soprattutto. Basta un click e mi sentono. La pioggia insiste, confonde anche i rumori delle auto in lontanza. Le finestre sotto controllo, le colonne del portico mi coprono. Ma che cazzo penso, la missione parlava solo di recupero valori. Recupero valori? La situazione comincia a puzzare. Mi si secca la gola, mi aprirei una birra. Merda. 11 Minuti, fanculo. Click. Click. Radio di merda, dai. Click. Radio di merda. Click. Ssssssssssssss. Sssssssssssscchhh. Merda, sono tagliato fuori. Ok, calmo. Le pulsazioni aumentano, appoggio le birre, lo zaino e mi metto schiena al muro. Respiro a fondo, la fronte s’imperla. Sudare con la pioggia, che ridere. Un’auto si avvicina. Se sono loro questa volta mi sentono cazzo, cazzo se mi sentono! Ma perchè hanno scelto questo cazzo di porticato, teste di cazzo, teste di cazzo! Passi. E’ solo qualcuno che è sceso, sarà un turista del cazzo, uno che passa, il solito elemento dummy di tutte le missioni, come quella volta ad Algeri che per poco non impallavo quel postino solo per... Passi. Passi troppo lenti. Questo non vuol farsi sentire. Non devo pensare che sono solo. Click. Radio del cazzo. Click. Sssssssccchhh. Passi felpati, passi sordi. Merda. Tanto vale muoversi, pesco una birra, non sò se per disperazione o perchè isitntivamente cerco un’arma di difesa, quando sento “BUH”.&lt;br /&gt;Stringo la birra saldamente pronto a lanciarla, mentre una frustata di adrenalina mi parte direttamente dai reni al cervello, e mi trovo a fissare un qualcuno vestito da Panda. Mi lascio andare in un sorriso nervoso che allenta la tensione, pensando al nome della missione “panda”, appunto. Sicuramente è una cazzata di Mister J, Mister X non arriverebbe a tanto. La scena si immobilizza, tutto è sempre più lento, anche l’eco del suo ‘buh’ svanisce sempre più pastoso e scoordinato addosso al marmo e nella pioggia. Aspetto che qualcuno dei due faccia qualcosa, non vedo armi, è troppo lento con quel vestito. Sorrido un pò di più e alla tensione della paura si alterna la tensione della rabbia. Dopo questa mollo, ho perso lo smalto. Parlo per primo e sento che dal mio corpo escono delle parole che ricordano un “bella idea, stronzo”. Ora stò proprio sudando e sorrido sempre più plastico. Dal pupazzo esce un “o-ohhh”.&lt;br /&gt;“Eh?” faccio “Mister J sei uno stronzo, per poco non me la faccio sotto” continuo. Ma qualcosa non mi convince. Parlare mi ha riportato alla realtà e tutto torna a velocità normale. Ma il panda non si muove.&lt;br /&gt;“o-oooh” risponde lui e si butta a terra. Merda. CA- BLAM! CA- BLAM! CA-BLAM!&lt;br /&gt;Merda, ne nascondeva un altro alle spalle. Mi sento scivolare la bottiglia dalle mani, troppo veloce, troppo preciso. Mi hanno fottuto. Per sempre. Tutto diventa ovattato, i rumori si spengono, i colori si smorzano. Merda sono solo. Ora tutto è fermo e lo vedo che mi parla in faccia. Non sento. Buio.&lt;br /&gt;“Alzati,  l’ho preso”. Sputa per terra e guarda la pistola, mentre sente ancora un pò l’effetto del rinculo. Scavalca mentre l’altro cerca di togliersi il vestito in un sottofondo di zip velocissime. Con un calcio riversa Mister Y tra le birre e lo zaino e lo guarda dritto negli occhi, come fa sempre quando uccide. Guarda per un attimo la faccia cercando di non perdere quegli ultimi secondi di vita e gli dice sorridendo “Io non sono Mister J”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, arrivo a casa di Cj e il destino vuole che nello stesso istante mi arriva il Bel Pippo B con i suoi 150Hp, è subito energia! Mollo a terra il frigo delle bibite e mi sbraccio ruiamente addosso a lui. I “Belllaaa” si sprecano, sembriamo accalorati come montoni in transumanza. Saliamo da Cj e qui replica di “Bellaaaa”, imprecazioni, paroeasse, spintoni, palpae, abbracci, schiaffi, baci e coitillones! Apriamo subito un pò di birre e fantasia, mentre il Cj oscuramente coordina la serata. Io e Pippo insistiamo con birra e fantasia, mentre il buon Cj mette su il disco “O fioi, andiamo a mangiare” e noi scratchiamo con dei “E speta un’attimo che finimo a bira”. Ci cannonizziamo alla “Sagra di S. Leopoldo”. Che belle le sagre! La sagra è lo sposalizio dee costesine/salciaccia patate e poenta (costesine, leggi “ossetti” per i non cavallinotti, grazie), diversi gruppi di ragazzi che suonano, gente che sprepara e serve, sorridente, attiva, e noi a bere birra e pasteggiare con le mani unte, sparando cazzate, rimestando ricordi, tra una risata, una scannocchiata e condendo con i soliti “che cosafai – come va- raccontami la tua vita”. Quando il gruppo di turno saliva sul palco immancabilmente Cj fissava il gruppo, bistureggiava i suoni, si soffermava sulla chitarra, soppesava col capo e concludeva “Quello li è stato mio allievo”. Ziugà! El ghe gà insegnà a meza Miran! Ma già la serata andava alla grande e sul più bello non ti arriva anche il più inaspettato dei belli dei belli? Alla mia destra Pippo B, mangiando come una Bestia, fa - con la bocca trabordante di salciccie - “Ara, ara ara, ara queo che gerà all’università, ara queo che gera all’università, ara ara ara” (se e dopo mi sapo, se ti te ari!) e comincio a gridare “ADEOOOO! ADEOOOO! ADEEEOOOO!”. Lui si gira, cerca con gli occhi tra il bailame e vede sti tre goldoni che si sbracciano per salutarlo. Lui sorride, come solo Adeo sa fare, e viene verso di noi. Rendiamoci conto: capito mezzo  per caso a Mirano, vado ad una sagra a Mirano, e mi trovo Adeo da padova che saranno minimo 4 anni che non ci si vede! Troppa energia! Lo guardo negli occhi – consapevole  che saranno pochi minuti – come quando sei costretto a condensare in pochi secondi il piacere di vedere una persona, il sapere come gli va la vita, la contentezza di vederlo e capire –  per chi ci riesce - se la sua vita ha avuto quella serie di cambiamenti che ti aspetti di avere tu o che gli altri si aspettano che succeda.  Nel mezzo di tutto questo ti arriva una sciabolata di ricordi che ti tagliano le gambe... L’odore delle mattine d’inverno per passare sempre quel portone di legno altissimo e pesante, che avevi sempre un pò l’idea di aprire più la porta del paradiso che dell’università, della gara a prendere il banco più imboscato vicino a quelli che ti attiri come amici, la voglia di andare a casa o di perdersi nella prima puttanata che ti salta in testa dopo l’odore del primo caffè da macchinetta, sempre se non bevi acqua calda se non è ancora passato “il tipo delle macchinette”, la lotta delle pause e delle sigarette fumate in fretta tutti pigiati sul portone (sempre del paradiso) a vedere le stesse faccie davanti alla fila delle auto e dei camion che affollano la statale, le stagioni che cambiavano solo il colore delle cose ma mai il paesaggio, la giornata che cominciava dall’università, con le persone dell’università, le prime che vedevi dopo la faccia assonata dei tuoi o le bestemmie in tangenziale, le ultime che ti lasciavi dietro prima di entrare nel pomeriggio, nella routine, nei libri, nel nulla. E da quei periodi di condivisione del “tanto c’è domani”, un “passami gli appunti”, “lo facciamo insieme ‘sto esame?”, “Mi spieghi questo esercizio?”, “Chi si ferma dopo?”, “Ma io non ho ancora studiato un cazzo”, e risate, risate, spensieratezza a braccia, al cominciare a vivere la propria vita, quando è ormai tempo di riordinare i tasselli e fare il tuo disegno, dopo che li hai collezionati per anni, senza accortegene. Quando cominciano i primi sudori nella notte, quando quel pugno di amarezza ti coglie lo stomaco e non ti lascia più, finchè non sei tu a decidere. Tutto così velocemente e lo guardavo negli occhi, e lui m’ha raccontato tutto così ordinatamente e preciso, con quella risata che ti fa ridere anche se non vuoi, lo vedevo felice, anche lui pieno di punti di domanda, ma felice, l’ho visto attaccato saldamente a qualcosa, non in balia alla corrente. Capisco perchè è li a Mirano, dopo che mi racconta della Marta. Ora tutto ha un ordine tutto è chiaro e mi stupisco ancora per la casualità della vita: materia oscura e imprevedibile. &lt;br /&gt;Quasi automaticamente mi metto anch’io a rispondere della mia vita con le domande che ho fatto a lui, però non ha quest’ansia, lui è tranquillo. Lo capisco solo quando mi fa “E a te come va?” lo guardo in modo più che esplicitamente interrogativo e gli faccio “Bene” sorridendo, “e...” ma lui mi interrompe con “Ti leggo sempre, da quando mi hai detto che c’era sul blog la laurea del Peruzzo”. Mi sono commosso. Mi sono commosso. Dentro di me ho sentito quel “crack” fastidioso che fanno le cose che ti commuovono. Ma non perchè il mio ego ne fosse soddisfatto o l’edonismo mi avesse stuprato a morte, no! Mi ha fatto piacere il fatto che cercasse di mantenere vivo una specie di contatto, magari suo, magari non sò, ma che un indirizzo internet non ci aveva fatti perdere. E’ stata una cosa veramente bella. Già la serata era ok e questo non poteva che far salire a più infinito la mia seretonina, non poteva che mettermi della felicità ai piedi. Grande Adeo! Grande! Adeo ti xè el più beo!&lt;br /&gt;I due gaglioffi recuperano velocemente le nozioni mentali, mi staccano da questo cordone emozionale e ci si sposta in un altro posto che il buon Cj mi accenava durante la serata. Dirò solo “Sherwood Pub” in quando potrei perdere un’amicizia se dicessi di più, e ci rimarrei molto male, nonostante ho cercato di fare tutto il possibile per trovare questo posto. Se dicessi “Duilio” potrei beccarmi una stecca sui denti. D****o è... eh! non lo posso proprio dire, poi mi picchia! D****o è proprio... Non vedrei l’ora di vederlo, io! Tu no?&lt;br /&gt;Prima di arrivare da Dui.. ehm! beeep! (censura), abbiamo fatto una paio di rosari meditati a testa, e ovviamente ho perso perchè ho meditato prima di tutti! Quanto ridar! Poi ci siamo diretti verso beeep!  e abbiamo bevuto una cosa mooolto veloce! Da li Cj, ne ha fatto una delle sue: “Ragazzi, vi porto io in un posto, non potete venire qui e non vedere questo posto. Andiamo da Ernesto”. Parcheggiamo, entro e mi vedo Ernesto: il tipico Barman da bisca clandestina: ti accogli sorridente, shakerando con studiati movimenti nati per donare precisione e tocco inconfondibile a quello che chiamano solamente cocktail, vestito in maniera impeccabile serve dietro al suo bancone, da dove svettano mille bottiglie colorate, ovvero gli ingrediente che mesce per stupire, per rapire i sensi alcolici, per stregare papille gustative. La luce che sottolinea solamente il suo bancone, il luogo di creazione, il luogo dove lui è maestro , primo attore, coppiere degli dei, la biga alcolica da dove comanda, da dove ordina, ma sempre con voce zelante e monotono, che ti mette comodo per soddisfare il tuo ultimo bacio di bacco prima di dormire. Io c’avevo 60 km da fare, ma poco importava, i fioi ed Ernesto li valeva tutti. Ernesto viene al tavolo e con calda distanza da oste esperto sciorina dettagliatamente gli ingredienti di quello che desideravamo bere, preciso e netto come una spalancarsi di una finestra in inverno. Ma dovevate vedere l’eleganza, la classe, la precisione. Sembrava di essere tornati indietro di cinquantanni. Mi aspettavo gangster prezzolati da ogni angolo, sentivo l’odore dei dollari del colpo appena fatto misto al “sigaro sempre in bocca” che si mescolava al profumo troppo dolce della puttana di turno. Mi aspettavo sguardi bassi e studiati, silenzi su partite di poker fumose, con la carta giusta che non arriva mai. E lui stagliarsi netto, che shakera, shaker all’infinito.  Pippo si lancia in un “Pinkpanther, beo pimpante maestro”, io scivolo in un “Grasshopper, beo tranquio”  e Cj, in un classico, sintetico e pratico “Mojito”.  Ci siamo seduti in un tavolino dalle luci così basse che mi sembrava di bere con notte in persona. La tapezzeria anni cinquanta, forse li da quegli anni, lasciava penetrare un senso di polvere e pulizia, come se il locale vivesse in un tempo a parte, scartato. Scrutavo l’uscita per vedere se qualcuno imbracciava ancora il mitra col caricatore “a pizza” o se si sentiva bisbiglaire un “Hey capo, c’è Frank al telefono”. Niente. Ho ucciso di botta il Grass e ho detto “Fioi, ve vojo ben, ma mi devo tornar casa”. Shoottano anche loro, sanno quando bisogna andare.&lt;br /&gt;Ultima sigaretta ultima felicità (Pippo B, ziugà, potevi lasciarmene una! Al ritorno tutti distributori a moneta! Tutti!!! Saria da incuearte, dopo che ti e gò meze pagae! Tammorti!), ci sbracciamo feliciondi, recupero i pezzi, dico la mia solita frase retorica ad effetto del cazzo, condisco con un “vivaafiga”, si ride e ci si saluta, con quel “Alla Prossima” che ha sempre le lettere maiuscole.&lt;br /&gt;Poi in auto, solo, verso casa, mi metto ad inghiottire chilometri d’asfalto, mentre le luci mi striano il parabrezza e si perdono e si rifletto sulle goccie di pioggia che fuggono inpazzite. Perchè inghiottire asfalto voracemente, per cosa? Per avere l’ebrezza di essere onda contro una faccia di scogli. Ma che ci posso fare, se non si può far a meno di tornare a casa con la testa sporcata di stelle?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SDGi0TTbWbI/AAAAAAAAACE/shRIEaq9teY/s1600-h/Arte(1686).jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SDGi0TTbWbI/AAAAAAAAACE/shRIEaq9teY/s320/Arte(1686).jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5202118064008288690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Penso sia il blog più veloce e più lungo che abbia mai scritto. E’ per Adeo. Ti stimo vecchio!&lt;br /&gt;P.p.s. Un bella ai fioi e un cielo alle quattro lettere, ovviamente!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-4535624116305613399?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4535624116305613399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4535624116305613399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/05/adeo-ti-xe-el-pi-beo.html' title='Adeo, ti xe el più beo!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SDGi0TTbWbI/AAAAAAAAACE/shRIEaq9teY/s72-c/Arte(1686).jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-4328317510037142139</id><published>2008-05-17T08:50:00.002+02:00</published><updated>2008-05-17T08:56:50.309+02:00</updated><title type='text'>yahhhwwwnnn....</title><content type='html'>Questa mattina tutto è lento, con questo tempo nuvoloso che rallenta tutto, che sembra fermare la grande clessidra... Sono andato a dormire prestissimo, ho dormito più di 7 ore e... c'ho na stanchezza che smonta! Non sono abituato ad essere riposato e quanto sono riposato mi viene voglia di stancarmi... diamo la colpa alla primavera? Una nota malignamente positiva: a quest'ora starei facendo avanti e indietro per vedere se c'è gente in spiaggia, invece me la godo finchè non dovrò uscire per qualche tempo, per far sopravvivere il Charlie. Si, perchè - come tutte le estati- Charlie never die! Mi gusterò questo uichend tra le nuvole, tra il paglieggio e i primi sentori del Charlie, yeah!&lt;br /&gt;Un uichend di calma ci vuole, l'ultimo è stato troppo di fuoco, come dice il saggio: "go un fegato par tre giorni". E io ci credo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-4328317510037142139?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4328317510037142139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4328317510037142139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/05/yahhhwwwnnn.html' title='yahhhwwwnnn....'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-77952684403907519</id><published>2008-05-15T21:22:00.002+02:00</published><updated>2008-05-15T21:26:49.982+02:00</updated><title type='text'>...</title><content type='html'>...Questa musica che cerca di graffiare il divino,&lt;br /&gt;per chi (in)canti liuto?&lt;br /&gt;Per le quattro lettere.&lt;br /&gt;E loro t'odono?&lt;br /&gt;No.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-77952684403907519?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/77952684403907519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/77952684403907519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/05/blog-post.html' title='...'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-6673619013074211077</id><published>2008-05-14T18:42:00.002+02:00</published><updated>2008-12-11T05:06:36.882+01:00</updated><title type='text'>Movimento</title><content type='html'>Quando hai una passione, tutto sembra fermarsi, tutto sembra passare in secondo piano, perchè c’è quella cosa prima di tutto, anche prima di te. Certo io sono ancora di quelli in erba, di quelli che si muovono distratti in un mondo nuovo e stanno a bocca spalancata davanti alla bravura degli altri, davanti a chi ne sa più di te. E di loro io mi nutro e di loro io cerco di rubarne i segreti, ma ho ancora tante cose da imparare, ho ancora tante cose da scoprire e provare.&lt;br /&gt;Un pò di tempo fa “qualcuno”, vedendo i miei scatti,  mi dice “Beh, qualcosa c’è” tra mille silenzi e mille sorrisi. Io rimango nel dubbio, rimango in quello stato di “piace quello che faccio oltre a me? Si capisce cosa voglio trasmettere? Stò imparando a mettere in ordine le lettere per imparare ad esprimermi con questo linguaggio?” . Non chiedo mica di saper far “discorsi pieni di colore” ma solo se sono in grado, attraverso gli scatti, di far sentire quella cosa che provo io quando vedo certe foto, in modo molto timido intendo e col massimo della modestia. La strada è lunga, lo so, ma c’ho troppa voglia di provare!&lt;br /&gt;Prima di cadere dentro alla P di Pordenone sempre questo magico “qualcuno” mi fa “Ehi, questo è un concorso fotografico che fanno vicino a Pordenone, il tema è il movimento, perchè non partecipi con qualche tua foto? Tanto sei li vicino, puoi portare le tue foto”. &lt;br /&gt;Ho risposto di si, ma sono rimasto due giorni a fissare quel volantino, ogni secondo. Mi perdevo tra l’idea di cosa portare, tra la nascente agitazione di mettersi alla prova, tra il capire cosa voleva dire “movimento”, non avendo mai partecipato a concorsi del genere mi sono imparanoiato (seppur leggermente) alla grande, e poi quando mi intrippo su una cosa... si salvi chi può! Ma è bastata qualche parole di “qualcuno” tipo “devi capire cos’è per te il movimento” e li, proprio ciaooooo! Ma ciaooooo!&lt;br /&gt;Già P di Pordenone è stata un vaneggio, sommata a trovare il posto, portare le foto... non vi dico! Ma mi sentivo così vivo e che facevo qualcosa per cui stavo bene.&lt;br /&gt;Alla fine 4 scatti ne sono usciti e per quanto ci creda li sento ancora acerbi e pieni d’incertezza, di timore, di sorrisi e curiosità. Se non fosse stato per questo “qualcuno” non sarei mai riuscito a fare delle cornici così millimetriche, ad abbinarne i colori secondo un senso adeguato, non avrei avuto la spinta, non sarei felice di quello che ho fatto e non importa come andrà, perchè già aver fatto i primi passi mi ha riempito di soddisfazione e mi ha messo un tantino in più di sicurezza, che per me è come essere miglia lontani! Grazie “qualcuno”, grazie, se un grazie buon bastare...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.s. Ovviamente da fotografo in erba, all’esposizione non ho portato la mia Ladyshoot e ho fatto le foto col cellulare... troppo sfigato! eheh! Di Bozzato c’è n’è uno e come lui non c’è nessuno! eh eh eh!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SCsW_jTbWZI/AAAAAAAAAB0/fpE6IUiCCIw/s1600-h/Arte(1677).jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SCsW_jTbWZI/AAAAAAAAAB0/fpE6IUiCCIw/s320/Arte(1677).jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5200275475793664402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SCsXhjTbWaI/AAAAAAAAAB8/qV5xXhI24AA/s1600-h/Arte(1678).jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SCsXhjTbWaI/AAAAAAAAAB8/qV5xXhI24AA/s320/Arte(1678).jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5200276059909216674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-6673619013074211077?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6673619013074211077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6673619013074211077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/05/movimento.html' title='Movimento'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/SCsW_jTbWZI/AAAAAAAAAB0/fpE6IUiCCIw/s72-c/Arte(1677).jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-1459081752684630563</id><published>2008-05-11T21:02:00.000+02:00</published><updated>2008-05-11T21:03:38.261+02:00</updated><title type='text'>7- 10/ 05/08</title><content type='html'>Sono terminate le libagioni oggi! I tendaggi sono stati riposti nei templi, le statue sono disadorne, i tribuni hanno tutti riscosso la loro pigione, gli ultimi questuanti se ne vanno e restano sul selciato gli ultimi avinazzati della domenica sera. Abbiamo goduto fino all’ultima goccia di sole dopo un pranzo a base di maiale dell’adriatico e luppolo nordico, gioia nel magiare carne. Carne. Carne. Ora si tornerà alla lotta col quotidiano, tutti in file ordiante con armature scintillanti, amuleti donati dalle nostre spose e grida di parenti, che ci augurano una buona guerra, cantano ancora stonati nelle nostre orecchie come le ultime urla di gabbiano che rompono lo spumeggiare delle onde prima dell’ultima volta in cui si spia appena appena l’orizzonte scuro, come una linea scura che ci ricorda il porto da dove salpiamo, dove lasciamo tutti i ricordi, tutti quei giorni a metà dolci a metà amari. L’ultimo orizzonte prima che scompaia la terra e si apra, sino alla meta d’oriente, solo il mare che col suo azzurro fa a gara col cielo per imitarne i riflessi, per specchiarne i colori. Partiamo per la campagna d’oriente dove l’atavico nemico barbaro ci aspetta per difendere, anche lui come noi, ciò che sente suo, ciò che gli appartiene, ciò che gli è cresciuto dentro.&lt;br /&gt;Insomma: il mio compleanno di 4 gioni è terminato! Che lo sappiano il sole e gli dei tutti!&lt;br /&gt;Un grazie e basta non sarebbe bastato, quindi:&lt;br /&gt;Grazie Gloria per averci parcheggiato tutti nel tuo SqarePartuGarden&lt;br /&gt;Grazie a Ciccio, Jp, Gloria, Pei, Checchi, Sara per essere venuti alla “Gara dei tappi” dalla Gloria e aver pranzato a base di costesine&amp;bira,&lt;br /&gt;Grazia a Ciccio, Jp, Gloria, Pei, Checchi, Sara, Cirio, Lella, Ambra e Greta per il FANTASTICISSIMO REGALO che mi avete fatto! Avete reso una persona molto felice, anzi FELICIONDISSIMA! Grazie A di Amici.&lt;br /&gt;Che la sagra non ci abbandoni mai e poi mai!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-1459081752684630563?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1459081752684630563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1459081752684630563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/05/7-10-0508.html' title='7- 10/ 05/08'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-2902208398791780234</id><published>2008-05-10T10:46:00.002+02:00</published><updated>2008-05-10T10:59:46.075+02:00</updated><title type='text'>7 Maggio che odor da scaggio!</title><content type='html'>Un buon non- compleanno a te! A me! un buon non- compleanno a te! A me! Eh, si il fottutissimo 7 maggio è stato il mio compleanno, ed ho avuto il piacere di festeggiare i 10 anni dei miei 18 anni! Devo dire che finora è un decennale fantastico, si snoda sinuoso, incontrollato e leggermente, ma leggermente alcolico... San Moment ci salverà! Un sacco di gente si è ricordata di me e questo mi fa piacere assai! GRAAAASSSSSSIEEE! E' sempre bello quando qualcuno si ricorda di te e festeggia, magari con poche parole di un sms, il tuo giorno, il tuo giorno! Non è bellissimo il giorno del proprio compleanno? E abbasso chi dice che si diventa vecchi e diventano grigi e tristi! Maturiamo e basta, questo è il punto! &lt;br /&gt;Ieri sera "piccola e breve" bicchierata tra amici, io mi sono ritrovato a casa più o meno e devo dire che questa situazione è già qualche sabato che succede... cossa che sia a primavera? Mah! Forse è l'estate? Che idea pazza queste stagioni!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piccola nota di gioia: UDITE UDITE! L'OTTO MAGGIO E' NATO LUCA! E' NATO LUCA! per l'occasione cito il sms di Marco (il papà ndr): "oGGI ALLE 16.22 NOSTRO FIGLIO LUCA HA DECISO CHE ERA ARRIVATO IL MOMENTO DI COMINCIARE A GUARDARE IL MONDO CON I SUOI OCCHIONI. PESA 3,350 E  STA' BENE COME LA MAMMA (BARBARA ndr)". Con un sms del genere ti si può riempire solo il cuore di gioia! W MARCO e W BARBARA e W LUCA!! BRAVI FIOI!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-2902208398791780234?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/2902208398791780234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/2902208398791780234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/05/7-maggio-che-odor-da-scaggio.html' title='7 Maggio che odor da scaggio!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-4051969211786872287</id><published>2008-05-03T17:36:00.000+02:00</published><updated>2008-05-03T17:37:56.004+02:00</updated><title type='text'>Dentro ad una P di Pordenone.</title><content type='html'>Dal 21 al 24 Aprile ho fatto un corso a Pordenone per lavoro. Visto il viaggetto un pò lunghino e scomodo ho pensato di prendermi l’albergo per restare li, ma non avevo pensato all’essere totalmente soli. Quando sei solo l’unica persona con cui puoi confrontarti è te stesso. Magari non ci pensiamo bene, ma il nostro “te stesso” è proprio una cosa grande. Quando sei in mezzo alla gente sei sempre, costantemente distratto da quello che ti stà attorno, non importa se sono cose, animali o persone, il tuo te stesso passa in assoluto sencondo piano. &lt;br /&gt;Poi tutto mi è parso diverso. Cominci a mangiar da solo. Tu, solo dentro ad una pizzeria, tipo entri e fai “Ciao, hai un tavolo per me?” e la cameriera “sei solo?”  e tu “Si”. Un si secco, atono, un si da uno che è solo a mangiare. Di media sono una persona abbastanza comunicativa, uno che dai, due ciaccole te le tira in piedi, mi piace parlare, o meglio mi piace comunicare, ma se sei solo hai poche cose con te, i tuoi pensieri ed i tuoi occhi. Non mi restava che pensare (e ne ho di cose da pensare, e li non avevo nulla dietro a cui fuggire o nascondermi, ve lo assicuro...) ed osservare. Tutto inizia da quando mangi che è la prima base della convialità... quando mangi da solo non è più tutto esclusivamente “buono”, “dolce”, “salato”, “non piace”, “Ce n’è ancora?”, no, cominci ad assaporare, hai più tempo per dedicare la concentrazione non solo a nutrirti, ma puoi gustare, non c’è nulla che ti distrae. &lt;br /&gt;La cosa più bella è che avevo tutto il tempo dalla mia parte: finito il corso non avevo nulla da fare, potevo dedicarmi al passeggiare senza meta, al perdermi con i pensieri tra il cielo e le mie scarpe. Spesso mi fermavo in qualche baretto per bere una cosa e cicchettare felice i cicchetti indigeni, e cominci a notare le persone che sono li sempre, che si mettono sempre nei stessi posti, che ordinano sempre le stesse cose, che hanno la loro complicità i loro legami, vedi i tipi che si lanciano con le tipe, vedi gente che si odia nervosamente e sopporta e persone che sono proprio isolate e disinteressante dal luogo che le circonda. Avevo tutto il tempo, nessun limite, niente che mi potesse allontanare dal fuggire in qualche libreria e gustarmi i libri che prendevo, sfogliarne con cura e lentezza metodica le pagine, scendendo lento in un limbo caldo, familiare ed artificiale. Bacco è stato un simpatico amico di compagnie, ma mai inopportuno, mai esagerato. Mi metteva frasi sibilline nella testa, le agitava per far ribollire i miei pensieri e lasciarmi pasciuto di idee, di ragionamenti.&lt;br /&gt;Una sera mi sono fermato a mangiare una piadina. Ho mangiato guardando fuori dalla vetrata la gente che passava, il grigiore di quei giorni di pioggia, in completo silenzio perchè ero l’unico avventore dentro, le tipe al forno, della pizza al taglio in cui ero, parlavano pure poco tra loro. Tutto quello che vedevo dalla vetrata era interrotto solo da rumori di forno e un rubinetto che scrosciava ogni tanto. Oltretutto avevo scelto una piadina dalla composizione un pò spigolosa, che non mi è piaciuta molto. Poi ho preso l’ombrello e mi sono avviato all’albergo, senza parlare con nessuno, magari anche solo di stronzate.&lt;br /&gt;Per fortuna, (che gran fortuna!), ogni tanto giocavo la “telefonata da casa” che mi rimetteva subito in equilibrio, ne respiravo i raggi, ne mangiavo i petali di quelle parole che ti riallacciano al tuo quotidiano. Dopotutto il “scinquanta e scinquanta belo” avevo deciso fin dall’inizio di non giocarlo, l’aiuto del computer era in stanza dell’albergo, lo switch era inutilizzabile visto che mi hanno mandato su loro e l’idea di dormire con Jerry Scotti non era poi così eccitante!&lt;br /&gt;Grazie. Grazie.&lt;br /&gt;Un pò mi ha fatto bene, un pò ci voleva, ma la voglia  di tornare era tanta. Ora far le cose da solo, fa un pò meno paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-4051969211786872287?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4051969211786872287'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4051969211786872287'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/05/dentro-ad-una-p-di-pordenone.html' title='Dentro ad una P di Pordenone.'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-5926037918142073716</id><published>2008-05-03T15:44:00.000+02:00</published><updated>2008-05-03T16:05:51.140+02:00</updated><title type='text'>F di Firenze</title><content type='html'>Un fine settimana pieno di numeri: 3- 4- 5 Aprile, 7 ragazzi che partono per F di Firenze in un pulmino da 9 posti e  fin qui nulla di nuovo. Certo parliamo sempre dei soliti noti ma l’occasione era diversa, lo scopo la funzione prima, il collante che ci ha unito per arrivare a Firenze: sì, non parlo solo di fiorentina e campanile di Giotto, ma parlo d’ Arte.&lt;br /&gt;E’ stato proprio questo il motivo, quello che ci ha fatto preparare qualche giorno prima i bagagli (ohhhnnn!), quello che ci ha fatto controllare se la carta d’identità era scaduta e se avevamo biancheria intima per tutti i giorni, quello che ci ha fatto controllare di avere un pò di tutto per qualsiasi serata o per qualsiasi evenienza, quello che ci ha fatto dire in giro “E questo fine settimana sono a Firenze, una mia amica espone” ed in tutta sincerità mi gasava anche un pò! E’stata proprio per una “gloriata” che ci siamo catapultati tutti nella dimensione della “hohahola hon la hannuccia horta, maremma buhaiola!”. Ma il bello non è stato solo il dopo, è stato il prima ed il durante... beh, facciamo un pò d’ordine e cominciamo ancora una volta dall’inizio...&lt;br /&gt;“La favola della piccola vetraia”&lt;br /&gt;“C’era una volta una giovane artista dei quali pensieri, per misteriose circostanze e fatali condizioni, con un sol tocco tutto diventava di vetro. Tutto quello che correva per la sua mente di lateral attitudine assumevano sembianze vitree, le sue idee prendevano vita per rimanere eterne, eppur così leggere e fragili, in una lastra di vetro. Lei immaginava due ali? E tac!  Diventavano di vetro! Lei immaginava i titolari del loco dove esponeva? E tac, subito di vetro! Lei voleva un ragazzo tutto per se? E tac! Te lo metteva in vetro! Pian piano le sue magie cedettero ad un passaparola che scivolava furtivo, altalenante e sussurato di bocca in bocca, che s’espendeva come il vento sul grano ancora giovane, come una goccia nel mare, come un’eco in una vallata. Tutti desideravano vederla, tutti desideravano ammirare le opere della piccola vetraia! Lei, per tutta risposta alle pressanti richieste dei suo ammiratori, sorrideva, rimaneva silente e tac! Subito qualcosa di vetro prendeva forma per rimanere immobile nella mente di chi ne notava, le differenze, le increspature, tutte quelle piccole imperfezioni che rendono bello un pensiero umano, tutte quelle differenze che rendono originale un pensiero umano.&lt;br /&gt;Un bel giorno un mercante di San Remo approdò sulle rive del piccolo litorale dove viveva, ma lei lo sapeva già che sarebbe arrivato,  in quanto la notizia di un veliero carico di fasti, e musiche e vele del qual candore nessuno avrebbe mai più ricordato simile, l’aveva preceduto. Quando le sartie si riposarono dal frustare del vento, e le corde strette alle bitte della riva, una voce tuonò “Portatemi la piccola vetraia, debbo vederla!” . In un battibaleno uno stuoio di servi silenti e scuri come la notte si sparse per il paese, finchè arrivo puntuale davanti alla sua porta. Toc, Toc.&lt;br /&gt;“Chi è ?”&lt;br /&gt;“Siamo i servi del mercante di San Remo, il nostro padrone desidera vederla, o piccola vetraia.”&lt;br /&gt;“Perchè?”&lt;br /&gt;“Perchè conosce la vostra abilità nel far nascere il vetro dall’aria.”&lt;br /&gt;“Bon, diseghe chel no staga romper i coioni, che sò ancora drio dormir!” &lt;br /&gt;Furente per averla destata prima del meriggio la piccola vetraia s’immaginò il mare arrabbiato e tac! Fu così che tutte le onde non persero mai più nessun riflesso ed il veliero rimase dentro ad una bottiglia.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No ragazzi non è andata così, solo che questa volta la Gloria dopo il favoloso successo riscosso a G di Genova, voleva completare la sua esposizione- performance in un’altra città dell’Alfabeto, dopo aver fatto D di Domodossola e E di Empoli non le restava che Z di Zara, G di Genova e F di Firenze. Questa volta la parte valida è che la mostra doveva essere allestita completamente da noi, quindi la Gloria si è scervellata (beh, non esagerariamo!) a pensare a come mettere le opere, a tutto quello che serviva: attrezzi, materiale (se non rilasci lo scotch di carta mi tengo le punte da 6 e 9!, capio Gloria?!?), il modo per portare le opere, che ripeto, sono tuttte in vetrofusione e dovreste vedere che spettacolo! La ragazza si è fatta il mazzo, tutti a nostro modo abbiamo partecipato e la “Gita a Firenze” è stata una cannonata!&lt;br /&gt;Partiamo alle 19.00 dopo che tutti hanno finito di lavorare, già la sera prima ero passato col ducato a caricare attrezzi e opere, parto da Jp, poi Gloria, poi Sara, poi Ambra, poi Mattia (sgangagangagangaa) e poi Greta. Tutti supergasati verso un posto per chi nuovo e per chi già visto, verso una Firenze che aveva già i sentori della primavera! &lt;br /&gt;Prima sera abbiamo fatto gli onori di casa e xò un per de cocktail dal buon Liberatorio! Sì Liberatorio è il titolare, solo questo penso possa far chiarezza sulla validezza della situazione, eh eh! Grande Libe! Libera nos alcoles! Libera! Liberaaa Liberaa! E la serata scivolava come l’Arno, scivolava, scivola. Inutile dire che abbiamo scorperto la fauna e la flora del loco girando qualche locale, ma la cosa più bella era la compagnia affiatata, mai un non sò, mai un forse, mai un silezio, solo implicita voglia di festa!&lt;br /&gt;Ma quanto ben se stà co se stà ben?&lt;br /&gt;Al mattino del sabato giro del centro storico, il buon papà Jp ha portato me e Mattia (sgangagangagangaa) per musei  e ci ha fatto provare l’ebrezza del Campanile di Giotto... ho visto gente che voi umani non potete immaginare. Firenze dall’alto è tutta rossa, ha la grazie di una ragazza al sole, arrossata e con delle simpatiche lentiggini...&lt;br /&gt;Poi al pomeriggio ad allestire l’esposizione io, Jp e Mattia (sgangagangagangaa) e ovviamente la pluricitata artista. Il più l’hanno fatto loro, non potevo che fare el strassetta! O no? Mattia (sgangagangagangaa) era troppo preso da questa storia dell’allestire e tra un sgangagangagangaa e un altro sgangagangagangaa c’ha messo proprio del suo perfezionismo, Jp ha fatto i buchi al millimetro, anche perchè ragazze “mezza ora del suo xe come do ore del nostro”... chi poteva fare i buchi se non lui? Giusto Mat? (sgangagangagangaa). La Gloria rimaneva in ansia/ estasi pre- prestazione, mentre e “veccie fie” hanno degustato un delizioso gelato millesimato in piazza... ghe brusa ancora el tacuin! però era buono!  Vero Mattia ? (sgangagangagangaa), grande Mattia! (sgangagangagangaa).&lt;br /&gt;Il sabato sera all’insegna della “questa è una serata completa”... già! Partiti dallo Slowly, consigliato a chi piace il prosecco millenonpiùmillemaimille ma millesimato e all’Americano Squalo... Che cossa che le xe? El xe el pseudo aperi-cocktail, anzi apericoica! Bevuto quello avevo fatto il passo più lungo della gamba, sono andato talmente al rosto che ci ho lasciato il cervelletto, insomma non so se era lo squalo e se era l’americano so soeo che gero feice! Le ragazze erano proprio in tiro, noi fioi assentivamo boriosi e tutto era polvere di stelle, lontani dai “soliti locali a cui dai del tu”, solo imprevedibile novità. Senza porre tempo in mezzo una combriccola come noi poteva solo finire al Cantinon (o Bottegon? Gavè ragion fioi, se no se scrive subito e robe me desmentego... cossa gerimo drio dir? Ma chi se? Ma dove so? No, lui non c’era.), e vai Fiorentina come piovesse, nonchè Nettare degli dei per avvinazzarci a gradevole temperatura. Gira che ti gira, abbiamo fatto il centro by night (non per night, ma di notte) e si è finiti a fare tutti un bel “mea Liberatorio” al “Cafè des Artistes” per ammirare appieno l’Opera unica ed eccezzionale della A di Artista.&lt;br /&gt;Liberatorio si è proprio messo d’impegno, noi anche daltronde, e tutto è finito a taralucci e cocktail! Gavevo na simmia che so nda’ in letto carico de bagigi! Domandeghe a Mattia (sgangagangagangaa) che strattorae dopo!&lt;br /&gt;Domenica di ripiglio assoluto, le fie hanno dormito fino all’ultimo secondo, Jp e la Gloria ha trombato fino all’ultimo secondo e io e Mattia (sgangagangagangaa) ci siamo alzati presto, abbiamo fatto jogging, abbiamo fatto la spesa, comprato il pane e la verdura, abbiamo messo su il brodo, preparato le valigie, e ci siamo fatti la doccia n°22 del uichend (non assieme, ben s’intende!). Ultimo giro della città, ultimi giri di borsette e scarpe, (vero Ambra?), ultimo ciao a F di Firenze e anche un bel ultimo sgangagangagangaa!&lt;br /&gt;E tutti, bei come el sol, siamo tornati ai nostri lidi, alle nostre vite, alle nostre giornate, con un sacco di ricordi in tasca sporcati da risate... (sgangagangagangaa).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-5926037918142073716?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5926037918142073716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5926037918142073716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/05/f-di-firenze.html' title='F di Firenze'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-1131884893429297639</id><published>2008-03-31T22:55:00.002+02:00</published><updated>2008-12-11T05:06:37.110+01:00</updated><title type='text'>E' arrivato anche il gemellino!</title><content type='html'>&lt;div&gt;Non potevo resistere, il frutto dell'amore quando nasce non può appassire, non può cadere a terra sterile, ma deve essere coltivato e storto: si il frutto del mio amore è la banana! Scherzi a parte, la mia Ladyshoot mi ha regalato un altro fantastico aggeggino, eh si lo chiamerò "Sb800 Bozzato" (leggi: essebiottocento e non 'sboooo'). Guardatelo che sorrisi cha vi fa e come vi illuminerà.... Devo dire che fare un altro figlio.. beh, è stato proprio un flash! &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La primavera rende dementi. sappiatelo!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/R_FResyjNSI/AAAAAAAAABs/Hy6BtYLjFKs/s1600-h/clip_image002.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184014233941259554" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/R_FResyjNSI/AAAAAAAAABs/Hy6BtYLjFKs/s320/clip_image002.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-1131884893429297639?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1131884893429297639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1131884893429297639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/03/e-arrivato-anche-il-gemellino.html' title='E&apos; arrivato anche il gemellino!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/R_FResyjNSI/AAAAAAAAABs/Hy6BtYLjFKs/s72-c/clip_image002.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-5427478343306010932</id><published>2008-02-20T23:42:00.003+01:00</published><updated>2008-12-11T05:06:37.317+01:00</updated><title type='text'>Finalmente è arrivato!</title><content type='html'>Gioite! Amate! Oggi vi chiedo di guardare in faccia il vostro prossimo con più amore, non siate grigi e spremuti dal tutti i giorni! Un nuovo arrivato da' sempre la nuova gioia di un piccolo sorriso: e' nato! E' arrivato! Finalmente avrò la gioia di essere chiamato &lt;span style="color:#ffff00;"&gt;PAPA'!&lt;/span&gt; Guardate che bello che è, come sorride innocente! Lo chiamerò &lt;span style="color:#ffff00;"&gt;55-200 Bozzato&lt;/span&gt;! Amore del papà!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma non mi assomiglia un sacco?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/R7yuf5UD_zI/AAAAAAAAABk/yJbpiNvnHNI/s1600-h/55_200vr.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169198335298633522" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/R7yuf5UD_zI/AAAAAAAAABk/yJbpiNvnHNI/s320/55_200vr.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-5427478343306010932?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5427478343306010932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5427478343306010932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/02/finalmente-arrivato.html' title='Finalmente è arrivato!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/R7yuf5UD_zI/AAAAAAAAABk/yJbpiNvnHNI/s72-c/55_200vr.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-4858606302988760026</id><published>2008-02-17T12:06:00.000+01:00</published><updated>2008-02-17T12:07:38.308+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Questa notte potrei uccidere tutte le fiabe del mondo,&lt;br /&gt;cabiarne i finali: “e vissero tutti infelici e scontenti”,&lt;br /&gt;potrei annullare con un solo gesto tutto il dolce che crediamo esistere.&lt;br /&gt;Mi sento così stolto che potrei confondere e diffondere il male col bene,&lt;br /&gt;decidere per un solo attimo di essere padrone indiscusso degli elementi.&lt;br /&gt;Ma è l’insicurezza di un solo sguardo che mi mette l’ansia&lt;br /&gt;di chiedere per favore ed elemosinare estasiato un pò d’attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai tra le coperte e vicino ai sogni, h 03.23.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-4858606302988760026?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4858606302988760026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4858606302988760026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/02/questa-notte-potrei-uccidere-tutte-le.html' title=''/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-7901369890973802152</id><published>2008-02-15T09:20:00.003+01:00</published><updated>2008-02-15T09:52:24.219+01:00</updated><title type='text'>Finalmente un pò meglio!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Parlo ancora come un trans appena operato, ma in compenso la febbre è passata, la tosse mi ha dato tregua (per due notti non ho dormito, e per chi mi conosce questa è una cosa eccezionale, io che riesco a prendere sonno anche sui binari di un treno!) e gli aereosol mi sballano a sufficienza per contrastare con tutte le mie ludiche dipendenze. Nel mentre ho passato centinaia di ore in internet, ho messo su un myspace (&lt;a href="http://www.myspace.com/pocolucido"&gt;www.myspace.com/pocolucido&lt;/a&gt;), solo che nonostante le centinaia di visualizzazioni del mio profilo nessuno mi ha mandato una benedetta "richiesta d'amicizia" A parte il fatto che mi sembra una puttanata la storia della "richiesta d'amicizia"... immagina uno che viene li e ti fa "Ciao, posso essere tuo amico?" ditemi chi, non verrebbe colpito da un senso di miseria e tristezza, ma soprattutto un amico nasce per situazioni non per richiesta! Ma questo è il non-mondo di internet e quindi tutto può essere! Credo che nessuno mi mandi le richieste d'amicizia a causa del mio profilo, dove "parlo di me"... Già...non sò se sono stato troppo vago o troppo schietto o troppo veritiero... Mah, giudicano i posteri, come sempre! Ah, una mi ha mandato una req (ragazzi! uso già i termini giusti, che figata, sono uno del mondo di "maispeis"! Ora sono veramente realizzato! come no...), una tipa supersfigata che suona la chitarra, di cui non riesco nemmeno a sentire le canzoni perchè la mia connessione va ancora con i vecchi gettoni del telefono (si quelli di una volta con le tre scanalature!)... Che tristezza! Che tristezza! E il bello che questa ha tipo un 650 amici... Bon, ora fatemi capire: 650 amici non te li fai nemmeno in una vita a meno che tu non sia un pusher o una puttana (e devi anche essere da gang-bang, mica una qualunque da street!), come caxxo fai a parlare ogni volta con 650 persone? Che senso ha? Troppe persone con cui avere un'amicizia è come non avere nessuno! A meno che tu non ti dedichi ad un paio di persone alla volta... quindi li senti tutti una volta all'anno! Pensa se 300 persone delle 650 hanno la giornata storta e hanno voglia di far due chiacchere: o sei psicologa o ti tagli le vene dopo le prime 70, immagine che botta di negatività da 300 persone assieme! Stò già male all'idea... Quindi dico: a che caxxo serve maispeis? Se hai un gruppo musicale o interessi a riguardo, quindi con una funzione ben precisa, allora il maispeis diventa una buona rampa di lancio altrimenti se lo fai solo per metterti in rete diventa solo una vetrina scomoda, dove vai ed elemosinare "richieste d'amcizia"... vi prego diventate miei amici... vi prego diventate miei amici... Già lo critico proprio io, anzi meglio, ci faccio dell'ironia proprio io che c'è l'ho.... perchè l'ho fatto? Nel mio profilo lo dico chiaramente: "cado nel piacere comune delle cose belle", ma sì, ho un pò di tutto in rete, dal flog (&lt;a href="http://www.fotolog.com/limitilabili"&gt;www.fotolog.com/limitilabili&lt;/a&gt;) al flickr (&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/pocolucido/"&gt;www.flickr.com/photos/pocolucido/&lt;/a&gt;), perchè non avere anche il maispazio? Alla fine mi vien da ridere, però una cosa ve la dico: mandatemi una richiesta d'amicizia! Ah ah ah!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;P.S. Per fortuna io ho pochi amici ma tutti superfissi! yeah!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-7901369890973802152?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/7901369890973802152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/7901369890973802152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/02/finalmente-un-p-meglio.html' title='Finalmente un pò meglio!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-392380763247113028</id><published>2008-02-12T14:08:00.000+01:00</published><updated>2008-02-12T14:10:23.120+01:00</updated><title type='text'>... 38!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Che palle a casa con la febbre! E' colpa del Nico, visto che oggi è il suo compleanno! Te gavevo ditto che te mie ciami! Scherso veccio! have a nice b-day, mentre mi me farò un bel b-dé! ah ah! ... E' la febbre che mi porta al delirio! Godetevi i nuovi link a sinistra nella pagina!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-392380763247113028?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/392380763247113028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/392380763247113028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/02/38.html' title='... 38!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-7974202405137810589</id><published>2008-02-09T12:14:00.000+01:00</published><updated>2008-02-09T12:39:07.382+01:00</updated><title type='text'>Incontri scivolosi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Giovedì è finito il Carnelevare... ora Quaresima a collo! Nessun problema, in questi casi mi vanto di non essere osservante e questo mi permette di portare il mio umore carnevalizio a più infinito! E l'infinito non termina mai! Il mai è una parola pericolosa ma che, credo, deva essere ponderata ed imparata. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La serata è scorsa liscia e divertita: prima concerto dei Pitura in Piazza, poi verso Rialto e poi verso S. Luca. C'era una botta di gente incredibile ed il tutto aveva ancora quell'enfasi, sana, del carnevale... Non ho visto brutta gente a parte un paio d'inglesi marci del cavolo e questo è bene. Finito il concerto il livello del bianco era tale che era praticamente inutile e controindicato prendere 00.28 e quindi la scelta obbligatoria è stata prendere le 2.15 dal Lido (Notasi che il giorno dopo dovevo lavorare e per far due conti precisi ho dormito.... 3 h e 19 min... La media estiva, dai! infatti il giorno dopo non ho quadrato... succede! ah ah!). Tutto bello, tutto bene quando "e fie" decidono di fermarsi da spizzico a S. Luca per mangiare qualcosa. Io resto fuori, ormai in tutti i sensi vista l'ora, a capire se avevo fame, se il gorgogliare sottile e fuggevole significava fame o sboccata. Valuto per altri due secondi e propendo per la fame. Lo spizzico di S. Luca ha  delle grandi vetrate con due entrare. Mi avvicino, moolto barcollante, alla prima e... Chiusa! Penso: "Che figura di merda è pieno di gente che mi vede che cerco di aprire la porta chiusa, ma si, dai, so rosto! Chi se ne frega!". Ora viene il bello... anzi il brutto! Punto la seconda porta che vedo aperta e stò parlando della porta centrale, quella aperta, quella dalla quale tutti vedono fuori e tutti vedono dentro, insomma un punto di passaggio sotto gli occhi di tutti... Faccio per afferrare la maniglia quando metto il piedo su un fottuto vassoio di plastica del burger king (che è attaccato allo spizzico) e scivolo di brutto, a 90° sul selciato. Il bello è che non scivolo di bocca o di schiena, sono scivolato di lato! I vassoio che ho preso col piede parte e va a prenderne un altro paio, i quali creano un clangore che tutta la piazzetta si gira, mentre cadendo giusto sulla porta ho fatto un tonfo che si è sentito dentro al burger king... risultato: c'è stato un silenzio assoluto per 5 secondi sia dentro che fuori al burgerking! Tutto lo spizzico si è fermato per capire cosa è successo, alzo la testa ridendo e vedo gente col panino a metà che mi guarda, tutte (e dico tutte!) le cassiere che mi guardano, le fie che mi guardano e ridono, mi giro verso la piazza e vedo il Nico che mi fa (ridendo come un mona!) "Tutto ben Nevio?", gente che mi fa le foto... Insomma, mi sono sfracellato però ho goduto dei mie 5 secondi di celebrità! ah ah ah ah! La Lella, dolce ed ignara di tutto, fa al Cirio "E' caduta una signora!" invece ero io a terra con la parrucca in testa! Ragazzi che chiusura del Carnevale!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E come disse Giustina Renier "Piuttosto che la noia, il dolore!".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che fissa!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-7974202405137810589?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/7974202405137810589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/7974202405137810589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/02/incontri-scivolosi.html' title='Incontri scivolosi'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-2608176398600294449</id><published>2008-02-04T22:11:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T05:06:37.926+01:00</updated><title type='text'>C come Carnelevare</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/R6eAS91Pq9I/AAAAAAAAABI/UM1A4gFpKCM/s1600-h/Foto0052.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5163236561127451602" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/R6eAS91Pq9I/AAAAAAAAABI/UM1A4gFpKCM/s320/Foto0052.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/R6eA491Pq-I/AAAAAAAAABQ/i8l4454lKPI/s1600-h/Foto0068.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5163237213962480610" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/R6eA491Pq-I/AAAAAAAAABQ/i8l4454lKPI/s320/Foto0068.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Andata e ritorno... Carnelevare 2008. Le immagini preludono e concludono qualsiasi tipo di commento... Questa è festilenza!&lt;br /&gt;Thank to: Jp, Pei and Flo (tonight a Flo saved my life!), poi mi ricordo Nico, Gaia, il Pirata che sboccava con Pei che ci ha accompagnati per tutta la serata, un tipo con il cappello e gli occhiali con sua moglie giappponese con le palline di natale in testa, un tipo senza giubotto con la barba e la sua ragazza con i capelli rossi (ah si... la Ghezboro a Enrica ga ditto el Cirio), el Vianeo, Mattia M. che dopo ore e ore ci trovava sempre sullo stesso posto, la Giulia vestita da dama dell'ottocento, Igor con un amico che ironizzava su di me (è convinto che mia sia vestito da Gigi Marzullo), tamburi, tantissima gente, panini con la porchetta, birra, tutti felici tutti in attimi di trasparenza. Già, quelle serate che le ricordi sempre con un sorriso furbo e sottile, la bellezza delle cose vissute e che hanno la bellezza di non tornare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Da oggi il Nico è il mio traduttore di latino più rock'n'roll che conosca! Yeah!Ah, sulla seconda foto sono solo molto stanco. (E chi ghe crede?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-2608176398600294449?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/2608176398600294449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/2608176398600294449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/02/c-come-carnelevare.html' title='C come Carnelevare'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/R6eAS91Pq9I/AAAAAAAAABI/UM1A4gFpKCM/s72-c/Foto0052.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-6571422640136714484</id><published>2008-02-03T17:59:00.000+01:00</published><updated>2008-02-03T18:00:13.315+01:00</updated><title type='text'>G come Genova</title><content type='html'>Ecco un’altra avventura, ecco ancora immagini che vi regalo, ecco frasi che spero siano capaci di evocare quel senso mellifluo del vedere nell’irreale, di sorridere per pochi secondi: G come Genova.&lt;br /&gt;Siamo partiti di venerdì sera tutti appena finito lavoro, tutti in procinto di iniziare un week- end: i week- end sono uno spazio a sè non fanno parte della settimana, sono giorni in cui, se ce la fai, trasmigri verso il riposo mentale, verso l’estraneità. Flo, Jp, Marty and I abbiamo deciso di farlo non in una città a caso, non in un posto qualsiasi, non per un motivo qualsiasi, ma bensi in una città usata per fare lo spelling. Ma che caxxo dico? Ma avete mai pensato di andare in città usate per lo spelling? Ad esempio: A come Ancona, B come Bologna, C come Como, ok ma... D come Domodossola? Chi è mai stato a Domodossola? E come Empoli? E noi siamo stati a G come Genova! Il motivo della nostra transumanza finesettimanale è stata l’ovvia vernice della Flo (v. un paio di post fa!) dove ha presentato le sue opere in vetro, dove la vetrofusione si spoglia dal materiale di cui è fatta per diventare realtà.&lt;br /&gt;Per l’occasione abbiamo ben pensato di riportare l’intervista che ha rilasciato alle emittenti locali che hanno ripreso l’evento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bergamo Gloria la tua vita artistica è in costante crescita, come la vivi?&lt;br /&gt;Vista la mia giovane età, riuscire ad emergere nel panorama artistico italiano mi da molta soddisfazione, è bello vedere che la gente apprezza positivamente quello che fai, quello che crei con le tue mani.&lt;br /&gt;Le opere qui esposte sono tutte in vetrofusione, come ti sei avvicinata a questa tecnica?&lt;br /&gt;La scelta della vetrofusione nasce dalla mia volontà di approfondire il disegno, ovvero quello che stà alla base della scultura. Questa tecnica mi ha permesso di svelare la mia ricerca personale parallelamente alla mia capacità espressiva. Il vetro è un materiale magico, questo dobbiamo impararlo.&lt;br /&gt;Cosa intendi con ‘materiale magico’?&lt;br /&gt;Il vetro non è solo colore, è trasparenza, è sfumatura, è perfettamente duttile ma allo stesso tempo così fragile, è un materiale così precario che spiega perfettamente quanto è vittima del tempo. Come noi, dal resto.&lt;br /&gt;Ora cha hai esposto a Genova, hai già pronta qualche altra esposizione?&lt;br /&gt;In primavera ci saranno un altro paio di appuntamenti Sanremo e poi a Firenze. E poi... staremo a vedere!&lt;br /&gt;A quando una personale de “I vetri di Flo”?&lt;br /&gt;E’ un progetto che tengo nel cassetto da molto tempo, ma i costanti impegni non mi hanno mai permesso di realizzarlo, anche se ora l’idea stà diventanto sempre più concreta, parlavo con i curatori entro la fine del 2008, forse a Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi il resto è stato un party sfrenato in un salone completamente affrescato, mi hanno detto essere lo stesso che c’è a Milano nel Duomo, dove impazzava l’allegria tra sciabolate, tartine, pizzette, gente che apprezzava, gente che esprimeva, gente che fotografava, gente che scriveva, gente che ascoltava.&lt;br /&gt;Ma G come Genova non è stato solo vernice, è stato molto di più! La tappa all’Acquario è stata ovviamente obbligatoria e devo dire che ha meritato un sacco, solo che... il solito dubbio... quei pesci stanno meglio li o stanno meglio dove sono nati? E’ meglio che vivano in un habitat mezzo malsano e quello falsato dell’acquario? Visioni diverse, risposte diverse.&lt;br /&gt;E poi un giretto per Genova, una città molto particolare, molto colorata, piena di vita! Sinceramente sono stato piacevolmente sorpreso da questa città, è un pò in su e in giù, ma tutto sommato ha il mare così vicino che la rende mite come un cane da guardia addestrato. E’ una città che riesce a trascinarsi dietro bene la sua storia, mi ha dato l’idea di una città vivibile, dove tutti sono gabibbi. Sarà perchè l’abbiamo girata tutta a piedi, e un bicchierino in più ti fa rendere tutto luccicoso ed amichevole, sarà perchè avevamo voglia di spensieratezza e un pò di good vibes ce le siamo godute.&lt;br /&gt;E’ una città tutte calli, negozi, posti e bar attaccati l’uno all’altro con un sacco di gente, tutti col cane tra l’altro, che proprio mi dava un senso molto, molto piacevole. Non ho visto brutta gente, nessuno ci ha mai infastidito, sono stati due giorni proprio validi.&lt;br /&gt;Alla sera abbiamo girato la città scoprendo angoli con un sacco di gente nelle piccole piazzette, tutti tranquilli, tutta gente che aveva solo voglia di divertirsi, ci sono un sacco di posti ed il risultato è stata una balla alluciante. Un dolce naufragar... un dolce naufragar... che in un porto come Genova ci stà benissimo!&lt;br /&gt;Domenica mattina, compleanno di Martina, abbiamo tergiversato ancora per Genova, girandola un altro pò, in lungo, in largo, in basso, in alto e poi autostrada verso casa, verso C come Ca’Savio... E quando torni tutto sembra ridimensionarsi, tutto prende il nome di solito e normale, tutto torna in quella fottuta settimana, ma noi aspettiamo il nostro beneamato “uikend”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh Flo, complimenti per la mostra... aspettiamo la prossima!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-6571422640136714484?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6571422640136714484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6571422640136714484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/02/g-come-genova.html' title='G come Genova'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-3307889471234776762</id><published>2008-01-24T21:32:00.001+01:00</published><updated>2008-01-24T21:32:00.947+01:00</updated><title type='text'>bozz</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/ADpYKYWGk8U' name='movie'/&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/ADpYKYWGk8U'/&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;No alla droga.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-3307889471234776762?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/3307889471234776762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/3307889471234776762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/01/bozz.html' title='bozz'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-8217808038333151735</id><published>2008-01-24T21:23:00.001+01:00</published><updated>2008-01-24T21:23:02.151+01:00</updated><title type='text'>bozzinho</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/ZAUiFh2vsa4' name='movie'/&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/ZAUiFh2vsa4'/&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il cow- boy di ca'savio...&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-8217808038333151735?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/8217808038333151735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/8217808038333151735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/01/bozzinho.html' title='bozzinho'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-5018211092608113980</id><published>2008-01-24T21:18:00.001+01:00</published><updated>2008-01-24T21:18:36.104+01:00</updated><title type='text'>bozz free</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/ETXS8CCHtMw' name='movie'/&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/ETXS8CCHtMw'/&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-5018211092608113980?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5018211092608113980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5018211092608113980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/01/bozz-free.html' title='bozz free'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-2249371230116662161</id><published>2008-01-24T20:56:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T05:06:38.603+01:00</updated><title type='text'>Chiamata notturna</title><content type='html'>Un venerdì sera umido, di quelli del nostro litorale, che non sanno di terra come la pianura padana, ma che diventano sottile e fastidiosa liquidità grigia e nulla. Con quella pioggerellina maledetta, quella che non bagna troppo il parabrezza per asciugarlo col tergicristallo, ma che ti lascia migliaia di goccioline spiaccicate e malinconiche. Un venerdi in discesa dopo aver visto un partitone in cui i la squadra di casa (nostra) ha vinto in modo facile e di regola con ragazzi che c’avevano la voglia di giocare presentandosi addirittura senza allenatore. Piccola tappa da Jp con qualche birra e qualche scaccata, poi un generale “tutti a nanna che la serata è mesta”. Non morivo proprio dalla voglia di uscire, sanno tutti che nelle serate di pioggia mi spuntano le pantofole e sento il richiamo del letto caldo, ma quella sera una birra... ci stava!&lt;br /&gt;Rimangono due fottuti paladini sulla piazza: il Checchi and I. Prontamente inforca la sua macchina e tra mezzi silenzi e mezze risate e mezza radio, nervosa dai troppi cambi si stazione, puntiamo oltre il litorale. Notte... in quei momenti non mettono una canzone che ci stà alla radio nemmeno se chiami radio birikina ed intoni “Son Mario da Lugugnana, e vorrei sentire roserosseperte da dedicare alla alberta”, niente di niente.&lt;br /&gt;Poi a metà strada quel geniaccio di un Checchi mi fa “Sentimo el Cirio?” e io “Perchè no?”. Lo chiamo... squilla... squilla... squilla... squilla... squilla... Subito penso “el xè drio ciavar...” invece “Hotel Mondial buona sera... ciao veccio” fa lui.&lt;br /&gt;“Ohi, Checcho, ti xè in giro?” dico io.&lt;br /&gt;“No, so a lavoro” risponde lui.&lt;br /&gt;“El xè al lavoro (Marghera ndr), Checchi...” guardo il Checchi e sorrido.&lt;br /&gt;Il Checchi non lo sà ma siamo complici, a volte, e lui “ndemo trovarlo?”&lt;br /&gt;“Checco venimo trovarte, versi e bire” faccio io.&lt;br /&gt;“Oro fioi, xè vedemo dopo!” dice lui.&lt;br /&gt;Impostato il navigatore, si vola e si va! In questi momenti l’energia è sottile ed elettrica e ti vien subito voglia di partire, il Checchi scatena il bolide: si va a trovare il Checco.&lt;br /&gt;(Hanno tutti e due lo stesso nome e quindi simili soprannomi, non mi sono bruciato del tutto, tranquilli! Cirio e Checco sono la stessa persona, lui detiene il record di soprannomi ndr). Già, ma la serata è grigia e ci sforziamo a tenere viva la voglia di uscire anche se con questa pioggia unta ed inchiostrata non è facile.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/R5juTd1Pq6I/AAAAAAAAAAw/RYHRAf8Yvtk/s1600-h/Arte(1630).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5159135391345781666" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/R5juTd1Pq6I/AAAAAAAAAAw/RYHRAf8Yvtk/s320/Arte(1630).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Arriviamo: è lui! Il portieretto notturno più hard rock di Marghera: spezzato e cravatta just cavalli... anche io che sono un uomo ho sentito il fascino sottile del portieretto! uauuuu... La pioggia ci risparmiava e potevamo respirare avidi il grigio di Marghera, quel grigio di fumo e vapore, di puttane e quartieri nati storti, di stazione, treni ed odori.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/R5jvMN1Pq7I/AAAAAAAAAA4/11lFcaorpq8/s1600-h/Arte(1629).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5159136366303357874" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/R5jvMN1Pq7I/AAAAAAAAAA4/11lFcaorpq8/s320/Arte(1629).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il Mondial da fuori è accettabile, la scritta a neon rischiarava acida e bisbetica la facciata rossa su quel marciapiedi vissuto. La reception sembra la hall di un albergo rispettabile, serafica e mista di quell’eleganza di startrek, con sottili richiamo vergognosi alla storia di Venezia. Perchè dico questo? Perchè ci sono delle stampe in quell’albergo di Venezia ai primi tempi, intendo Venezia senza Rialto, senza i Giardini Reali, senza le Zattere, con la Punta della Dogana di come la si vedeva un tempo e non oggi, quella Venezia che viene dai libri di storia e che godeva, vinceva, che aveva un rispetto di essere tale. Ci sono di quelle stampe di alcune cartine che mi hanno proprio gasato, una tra tutte? Ce n’è una con tutti i dogi col loro stemma familiare! Io per trovarla c’ho messo due anni e speso non vi dico cosa in libri e lui ce l’ha li e non sapeva cos’era. Ma il Checco è giustificato lui non ne ha colpa, ma non lo sono tutte quelle persone che passano di li e non sanno nemmeno cosa guardano, frotte di turisti e di bangladesi con una “cujina” che non sanno cosa stanno gaurdando, sono ciechi, ma che ci possiamo fare? La storia è un’amante troppo buona e vecchia per dimenticarla... Che tristezza, questi simil richiami storici mi fanno il ribrezzo, ma sono così validi... Non continuo perchè poi divento pesante!&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/R5jwAd1Pq8I/AAAAAAAAABA/frD4i5a771E/s1600-h/Arte(1633).jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5159137263951522754" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/R5jwAd1Pq8I/AAAAAAAAABA/frD4i5a771E/s320/Arte(1633).jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ciò non toglie che il nostro eroe di Marghera, e delle ore notturne più disparate, non sia bellissimo dietro al suo banco nella hall! Ci stà a pennello, sembra nato da quel legno, sembra essere l’unico sacerdote degno di quella ara alberghiera. Devo dire che il lato più interessante è l’angolo bar: l’albergo sarà così così, ma la birra fioi... na bomba! Beviamo rilassatamente pur rispettando il luogo di lavoro altrui, pur capendo chi ci alberga, pur rispettando il luogo dove siamo. Siamo dei bravi ragazzi e siamo passati a trovare un vecchio amico, i “veci fioi” le sanno certe cose.&lt;br /&gt;Ci salutiamo, ci abbracciamo, ancora due risate e pacche sulle spalle. Un pò mi spiaceva per il nostro amico Checco, lui rimaneva al lavoro mentre noi rincasavamo con la mente libera, libera da venerdi sera.&lt;br /&gt;Partiamo, ma poco dopo cedo, io non guidando quella sera ho bevuto un goccio in più ed è bastato un sussurro di Morfeo che già mi sono abbioccato, fortunatamente il Checchi non soffre tale fascino ne malattia e ha potuto alzare il volume a piacimento con la musica che più gli piace. Mi sono svegliato a casa, ancora un volta in debito col Checchi che mi ha portato a casa.&lt;br /&gt;Non piove più, meno male. Il grigio viscido e notturno resta... Ma c’è il mio letto consolatore!&lt;br /&gt;Solo due colori questa sera: quanto grigio, quanto giallo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-2249371230116662161?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/2249371230116662161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/2249371230116662161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/01/chiamata-notturna.html' title='Chiamata notturna'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/R5juTd1Pq6I/AAAAAAAAAAw/RYHRAf8Yvtk/s72-c/Arte(1630).jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-895566036230102315</id><published>2008-01-10T20:36:00.000+01:00</published><updated>2008-01-10T20:38:52.485+01:00</updated><title type='text'>Diamo gloria alla Gloria</title><content type='html'>A Gloria vol ndar Genova! (citazione estiva) Eh si! quella furbetta dal piercing in bella mostra ce l’ha fatta ancora: ha vinto un concorso di “giovini” talenti, si ma non in un posto qualsiasi, non il solito bar che espone solo se porta gli amici a bere, non il solito posto dove la gente ci passa davanti distratta con punti di domanda in faccia, m abensì a Genova! &lt;span style="color:#ffff33;"&gt;L’apertura della mostra è il 19 GENNAIO a GENOVA nelle vicinanze del PORTO alle ore 18.00 dal titolo “CAPOLAVORI IN MINIATURA”. L'artista in questione è ovviamente la celeberrima Gloria Bergamo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Per capire la portata dell’evento basta farsi un’idea sugli organizzatori di &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;http://www.immaginecolore.com/&lt;/span&gt; , con galleristi quali gli &lt;span style="color:#ff6666;"&gt;http://www.arshabitat.it/&lt;/span&gt;, sotto la sapiente e pluriconfermata esperienza della curatrice ovvero &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Sabrina Falzone&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Il genio non necessita di ulteriori elogi! Non vi viene la curiosità? Beh, io ci sarò e sfrutterò tutta la mia potenza di fuoco per immortalare l’evento, state tranquilli!&lt;br /&gt;Vi dò subito un paio di anticipazioni giusto perchè lo sappiate: la ragazza in questione è già stata notata da un paio di personaggi in ambito artistico (uno porta gli occhiali, parla forbito e ha un ciuffo che mette a posto in modo nervoso, giusto per capire) e ha avuto un paio di proposte... e parlo di Palazzo Grassi e del Moma di New York... Io un salto a Genova ce lo farei!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stay tuned!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-895566036230102315?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/895566036230102315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/895566036230102315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/01/diamo-gloria-alla-gloria.html' title='Diamo gloria alla Gloria'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-1931454016089444658</id><published>2008-01-10T00:06:00.001+01:00</published><updated>2008-01-10T00:06:45.431+01:00</updated><title type='text'>Beroe 2008</title><content type='html'>Quest’anno la beroea è stata bagnata! Ehi, ehi! Anche se vecchia non è detta che debba cedere a tali svergognatezze... chi vusto che la fassa bagnar chià veccia, babbo batale? Ma se la fa venir dopo sie giorni! Ah ah ah! Gnanca mal! Ah ah!&lt;br /&gt;Questo blog dal 2008 è diventato decisamente scurrile, ma il 2008 è un anno nuovo ed è un anno dedito alla scurrilità: anche scrivere 2008 è un’espressione fallica, non la notate? – puro comune cattivo gusto psicoanalista, scusate, ndr -.&lt;br /&gt;Bisogna stare attenti a cosa si scrive nei blog, ormai anche questa è una finta libertà, in quanto una concessione di libertà ideale e provvisoria. Ne volete un esempio? Se fai il mona in malo modo e cominciano a sventrarti la vita tra cronaca e telecamere ci sarà subito qualcuno che comincierà a dire: “il ragazzo aveva un blog e scriveva così e così” il più delle volte falciando indistintamente a favore del momento, cercando significati nascosti, che poi alla fine sono sempre parole, magari buttate li in un momento di sfogo.&lt;br /&gt;Quindi diffidate dalle imitazioni e cercate di spingervi un pò oltre: ricordiamoci che l’interpretazione è una della armi che abbiamo a disposizione e che dobbiamo saper sfruttare!&lt;br /&gt;Quest’anno il nosto “beroea tur” è stato reso un pò incerto e claudicante dalla pioggia, che ha rotto un pò la ‘pinza nel paniere’ lasciando nell’immobilità due Pavineri: quello di Treporti e quello di Cavallino. Dopo queste due notizie al fulmicotone subito nel litorale si è sparsa un pò di pubblica negatività... Già il 2008 ti dava un pò l’idea dell’anno infauso. Per un attimo ti veniva da pensare “Ma go pena scomissia l’ano novo e subito na bereoa de merda! Ma no xè possibie!”. Per fortuna i restanti “Paviner Boys” se ne sono altamente fregati e hanno acceso i fuochi onorando a giusto modo la festività da noi ormai radicata, rinnovata e solida. Già la verità è una sola “Mejo darghe fogo a un paese, che cancear na tradission”, crederci aiuta. &lt;br /&gt;La prima tappa obbligatoria è stata il Paviner più rock and roll che abbia mai visto: la beroea fatta da Gloria, Sara e i fioi quali il Ciccio, il Selvaggio, el Peoco e un sacco di altra gente: per me vince il premio di “Beroea più calorosa Home Made”. A noi si sono unite le famiglie, amici, conoscenti, insomma una mini- sagra in onore del loro impegno! Cito solo questo: per fare la beroea e perchè bruci bene sono necessarie le piante di pannocchie; loro hanno piantato le pannocchie per fare la beroa! Giusto per far capire quanta gente quanto fatica per il divertimento di una sera, di uno spettacolo di pochi minuti! Bravi!&lt;br /&gt;Tappa veloce al “Zia di Jp Family Beroea” e anche se siamo arrivati tardi si respirava ancora l’odore forte e pungente dell’unione di una famiglia... vedere i nipoti intorno alla nonna che fa la “beroea per loro” (nel senso di fare la beroea, non esserlo! eh!), fa sempre un certo che!&lt;br /&gt;Ci siamo poi spostati a Ca’ Ballarin, dove i negroni hanno dato il meglio di se stessi: una beroea originale, fatta bene (nel senso che ha bruciato bene, quindi subito ed uniformemente) e con un finale di fuochi d’artificio! Eh si, devo dire che sono una squadra ben assestata e capaci! Bravi fioi! La gente che si impegna per fare le beroe (e quindi per divertire tutti a spese proprie! da ricordare!) meritano tutto il nostro rispetto, ma soprattutto il nostro sostegno! Bravi fioi!&lt;br /&gt;Mi sono imbragato a fare un pò di foto... tra capacità medie e mezzi medi devo dire che la qualità è stata piuttosto scarsa... ma io non mollo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Avete già rivisto i vostri mitici “bilanci dell’ano?” eh, eh!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-1931454016089444658?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1931454016089444658'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1931454016089444658'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/01/beroe-2008.html' title='Beroe 2008'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-1672575799866443965</id><published>2008-01-09T23:32:00.000+01:00</published><updated>2008-01-09T23:33:38.584+01:00</updated><title type='text'>I bilanci dell’ano (inteso come unità di tempo veneta)</title><content type='html'>E’ passato il 31-12... ed è tornato il 1-1... Niente di nuovo, eh? Tutti a far bilanci la fine dell’anno, tutti a masturbarsi le meningi per capire come sarà l’atteso e gioioso anno nuovo. Ogni volta sento questo gasarsi generale per aspettare il nuovo anno, e poi alla fine dell’anno sento sempre la solita frase: “Che ano de merda, speremo che sia mejo el prossimo!”... Wow... che atroci novità! Non voglio essere pessimista, però l’ansia del nuovo è solo un argomento da mettere in mezzo, solo un qualcosa di cui parlare, un motivo alternativo al dire “cosa fai sabato?” o se ti senti più “inglisc” puoi dire “cosa fai nel uich – end?” E che cazzo vuoi che faccia, il solito! Solo che al 31- 12 ho un motivo diverso dagli altri giorni per far festa, per bere di più, per  fare più il mona, per fare il ballerino smodato, per alzare con quel falso sorriso da professionista il livello di bevuta, e forza roma, er cupolone, e forza roma... Insomma diciamocelo, non nascondiamolo, il 31-12 anche il più di merda è sempre il 31- 12! E lo è per una sola notte all’anno! Che casualità della vita! Che giuoia, che simpatia! Una cosa che fa ridere come una sonora pernacchia mentre tutti sono in silenzio e tu lotti per convincerla a stare in compagnia, ma niente!&lt;br /&gt;Quest’anno il mio 31- 12 è stato veramente divertente: Galeone dei Pirati e Laguna di Venezia... avevano ragione quando mi dicevano che le feste in galeone sono sempre una bomba... perchè sono veramente una bomba! All’inizio parti un pò sospettoso perchè comincia a pensare... e se fa freddo? e se trovemo mar?  e se i ne scambia per veri pirati e ne tocca far un arrembaggio, così in due e due quattro? e se i vol vedere se ti si un vero pirata e i scominsia a tajarte na gamba e cavarte un ocio par farte entrar nel spirito dea festa? e se domando un spris e i me fa un rum coll’aperol e a scorsetta de limon? magari sensa oliva? e se stemo via par massa giorni e sensa a vitamina c me vien el scorbuto e dopo divento dispetoso? Ah no, queo gera el scorbutico! Ma dopo, appena sali a bordo, ti senti accarezzare dalle sartie, da luculliani bouffet serviti da veri pirati e piratesse (mai viste sull’isola del tesoro, però devo dir che ge ne gera anca un per de bone, quel che xe da dir, xe da dir!), e poi la dolcezza di quella nave tra le carezzevoli onde della laguna e il freebar (anche se temo che questo sia un elemento troppo coaugulante e utile alla felicitazione di massa, no?) hanno reso la serata indimenticabile! Abbiamo ballato tutti con coreografie costruite appositamente su di noi, e per noi, ma ideate da lui: Francis Whitgoson! Un uomo, una certezza! Come quell’uomo, nessuno  interpreta la musica, ne fa un uso personale implicito, capace di destinare al pubblico delirio le sue movenze in un continuo defluire di fantasia, che hanno scatenato la serata, portandola molto oltre i confini, immaginari e immaginati, anche del signor Scott! Lo sanno solo i pochi fortunati che c’erano in quella nave del divertimento! Che bomba! Che bomba! Tornerei subito per fare una festa sul galeone e magari anche d’estate: il tutto sommato alla brezza melliflua e notturna.... Tra tutti devo ringraziare pubblicamente FLO’ per l’idea e per aver salvato decisamente il mio (e il nostro!) 31- 12! Bella FLO’ bella idea! W i pirati e noialtri imbriaghi!&lt;br /&gt;Siamo scesi alle 04.00 e la mia faccia, che sembrava formata disornitamente da un ferro sa stiro maldestro e distratto, chiedeva una pausa per il troppo divertimento: eh si, anche party- boy ha i suoi anni! Ma dove? FEEEESSSTTTAAA!!! Anzi SAAAGGGRRAAA! Anzi GAAALLEEOONNEEE DEEEIIII PIIIRAAATIIII! Ghe stava?&lt;br /&gt;Ovviamente non ho foto, avevo sempre la pistola spianata (chi c’era lo sa!) e non riuscivo a scattare le foto! Ah ah! &lt;br /&gt;Il Galeone è un’esprienza da fare, una cosa da capottarsi! Sul Galeone anche Moby Dick si diverte, e se lo dice lei... buon arrembaggio a tutti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moral dea favoea: ogni occasione è giusta per fare festa, se ben servita meglio!&lt;br /&gt;Moral dea Moral dea favoea: No ste far progetti per il 2008 tanto queo che succede, succede! E non cominciare con “è tempo di bilanci” che tanto ora de a beroea no xe più vero niente! Dai!&lt;br /&gt;Moral de tutte ee morai de tutte ee favoe e fiabe comprese: Deghe fisso e pensè al sol, tutto cambia!&lt;br /&gt;Moral Moralis: l’importante è non avere una morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah...Buon 2008! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-1672575799866443965?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1672575799866443965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1672575799866443965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2008/01/i-bilanci-dellano-inteso-come-unit-di.html' title='I bilanci dell’ano (inteso come unità di tempo veneta)'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-5161032995896048300</id><published>2007-12-16T12:16:00.000+01:00</published><updated>2007-12-16T12:18:00.117+01:00</updated><title type='text'>Traduzioni sbagliate</title><content type='html'>“Il luogo di Fotolog è temporaneamente giù. La squadra è dura sul lavoro da riportarlo. Usi nel frattempo, prego questa occasione andare all'esterno e prendere alcune immagini - aspettiamo con impazienza di vederle.”&lt;br /&gt;Internet a volte non lo capisco... Questo è il frutto di una traduzione sbagliata, una cosa meccanica senza senso senza meta. Una traduzione sbagliata a volte di impedisce di vedere correttamente le cose... una traduzione sbagliata... parole sbaglite che acquistano sensi rovesci, che invertono le situazioni, che mettono l’ordine del tempo o troppo avanti o troppo indietro.&lt;br /&gt;I cambiamenti fanno sempre bene, ci fanno scoprire il gusto dell’imprevedibilità della vita, per pochi attimi ci fanno sentire l’odore del mistero, il piacere dello sconosciuto e del “e adesso cosa succede?” ... Già quel piccolo ignoto quotidiano che ci fa paura, che lo allontaniamo calciando forte con la routine, ma che ritorna come un gatto affamato alla sua ciotola.&lt;br /&gt;Eh si! Capitano anche a me i cambiamenti: per un pò ho cambiato lavoro... E’ come spostare un pò la rotta: pochi gradi all’inizio, ma verso l’infinito quanto continueranno a divergere dalla rotta iniziale? E’ questo il bello del cambiare: è il divergere sapendo che dall’altra parte c’è quello che avresti fatto comunque o per un “per sempre” abbastanza lungo. Le cose improvvise non succedono, cadono quando devono come le foglie in autunno. Nuovo lavoro, nuovo tutto, nuovo entusiasmo, c’è chi lo apprezza e chi non lo capisce. Forse c’è qualcuno che non lo capisce, ma le cose quando succedono a noi, succedono a noi, proprio a noi e solo noi possiamo darci una buona chiave di lettura, le persone che ci stanno attorno lo possono, forse, immagianare, ma non capire per il semplice fatto che non lo vivono.&lt;br /&gt;Giusto l’altra sera sono uscito con un compagno d’avventure, Ale, un personaggio che è proprio personaggio! Questo scapestrato, questa viscera insoddisfatta dell’inferno alla fine... stà diventando papà e ne è felice! L’ultima persona su cui scommetti è sempre quella che ti lascia esterefatto... che figata la vita! E’ l’attesa di un qualcosa che alcuni chiamano destino, se ci credono o lo giustificano non lo capisco, che ti fermare un attimo e... ti fa pensare. Momenti che sembrano vuoti, diventano fitti di parole, di idee, di valutazioni, di cose che “a questo me lo ricordo” e poi vanno nel buio perchè qualcosa ci ha distratto, qualcosa ci porta via da quei momenti magici di vuoto e solitudine con se stessi. &lt;br /&gt;E io tutta la sera a cercare di capire cosa gli succedeva, come viveva la vita in questo momento di cambiamento di rivoluzione, più volte gli ho chiesto “Ma cosa pensi? Ma cosa ti viene da fare? Ma come lo vivi?” e lui... e lui... sorrideva e guardava lontano, lanciavi sguardi tra le geometrie di Venezia, lasciava cadere le parole nella pioggia, lasciava andare tutto con un sorriso, di una persona felice.&lt;br /&gt;“Sai, non ci sono parole per spiegarlo, quando senti che le cose avvengono in modo naturale, quando tutto segue un tutto naturale, quando capisci che doveva succedere e che è stato, ecco questo è essere felici”.&lt;br /&gt;Mi chiedo ancora se mi ha detto queste cose solo per dirmi qualcosa o solo per giocare con le parole come piace a lui, solo per prendermi in giro un pò... Ma quando lo diceva aveva quell’aria così concreta, che stava così bene, che se anche ha detto parole senza un senso apparente era il come lo diceva che ha detto tutto.&lt;br /&gt;E questa non è una traduzione sbagliata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-5161032995896048300?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5161032995896048300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5161032995896048300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2007/12/traduzioni-sbagliate.html' title='Traduzioni sbagliate'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-857317620113987717</id><published>2007-10-29T08:54:00.000+01:00</published><updated>2007-10-29T08:58:26.850+01:00</updated><title type='text'>Hugo - L'uomo che ride</title><content type='html'>Solidità delle cose fragili&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il destino ci tende talvolta da bere un bicchiere di follia. Una mano esce da una nube e ci offre all'improvviso l'oscura coppa che contiene l'ebbrezza sconosciuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;pg 465 ed. Mondadori Classici (442)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-857317620113987717?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/857317620113987717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/857317620113987717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2007/10/hugo-luomo-che-ride.html' title='Hugo - L&apos;uomo che ride'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-45011844263121784</id><published>2007-10-29T08:45:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T05:06:38.748+01:00</updated><title type='text'>La felicità nella socialità</title><content type='html'>Già, questa è stata una frase ricorrente sabato sera e precisamente parte tutto così...&lt;br /&gt;Tuu... tuuu... tuuu&lt;br /&gt;“Pronto Pippo, scusa se te disturbo a lavoro... te discturbo?”&lt;br /&gt;“Ma Dio xxx, ma ti xe golxxxon? Ma come tutte e ore che te pol ciamarme te me ciami a ste ore? dime!”&lt;br /&gt;“Scusa Pippo voevo soeo saver se sabo se vedemo... O no?”&lt;br /&gt;“Si... ma....”&lt;br /&gt;“A che ora te ciamo?”&lt;br /&gt;“Alle 20 e cinquanta”&lt;br /&gt;“Ok, ciao Pippo, scusa ciao!”&lt;br /&gt;Metto giù e inserisco il promemoria “tel pippo 20 e 50”... Ma che cazzo di ora è 20 e 50? Solo lui può darmi ‘sti orari.&lt;br /&gt;Passano i giorni più velocemente dei minuti di felicità, diluvia per altri due e sabato... torna a splendere il sole timido, questo è un buon presagio. Mi sentivo come i primi condottieri che dirigevano le loro barche verso oriente, carichi di buone venture e la stiva vuota per tornare con le stive piene di profumi e tesori preziosi e la mente sollevata, vuota dal buon esito del viaggio. Mi sentivo sulla riva del molo a scrutare l’orizzonte, con un piede su una bitta, un paio di gabbiani che cantavano stonati i loro discorsi e quel venticello che spira sempre dolce e sensibile, come nei film quando si vuol far capire che le cose cambiano verso un dopo esaltante, quel venticello che ti porta lontano. E mi trovo d’improvviso sulla motonave delle 17.30 direzione Lido... Silenzio... e poi dal lontano il mesto galoppare sempre più insistente. E’ un rumore che non confondo.  Diligentemente mi metto con l’orecchio a terra per sentire meglio: si è il loro galoppo. E in un istante sono coinvolto da 150 quadrupedi preceduti dalla polvere asciutta che solo l’asfalto del lungomare può fare. &lt;br /&gt;“OOOOOOOOOiiiiihhhOOOOOO” Una voce imperante ferma in un attimo i 150 cavalli, una figura nera si staglia dalla sella e mi porge una fiaschetta in acciaio.&lt;br /&gt;Sul dorso leggo una targhetta “Made in Geox”, stappo e bevo un sorsata di quel fuoco mal distillato.&lt;br /&gt;“Ehi Gringo, salta su” mi fa quella voce rotta dalle troppe sigarette.&lt;br /&gt;Mi metto a posto il cappello impolverato e salto dietro in sella con lui, ora il deserto d’asfalto non mi fa più paura c’è Pippo Berto con me.&lt;br /&gt;“Ciao vecchio, come va?”&lt;br /&gt;“Ben Pippo! Na bomba”&lt;br /&gt;“Dove ‘ndemo?”&lt;br /&gt;“Andiamo a cercare la felicità nella socialità”. La risposta è sempre nelle domande.&lt;br /&gt;Rimango sempre un po’ esterefatto dalle uscite di Pippo, ma anche se all’inizio ci sorrido perchè lui me le pone un po’ in maniera poco seria, sono sempre il frutto di qualche approfondita - e degna di interesse - sega mentale.&lt;br /&gt;“E che caxxo vol dir?”&lt;br /&gt;“Eh... la socialità contiene la felicità. La felicità è nella socialità. Cercare persone, trovarle, parlargli, condividere, questa è felicità. Significa conoscere le persone, creare legami linguistici e semantici indissolubili, approfondire non lasciare tutto al faceto e superficiale. Cercare la felicità ci fa stare tutti bene, ma soprattutto è il cercarla che ci rende felici non è l’esserlo alla fine. Questo entusiasmo trasmesso agli altri porta alla creazione di socialità, dunque di felicità”&lt;br /&gt;Che belle parole... ma cosa contengono? Felicità o socialità? Tutte e due? Dopo questa esclamazione contavo già 5 birre sul nostro passato, che siano loro l’origine oscura della socialità?&lt;br /&gt;E voi cosa dite? che la felicità sia nella socialità oppure no?&lt;br /&gt;Poco dopo siamo già a Mirano per incontrarci con il dio dei passeggini Chicco: CJ Litl’ Fissera! Abbracci a profusione, bestemmie alla lavanda e al profumo di rose, che felicità: si è proprio nella socialità che si trova la felicità!&lt;br /&gt;Inutile dire che siamo passati con un aratro sul passato e giù a raccontarci dei tempi dell’appartamento e via, solo ricordi. &lt;br /&gt;Questi momenti un pò mi mettono a disagio, caxxo, ci troviamo per sapere come va e poi sempre a parlare di quella fetta intensa del passato universitario (senza contare che ci stò andando ancora all’università!- nds) e sbotto:&lt;br /&gt;“Ma perchè quando ci ritroviamo parliamo sempre del “o fioi che figada l’appartamento e quante roste gavemo ciapà” invece di dirci come ci va ora, come siamo nel presente, come lo viviamo?”&lt;br /&gt;E Cj con il suo stile serafico e liscio alla bluesman mi risponde:&lt;br /&gt;“E’ naturale parlare del passato quando ci si incontra, poi dopo un pò si parla del futuro”&lt;br /&gt;Silenzio. Sorseggio la birra e per un attimo mi allontano dalla socialità – dunque dalla felicità? Mah! – e come al solito mi butta li la frase ad effetto. Decido di lasciare posto alla birra e convengo con me stesso che ha ragione. No?&lt;br /&gt;Decidiamo per  una pizza low cost ma il posto era così low cost che di sabato era chiuso... Troppo figo! Zianigo non perdona e allora CJ ha sgusciato il suo asso nella manica e ha detto “Ci penso io” e c’ha portato in un locale talmente modern-underground che si spacciava per un rustico tutto da godere. La pizza era una cannonata e stranamente Pippo non ha ordinato una delle sue schifo- pizza ma si è tenuto sul mediamente umano, grande! Si vede che eravamo in trasferta, anch’io ho voluto far bella figura, non volevamo farci riconoscere! Abbiamo lasciato passare qualche altra birretta facendo finta di niente e ci siamo trovati ad un bowling mai visto, credo fosse a Mirano e giù a far merdon! Pippo ha schiodato tutto il parquet, io intonavo a gran voce “Canaletta!” o “Noi vogliamo la canaletta, noi vogliamo la canaletta!” in pratica su tutte le piste si sentiva che c’eravamo solo noi, che vaido! Cj ha accordato la palla da bowling come una ibanez e giù ad infilare strike come fosse swing, io sono andato mezzo di merda mezzo bene.&lt;br /&gt;Ad un tratto arrivano le due e  Pippo and I ci svegliamo da un sogno: merda! dobbiamo prendere il Ferryboat o non si arriva più a casa! Presto la “nostra” 150 hp si trasformerà in una zucca! Ci fondiamo in abbracci tutti e tre come amanti sinceri e ci battezziamo con un sacco di “Alla prossima fioi!”. Smettiamo di trattenere il respiro e finalmente, sorridenti ed ebeti come bambini in culla, arriviamo al Ferry. Scivoliamo nel sonno come il Ferry nelle acque veneziane silenziose e torbide... Arriviamo al Lido e Pippo mi aspetta finché arriva il battello. Lo saluto sperando già nella prossima volta, nella prossima uscita.&lt;br /&gt;Arrivo alla 4.15, poco sonno ma tanta socialità e tanta felicità.&lt;br /&gt;P.s: “CANALETTA!”&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/RyWQcOx0ZKI/AAAAAAAAAAo/yjw1C3QNX4c/s1600-h/Arte(1598).jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/RyWQcOx0ZKI/AAAAAAAAAAo/yjw1C3QNX4c/s320/Arte(1598).jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126662565508965538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-45011844263121784?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/45011844263121784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/45011844263121784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2007/10/la-felicit-nella-socilit.html' title='La felicità nella socialità'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_jh_vbeRDASw/RyWQcOx0ZKI/AAAAAAAAAAo/yjw1C3QNX4c/s72-c/Arte(1598).jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-9108015342366350171</id><published>2007-07-25T09:45:00.000+02:00</published><updated>2007-07-25T09:48:51.695+02:00</updated><title type='text'>Corro</title><content type='html'>Non ce la faccio più, mi manca il fiato, le gambe sono pesanti, corro per inerzia e mi sono ancora alle costole. Corro nel buio mentre i rami continuano a tagliarmi la faccia, qualcuno si spezza e le poche foglie mi accarezzano come rasoi, ma continuo: più corro e più posso sperare nella salvezza. Quei maledetti se ne sono accorti, qualcuno ha parlato.&lt;br /&gt;Corro... Corro... il fiato è sempre più corto, comincio ad ansimare. Non avevo tenuto conto che ero rimasto legato per troppo tempo, pensavo solo a scappare, fuggivo come un cerbiatto zoppo ed impaurito. Una fottuta corsa cieca, inspiro più aria che posso e continuo a correre. Sento l’abbaiare dei cani in lontananza, presto saranno qui. Merda, hanno mollato i cani! Corro... Corro.&lt;br /&gt;Non posso pensare che è finita, se mollo sono già morto, ma il dolore alle gambe, la paura che mi taglia il fiato mi ricordano che sono ancora vivo...  e corro. Cominciano a sparare in aria, uno, due, tre forse quattro volte, un po’ di distanza l’ho messa, ma se mollo adesso è tutto finito, i cani sembrano un po’ più vicini, forse mi hanno fiutato, maledetti!&lt;br /&gt;Le forze cominciano a mancare, sono senza saliva, mi sento in bocca la sensazione della paura ed è forse solo questa che mi spinge a correre, più veloce, più veloce! Ci sono dei colpi di fucile più vicini: qualcuno di loro è molto vicino, significa che già al fiume, corro e cerco di non pensare. Corro, corro. Ormai sto’ rantolando, l’aria entra a fatica nei polmoni: provo a respirare col naso per cercare di calmare l’ansia, ma nulla da fare, non mi resta che continuare a correre: e io corro.&lt;br /&gt;Sento delle voci vicine, oh no! Sono qui! Corro, corro mentre l’unico rumore che sento è quello del mio cuore: un tamburo impazzito che copre tutti i rumori che mi stanno attorno. Non smetto, corro.&lt;br /&gt;In lontananza il fiume riverbera sommesso... si, ma a che altezza sono? il campo era tra le montagne e durante la notte li sentivo parlare di “scendi verso est per evitare il precipizio”, ma verso che direzione stavo correndo? Ricordo che da dove mi tenevano legato vedevo tramontare il sole... poco come indizio... ma ora non me ne fotte un caxxo, devo correre. Il panico attanaglia e sento il fiume sempre più vicino.&lt;br /&gt;“Adelante! Adelante!” li sento vicinissimo: sparano. I cani abbaiano, non capisco se mi vedono e se un gruppo di loro era in osservazione o stavano scendendo, non capisco nulla: sento solo il fiume che borbotta oltre il cuore. Il borbottio è sempre più intenso, ci sono, sono al fiume!&lt;br /&gt;Le voci si sono allontanate, ma devo averli schivati di un trenta metri, il frastuono del fiume mi ha salvato. Rallento e cerco di riprendere fiato, sputo e mi guardo in torno nascondendomi alla meglio. Il fiume è vicino, forse se mi metto a nuoto ce la faccio... non conosco la corrente, non conosco com’è, ma tra la morte sicura di quei maledetti messicani e la morte probabile del fiume... scelgo il fiume. &lt;br /&gt;Devono essersi allontanati, mi tasto il viso e le mani mi si macchiano di sangue, ne sento l’odore ferroso cerco di inspirare e calmarmi, vedo quasi la salvezza, ma finchè non metto un centinaio di miglia tra me e loro non sono salvo, nuoto solo in una merda un pò meno liquida.&lt;br /&gt;Rami spezzati. Spalanco gli occhi, trattengo il fiato, ma ancora il martellare del cuore copre tutto. Mi stendo piano a terra, cerco di appiattirmi il più possibile. Le mani mi dicono che c’è terra battuta: un sentiero che scende... scende verso il fiume, ora riesco ad individuare da dove viene e dal rumore non manca molto. Rami spezzati: qualcuno o qualcosa si stà avvicinando. Striscio lentamente verso la parte che scende, con piccoli intervalli di 5 secondi. Tilulu shhh... il rumore di una radio a non più di qualche metro. C’è qualcuno, forse non mi vede, quindi non mi resta che puntare sul fattore sorpresa. Sono troppo stanco per affrontarlo e da quel poco che li ho visti sono tutti tipi molto tosti da battere. Scruto nell’oscurità e intravedo dei riflessi: è il fiume che gorgoglia placido...  forse con uno scatto folle riuscirei a raggiungerlo. Sono steso sulla pancia, dovrei alzarmi lentamente, ma questo lo favorirebbe e se fosse armato? Shhhc... Tilulù... E’ qui vicino ma il fiume e la paura mescolano assieme disordinati, e non riesco a capire dov’è... Distinguo chiaramente il caricare di un fucile: è armato. Lo sento parlare sottovoce e capisco solo un “nada” e un “hombre” mentre la sua voce sembra allontanarsi. Ora o mai più: ritrovo le ultime forze e scatto in piedi correndo verso il fiume, il sentiero diventa sconnesso e la pendenza aumenta vertiginosamente, arrivo sempre più vicino al fiume quando ormai lo slancio che ho nelle gambe unito alla pendenza del sentiero mi impedisco di fermarmi e solo in quel memento capisco dove sono: al precipizio che porta al fiume.&lt;br /&gt;Sento un “matalo Josè! matalo!”, cominciano a sparare e  mi lancio in un tuffo buio verso il fiume, sperando di trovarne le profondità necessarie per non morire sfracellato sui sassi. Capisco dalle voci e dal rumore dei fucili che erano in almeno tre persone, ma in quel momento mi interessava solo il fiume, sperando che fosse li ad attendermi in un dolce abbraccio liquido.&lt;br /&gt;Sentii il vuoto, una sensazione di volo e sempre più vicino all’acqua: interminabili secondi che portavano via la mia vita alle mie paure. Una raffica di pallottole mi sfiora la schiena, sento bruciare. Chiudo gli occhi. Buio.&lt;br /&gt;Sono le 7.30. Pronto per iniziare un’altra giornata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-9108015342366350171?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/9108015342366350171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/9108015342366350171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2007/07/corro.html' title='Corro'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-7494160954491429436</id><published>2007-07-12T08:16:00.000+02:00</published><updated>2007-07-12T08:25:13.109+02:00</updated><title type='text'>Riflessione</title><content type='html'>Quando ti senti vecchio, quando ti sembra che le speranze diventino di un colore viola, quando le persone che sono attorno a te vivono di una felicità che odora di limbo e distrazioni e che i tuoi inni alla gioventù sono agli sgoccioli, ti senti che devi fare un passo, ma in realtà hai solo voglia di correre verso il buio col sorriso in bocca.&lt;br /&gt;Quando le cose ti premono così forte che hai voglia di fottertene, questi, ovvero i momenti di decisione, sono equilibri che mettono a dura prova.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-7494160954491429436?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/7494160954491429436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/7494160954491429436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2007/07/riflessione.html' title='Riflessione'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-3875856785951633889</id><published>2007-07-12T08:13:00.000+02:00</published><updated>2007-07-12T08:15:56.711+02:00</updated><title type='text'>...</title><content type='html'>Muri di magnolie ammaliano&lt;br /&gt;come manti:&lt;br /&gt;muti ed ombrosi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-3875856785951633889?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/3875856785951633889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/3875856785951633889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2007/07/blog-post.html' title='...'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-6567526940070412444</id><published>2007-06-11T22:27:00.000+02:00</published><updated>2007-06-11T22:28:31.922+02:00</updated><title type='text'>Crack</title><content type='html'>“Già due giorni seduto intorno al freddo che cerco di compensare stanco, col caldo di fuori. Tutto suda. I corpi freddi sudano perchè è troppo caldo, i corpi caldi sudano perchè è troppo caldo.&lt;br /&gt;Impreco contro me stesso per un passato così vicino ed inesorabile che combacia con voluttà mentali senza senso, che non hanno il minimo ed invisibile legame del futuro, anzi dello sbilenco presente. Parlare per esempi esemplifica, ma si scivola decisi sempre nello suscettibile, nell’interpretare in maniera non corretta, se vi è una giusta via d’interpretazione.&lt;br /&gt;Inutile che ti metta a cercare il significato profondo di queste parole, sono solo maschere vestite a festa, che s’imbellettano in maniera sbagliata, che portano vestiti noiosi, che gesticolano con memorie vecchie e stantie. No, non la conosco la via d’uscita. &lt;br /&gt;Me ne stavo placido, con lo sguardo perso dolcemente sull’orizzonte del mare, cercando d’immaginarlo al tramonto, con i riflessi della luna, o appena dopo la pioggia, ma nulla di questo. Il sole verticale rendeva piatti tutti i movimenti, le persone sembravano muoversi come incollate in uno sfondo giallo e blu, stesi con pennellate decise e pesanti. Non c’erano oggetti che catturassero l’attenzione per forma o colore: la luce era talmente forte  che annullava tutto. Tutto sudava, si scioglieva, scompariva in minuscole macchie di colore e solo l’illusione, solo lei, donava nuova vita alla realtà.&lt;br /&gt;Il limite tra il reale ed il percepito diventava sempre più sottile tanto quanto la mia bocca diventava amara, mi lasciavo andare in un’espressione vaga e stanca tanto quanto capivo come sbagliare finché comparve, mesta e silente, la soluzione. Una soluzione solida e chiarificatrice: la soluzione dell’azione è non reazione all’azione stessa.&lt;br /&gt;Tutte queste zeta, tutte queste zeta, non me ne è mai piaciuto il suono tagliente.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste erano le ultime righe che Emily aveva trovato scritte, prima di non vederlo più. Piangeva da così tanto tempo che ormai le sue lacrime erano sparite per lasciar posto solo ad espressioni tristi, arrabbiate, ma fondamentalmente sconfitte. Ancora una volta aveva deciso lui, senza chiedere. Libero di scegliere la sua vita, ma in due le decisioni hanno sempre metà prezzo. Continuava a leggere quel foglietto, che per le tante volte che l’aveva preso, piegato, riletto, accartocciato doveva stirarlo un po’ con la mano sulle gambe. Ogni volta che lo stirava un po’, quelle parole perdevano senso, un po’ alla volta diventavano solo lettere messe accanto une alle altre, così solo per ordine, non per senso. Ogni volta facevano meno male, diventavano una piccola e sorda abitudine... Ma in alcuni momenti d’ira avrebbe fatto briciole di quello stupido foglietto che le aveva portato tanta infelicità. Avrebbe urlato al mondo la sua solitudine, il suo sentirsi vuota, il suo sentirsi meno di tutto e infondo... di tutte.&lt;br /&gt;Qualche volta rideva della belle parole che intarsiava, di come riusciva a far crescere boschi dai fogli bianchi, da come la teneva legata ed attenta con delle semplici parole nere, scritte su un foglio bianco, a come quelle parole riempivano, lasciavano volare, inebriavano di profumi di primavera anche la stanza più fredda sotto il cielo d’inverno. &lt;br /&gt;Quando pensava a lui, pensava al vento, al cielo che si disegnava le nuvole sulla pancia, al momento in cui il sole scompare e ci appoggia una luna, solo per farci felici.&lt;br /&gt;Emily guardava fuori dal finestrino del bus: le nuvole correvano lente e dipingevano di grigio la città. Tutto sembrava piangere con lei, d’accordo con le sue ali spezzate, che avranno bisogno di tanto tempo prima che qualcuno impari a curargliele.&lt;br /&gt;Emily era stanca. Logora. Sfinita. Non aveva nemmeno voglia di pensare al sole. Guardò ancora fuori, con indifferenza, la stessa di quei giorni in cui era felice, solo ora un po’ troppo spenta. Un’altra fermata ed era arrivata.&lt;br /&gt;Avrebbe fatto solo le stesse cose di tutti i giorni, ma da oggi completamente sola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-6567526940070412444?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6567526940070412444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/6567526940070412444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2007/06/crack.html' title='Crack'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-5886523798832089946</id><published>2007-05-23T14:55:00.000+02:00</published><updated>2007-05-23T15:16:20.824+02:00</updated><title type='text'>Mamma mia so scandaeoso!</title><content type='html'>Ciao bea gente! ente... ente... ente... ente... Si sente l'eco? Me lo aspettavo... Già, c'è chi dice che chi aggiorna tutti i giorni non c'ha un caxxo da dire, beh nemmeno chi aggiorna una volta all'anno ce l'ha o no? eh eh. (risata stupida). Ma che ce devo fa? nun c'ho nulla da di! Come ogni anno tutto riprende la sua mistica, fragile, prevedibile e monotona ripetitività: arriva l'estate, con lei i crucchi, con loro il Carretto Charlie, con lui i gelati, le granite, le bestemmie per quelli che non si tolgono dal bagnasciuga mentre lavoro e bimbi spensierati che giocano alla seconda guerra mondiale schiantandosi in faccia palle di sabbia i cui schizzi finiscono in maniera tremendamente precisa e ovvia sul mio carretto... santa pazienza! Ormai ho il record di bestemmie e credo che Lui dall'alto si tappi le orecchie stufo della mia ignoranza e arronganza. Ma cosa ci devo fare se sfogano l'ira così bene? Ma che caxxo dico? Mah... Finalmente mi torna la mia abbronzatura da muratore che se mi vedono quelli del wwf mi prendono e mi mettono in mezzo ai panda finchè non cago bambu come una betoniera, finalmente torneranno i miei amici (e loro contano a manetta, lo devo dire!) che verranno a dissetarsi al mio carretto per poi tuffarsi felici e spensierati tra le onde del mare mentre ci sono 30 gradi all'ombra e io fingo indifferenza, finalmente avrò due lire in più e potrò godere di cocktail senza misura e cinquantelli a profusioni, annebbiandomi nel mio labirinto artificiale che mi ammorbidisce le responsabilità di tutti i giorni: un fottuto non- rifugio, però troppo goloso. Finalmente torna l'estate e chissà che sia un'estate migliore... dai venite a bere granite che mi compro il porsche (si, scala 1:24 però!)! Ahh... parlo tanto per dire una solo ed unica novità che mi occupa da ottobre fino adesso... Ho preso parte ad una compagnia teatrale... poca cosa... un pò di persone che ci provano a recitare, che si mettono alla prova a cui piace mettersi alla prova o forse che sono così fuori di melona da non rendersi conto cosa fanno... in poche parole ne vedremo i risultati il &lt;strong&gt;25 e 26 maggio al Cormorano h 21.00, il Teatro degli Stregatti presenterà L'ONOREVOLE CAMPODARSEGO una commedia in 4 atti di Libero Pilotto...&lt;/strong&gt; e tra gli attori ci sarò anch'io... vedremo cosa succederà... speremo ben!&lt;br /&gt;Finalmente arriva l'estate, ma caxxo avevo proprio voglia di buttar giù due righe! Vi amo infinito e speriamo di ridurre l'eco.&lt;br /&gt;Lucido&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-5886523798832089946?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5886523798832089946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5886523798832089946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2007/05/mamma-mia-so-scandaeoso.html' title='Mamma mia so scandaeoso!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-3991890388963367370</id><published>2007-04-28T09:13:00.000+02:00</published><updated>2007-04-28T09:16:38.846+02:00</updated><title type='text'>Bozzato ne ha fatta un'altra delle sue...</title><content type='html'>Nuovi traguardi, nuovi orizzonti, nuove scoperte. Solo Bozzato poteva varcare i confini della routine di internet e creare : http://www.flickr.com/photos/pocolucido/.&lt;br /&gt;Per i pochi avezzi al mio flog nulla di nuovo, solo che qui l'espressione è più completa! &lt;br /&gt;Ciao bei!&lt;br /&gt;L.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-3991890388963367370?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.flickr.com/photos/pocolucido/' title='Bozzato ne ha fatta un&apos;altra delle sue...'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/3991890388963367370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/3991890388963367370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2007/04/bozzato-ne-ha-fatta-unaltra-delle-sue.html' title='Bozzato ne ha fatta un&apos;altra delle sue...'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-5576542144378376520</id><published>2007-03-27T08:49:00.000+02:00</published><updated>2007-03-27T08:54:51.940+02:00</updated><title type='text'>Il bello di pensare ottimista.</title><content type='html'>Il bello di pensare ottimista è solo un modo di autocullarsi, di convincersi che quello che fai abbia qualcosa di utile, qualcosa di sensato. Guardi indietro cosa hai fatto e anche se realizzi che in raeltà non hai fatto un caxxo, la vita è bella veramente, la vita prende quel profumo fresco di bucato appena fatto, un ventaglio d'energia di sfiora tutto il corpo e stai bene. E' forse questo il modo per essere ottimisti? Il convincersi che tutto quello che ti succede sia fico e quando ti va di merda... sia fico lo stesso? mah.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-5576542144378376520?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5576542144378376520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5576542144378376520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2007/03/il-bello-di-pensare-ottimista.html' title='Il bello di pensare ottimista.'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-2897193999353561678</id><published>2007-03-26T00:51:00.000+02:00</published><updated>2007-03-26T00:52:08.059+02:00</updated><title type='text'>Phoon</title><content type='html'>Mi stavo asciugando i capelli quando mi sono accorto d’essere tra le onde dei caraibi, cristalline e dense, mentre compivo mirabolanti evoluzioni con i nuovi sci d’acqua: degli sci che la Building ci dava da testare  prima della stagione delle gare e per fare la solita e buona fottuttissima pubblicità. Ah, l’anima del commercio la solita merda fritta!&lt;br /&gt;Questo modello l’avevano chiamato “Red Devils” e devo dire che quei diavolacci sembravano ragalati dall’Olimpo, così docili sulle onde che sembravano oliati, così precisi da usare nelle figure che sembravano fatti proprio in inferno, perdio! Li sentivo languidi e dolci come le fusa di un gatto in calore. Mi sentivo particolarmente in forma, il ginocchio era tornato apposto, la giornata splendida e il motoscafo di Julio teneva ancora, anche se già immaginavo che prima di fine giornata saremo tornati a remi, non voleva cambiarla quella batteria, lui usava solo quelle messicane: gli Yankee non facevano per lui.&lt;br /&gt;Il vento caldissimo mi asciugava i capelli e l’acqua guizzava ribelle dopo i miei trick, Julio appoggiava la pancia tra sedile e volante e lavorava come un maniscalco impazzito sulla leva di accellerazione, occhiali neri sempre addosso, mezzo sorriso in bocca tappato da quell’havana infinito, stretto in una delle sue solite camicie a fiori, si divertiva a vedermi attaccato alla corda, d’altronde era convinto che  non fossi capace a domare le onde.&lt;br /&gt;Ma io me ne fotto di Julio, tanto poi sarà il primo ad offrire da bere.&lt;br /&gt;Poi pensai alla parola “strano”. Ascoltai il suono che produce quando la pensi, alla esse, alla t e alla erre, che assieme fanno quel rumore.&lt;br /&gt;Spensi il phoon e uscii dal bagno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-2897193999353561678?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/2897193999353561678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/2897193999353561678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2007/03/phoon.html' title='Phoon'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-4705954311531586858</id><published>2007-03-22T08:16:00.000+01:00</published><updated>2007-03-22T08:17:46.093+01:00</updated><title type='text'>gALLegGIAM&amp;nTo</title><content type='html'>E lasciarsi trasportare da onde che fanno sentire il loro senso liquido ed infinito ma che tagliano come rasoi, aspre ed acide come svegliarsi da un incubo.&lt;br /&gt;L’acqua sostiene fa galleggiare, trasporta tutti per mano come una madre premurosa, ma che inghiotte e fa scomparire se vuole, mentre tutti gli altri galleggiano felici e noncuranti.&lt;br /&gt;Il galleggiamento conserva emozioni ancestrali: come essere sostenuti da una folla di uomini non visibili che ti sollevano e ti portano in gloria, quasi ad essere lanciati con prepotenza verso la volta celeste, come essere innalzati all’infinito, al pubblico delirio.&lt;br /&gt;Ma alzarsi verso il cielo è anche staccarsi da terra, staccarsi da quell’insieme di comportamenti umani, mondi di personalità, come allontanarsi da viscere morte e putride per galleggiare nel nulla, e si torna a galleggiare nell’aria, galleggiamento senza peso. galleggiare ricorda il volo.&lt;br /&gt;Non sentire il peso è non sentire la propria fisicità, e non sentire la propria fisicità rompe i limiti, si stacca dal materiale ed evince il mentale.&lt;br /&gt;Il galleggiare dei pensieri porta alle idee, perchè galleggiare è non avere direzione, se si galleggia si è trasportati verso posti, punti o luoghi che non abbiamo deciso di raggiungere.&lt;br /&gt;La non decisione comporta angosce e l’ignoto eccita e risveglia emozioni ancestrali.&lt;br /&gt;Galleggiare è come essere su un qualcosa di solido che non esiste.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-4705954311531586858?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4705954311531586858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4705954311531586858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2007/03/galleggiam.html' title='gALLegGIAM&amp;nTo'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-4029141155192914242</id><published>2007-03-15T08:22:00.000+01:00</published><updated>2007-03-15T08:36:07.642+01:00</updated><title type='text'>Lati Lunghi, Lati Corti.</title><content type='html'>Il lato corto dell'indisponibilità non concede spazi allo sconosciuto, ma può solo provocare dolori, lontananze, incomprensioni per certi versi inutili. L'indisponibilità, di qualsiasi tipo e forma, blocca come una parete inscalfibile la possibilità di creare catene conoscitive e cognitive di qualsiasi tipo e grado. Occludersi, limitarsi al pensare in maniera univoca e a senso unico allontana velocemente qualsiasi possibilità di esperienza che possa permetterci di diventare preziosi puzzle multicolore, ci impediscedi costruire un passato che divenga vario e che per la sua varietà c'insegni, puntando a costruire mattone su mattone lentamente e completamente. Ogni pietra ha il suo significato, ogni pietra è l'esempio perfetto in cui trovare un significante che ci torni utile.&lt;br /&gt;Ragionare a senso unico non è sempre sinonimo di integrità morale, di metro di misura rispetto ad altri individui o per altri individui, ma può trasformarsi velocemente, e in maniera orripilante, in uno sciatto modo di valutare cosa ci succede ogni giorno. Se si rimane sciatti si muore oppressi da gelosie, si rimane in ascolto di lamenti della nostra anima senza lasciar schiudere i fiori della felicità che essa può far nascere.&lt;br /&gt;Trovare i giusti modi di comportamento, di fare, parole che calchino perfettamente i nostri pensieri è cosa assai difficile, ma credo, che riamanere legati e schiavi dei propri fantasmi non aiuti certo ad accrescere forte e sicuro il nostro lato lungo della disponibilità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-4029141155192914242?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4029141155192914242'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/4029141155192914242'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2007/03/lati-lunghi-lati-corti.html' title='Lati Lunghi, Lati Corti.'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-5361705656532687993</id><published>2007-02-06T23:36:00.000+01:00</published><updated>2007-02-06T23:39:20.178+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eiaculazione cumshot sabato sera mary cortometraggio'/><title type='text'>Motonave ore 9.00</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Motonave ore 9.00, domenica mattina. Mi muovo lento come se passassi attraverso il tempo in modo viscoso. Il sole scalda tiepido e senza fretta dal guscio dei sogni notturni. Sono lentissimo a pensare, ogni reazione avviene giorni dopo e divento un perfetto osservatore, come intravedere un fondale attraverso l’acqua: il riflesso ti distrae e ti porta alla superficie dell’acqua ma se spremi gli occhi vedi cosa c’è sotto e i contorni diventano pian piano sempre più nitidi e dettagliati. Memorizzo a fotografie e il mondo mi appare fantastico.&lt;br /&gt;Per fortuna che ho riposato  ben 4 ore e mezza, altrimenti sarei uno straccio... Sorrido se penso a ieri sera: Jp, Tony, Pei, Izio, Nico ed io in uscita... ma quanto casso gavemo ridesto? Massa! Già la partenza dalla Domus è stata potente: tra un pausa e l’altra il Tony e Jp ci hanno raccontato inenarrabili episodi de “Ae Case”, il posto della loro infanzia, dei condomini un pò strani, di gente che fa cose inpensabili, storie tanto strane e buffe che ormai hanno l’aria del mito... Robe da scompisciarsi dal ridere: el Baltassi con lo skate fatto in casa e il tipo de “Go sangue sui coioni”, uno che cade da dieci metri d’altezza rompendo rami nella caduta, la gente lo crede morto e lui si rialza correndo mentre chiede “Acqua pa e ortighe”, una donna voleva suicidarsi e sono arrivati i pompieri che le hanno bloccato le finestre e gonfiato il materassone, quando si costruirono la rampa da skate “prendendo in prestito qualcosina” dal cantiere vicino, quando un tipo si è messo a nuotare con maschera e boccaglio, quando un tipo saltando un fosso con la bici e vedendo che non ce la faceva più si è allungato tempestivamente in volo verso un ramo sporgente di un albero ed è rimasto appeso mentre la bici cade in acqua (credo che nemmeno Jeeg sia capace di tanto!), quanto il Tony ha saltato una siepe con i roller e il Mandi, sentitosi colpito nell’orgoglio, ha accettato la sfida e si è scartavetrato al suolo, quando si costruivano le barche di legno e poi per gelosie se le bruciavano a vicenda, quando facevano ridere un tipo  affinché si pisciasse addosso, quando prendevano le botte dai ragazzi più grandi e basta, quando per uccidere un ragno hanno sbadatamente incendiato un campo di sterpaglie e ancora pompieri e tutto... Insomma bravi ragazzi che facevano cazzate, ma che lo facevano perchè graffiavano il mondo, non avendo nulla e sopravviveva il più forte, il più cattivo o il più veloce a scappare.&lt;br /&gt;Sembra che esageri, non stò parlando di Coney Island anche se sembra Cavallino Littoral, ma fermatevi una sera con loro e c’è da ridere a manetta! Forse è raccontare queste cose che ci fa sentire adulti.&lt;br /&gt;Dalla Domus al Rosso di Sera, tappa veloce ed indolore fino al Gasoline (pron. Ghezzoline)... dove comincia la sagra della caraffa della birra. Jp fa “Vado tor e birre”. Noi aspettiamo e poco dopo torna con una caraffa a 5 bicchieri (il Nico fighetto era già col vodkalemon). Rimaniamo basiti davanti a tanta abbondanza e lui ci calma con un “Xe perchè se risparmia”. Noi non capiamo un cazzo ma siamo felici. Beviamo, brindiamo, ravaniamo un tavolo e giù di caraffe come piovesse, praticamente ero di spola tra il tavolo ed il bancone... il barista dopo un po’ capiva i gesti: gesto grande caraffa, gesto piccolo bicchiere vuoto. Sintonia. Sbagigiata assurda e letale mentre i fioi continuavano a snocciolare eventi.&lt;br /&gt;Stop. Fermiamo un attimo la scena e apriamo questo cortometraggio immaginario costruito sulla falsariga di una scena realmente accaduta:&lt;br /&gt;Titolo: CUMSHOT in SATURDAY NIGHT.&lt;br /&gt;Nico  nei panni del beffato e amico malndrino&lt;br /&gt;Nevio nei panni del beffatore e amico malandrino&lt;br /&gt;Jp nei panni del secondo beffatore e amico malandrino&lt;br /&gt;Tony nei panni di amico malandrino e spettatore della scena&lt;br /&gt;Pei nei panni di amico malandrino e spettatore della scena e ammiraglio di carnevale&lt;br /&gt;Izio nei panni di amico malandrino e spettatore della scena&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti chiacchierano allegramente, brusio del locale e dj set del momento.&lt;br /&gt;Ambiente: Ghezzoline, sabato sera,  solita gente ai soliti posti del pub.&lt;br /&gt;Un gruppo di sei ragazzi chiaccherano festanti attorno ad un tavolo del bar, bicchieri non completamenti pieni di birra e caraffa al centro del tavolo, sul cui fondo è rimasta solo una sottile linea di birra e un buon strato di schiuma, alto un centimetro circa, la cui consistenza ricorda... beh, si capisce. Uno di loro a cui daremo il nome di Nico distrae l’attenzione verso il proprio bicchiere per voltarsi a parlare con delle persone.&lt;br /&gt;Allo stesso tempo: gli amici malandrini vedono la bischerata e si scambiano un fulmineo sguardo d’intesa. Uno di loro, a cui daremo il nome di Nevio dice “A chi ghia demo sto fondo de caraffa... Oh, varda el Nico che ga xa bevuo mezo biccier” e l’altro amico, a cui daremo il nome di Jp, aiuta Nevio a versare il contenuto bianco e schiumoso della caraffa nel bicchiere dello sventurato Nico.&lt;br /&gt;Nel mentre Nevio e Jp imitano suoni e frasario tipico dei film porno come “MMMM... SSSIII.... MMMM... “ “OHHHH, YEAH” oppure “YEEAHHH, CUMMMMSSHOT”  “SUCK BITCH” o “SAY MY NAME”” “MMMMMMM”, Jp esclamerà più volte frasi colorite.&lt;br /&gt;Nico sentendo questi suoni beffardi e non in sintonia col brusio del locale si volta con una faccia molto sorpresa come a pensare “Che malandrini i miei amici, me l’hanno fatta”.&lt;br /&gt;Jp vedendo la faccia da saracinesca del Nico, che non gradiva la gag, lo incita con un “Facci un facial” e Nevio tempestivamente intinge il dito nella schiuma e lo schizza sul fronte disegnando un’eiaculazione di schiuma.&lt;br /&gt;Faccia stizzita del Nico, scrosci di risate degli amici malandrini spettatori della scena.&lt;br /&gt;Musica in sottofondo sempre dj set che sfuma fino al nero.&lt;br /&gt; (Riferimenti a cose, persone, luoghi, fatti, situazioni sono puramente casuali)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FINE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo ulteriori approdi di birre al nostro bancone si sentono i primi gorgogli intestinali si capisce subito che una ‘soppetta’ diventa necessaria e qualche savio pronuncia la frase chiudi serata: “’Ndemo magnar?”. Tappa al Mary’s Pus che darà filo da torcere ai cari “Ai Veoci” perchè finalmente i tost sembrano quasi veri e sono anche più veoci dei Veoci. Insomma, se no gavé premura feghe un salto.&lt;br /&gt;Ingoiato il toast, che alla fine lo mangi perchè ha il gusto di salsarosa, Jp ha guidato l’arca fino a casa tra le nebbie diradanti.&lt;br /&gt;Scendo in Centro (si, in Centro Ca’Savio, miga Manathan!): completamente anonimo.&lt;br /&gt;“Ciao Pei, ciao Jp” e me ne torno a casa, contento di avere gente che mi vuole bene.&lt;br /&gt;Venezia in questa domenica di sole sembra sorridere, sembra giovane e felice mentre si specchia vanitosa nei suoi riflessi e mi stiro pigro e caldo come un gatto che sonnecchia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-5361705656532687993?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5361705656532687993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5361705656532687993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2007/02/motonave-ore-900.html' title='Motonave ore 9.00'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-1814237335211843496</id><published>2007-01-31T00:09:00.000+01:00</published><updated>2007-01-31T00:26:20.983+01:00</updated><title type='text'>Geometrie Venexiane</title><content type='html'>E Lucido non aggiorna più!  E Lucido non aggiorna più! E Lucido non aggiorna più! E che volete che vi dica? Quello che era nato come un folle teatro d'intensa animazione/immaginazione ora si stende come una tabula rasa: il nulla! E' inutile cercare scarsi artifizi letterali per coinvolgere sinuose ed affascinanti sintassi per falsare umili significati, è inutile vestire la parole a bello se si forza la descrizione del vuoto. E che palle! Già ma se uno non c'ha mete, o è coinvolto dal quotidiano o s'avvolge di mesta noncuranza, cosa può fare? Lascio ai posteri giudizi ed obiezioni, ma giullarescamente inganno il tempo tessendo umile ed osservatore ciò che mi circonda e... mi sono innamorato di Venigia, la città, la dea sfatta  che vive di ricordi come una vecchia puttana ormai vaccinata all'uso insulso e senza amore del proprio corpo. Una città che dorme delle favole dei secoli, del mistero delle sue calli che intessono come vene quel corpo cadente, che con i suoi odori familiari fa amare ciò che ci allontana, che ci porta a farsi penetrare tenera in quelle membra dolci. Ah... passeggiavo e mi lasciavo raccontare ciò che era, cercandola con l'occhio fotografico per ricordi, all'inizio innocenti ed accedemici e poi per la passione di non dimenticarla e riviviere in quei bianco e nero le sue espressioni più lievi... di ponti, scorci, campi, di chiesa con le vesti da dama o da turca, di stili che raccontano il passare delle epoche.&lt;br /&gt;La luce, il tempo ed il sole le fanno cambiare carattere e si mostrano le sue ombre, i suoi riflessi nei canali, i denti bianchi dei marmi... Immacolato amore.&lt;br /&gt;Più avanti posterò qualche scorcio, proverò a farvela assaggiare... come preparare un piatto per un amico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-1814237335211843496?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1814237335211843496'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1814237335211843496'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2007/01/geometrie-venexiane.html' title='Geometrie Venexiane'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-1746078635957081277</id><published>2006-12-28T21:31:00.000+01:00</published><updated>2006-12-28T21:32:27.970+01:00</updated><title type='text'>Trentundodici</title><content type='html'>“E allora aggiorni ‘sto blog o no?” ... Che bello sentire questa frase! Peccato che quando non scrivo nulla è perchè non mi sento che devo dire nulla. Semplice. Questo “Arciere” è finito e se ne è andato come un raffreddore, un male di stagione. Il motivo l’ho capito bene, molto bene: molti si stupiscono per il fatto che sono bravo a mettere in fila le parole... Certo questo è un loro giudizio e lo rispetto (e mi fa/ mi da molto piacere, godimento, sottile come quando ti viene la pelle d’oca)  però la stoffa non ce l’ho. Sono troppo incostante, quando mi prendono i periodi di para, tutto perde colore, me ne esco con concentrati ti tristezza e falsa saggezza, che ad alcuni fanno pensare, ad altri solo ridere. Ah, dimenticavo: una persona che ha un blog non necessariamente si sente, o è uno scrittore... Grazie per quelli che mi “pensano” un po’ così... ma non è così, ve lo posso garantire. Nei primi mesi di post, ‘sto blog era una fottutissima novità e quando sono mosso da novità mi sento sbocciare in testa le idee, mi sento energico, frizzante ed attivo e sento il mio ego allargarsi... allargarsi... allargarsi... allargarsi... poi mi prendono le scadenze, i finti doveri da riempire, poi gli impegni, gli impegni che ti crei per non fare altri impegni e gli impegni che si sono creati per eludere finti impegni, che non t’impegnano e allora risolvi tutto sguazzando stanco in rete come un salmone senza speranze: in totale relax, tra la posta e i siti che ti sei segnato di darci un occhio (buontemponi: non uso internet per i porno, me li faccio passare, chiaro? sono un dottore ormai, devo salvare vite con un aeroplano e un bottiglione di averna, mica ho tempo per quelle futilità puerili tardo adolescenziali, io! tze tze!), per poi chiudere tutto e sentire la morosa o i tuoi amici. Poi ti arrivano serate come questa e dici: “Speta n’attimo che butto xò do paroe sul blog...” e ti ritrovi a scrivere, a buttar giù parole come sassi da una scarpata, come pietre da un’impalcatura, come gocce da una nuvola, come un innamorato delle lettere, delle consonanti, delle vocali, del suono che esse producono quando leggiamo in silenzio col pensiero... riusciamo a leggere in silenzio... magnifico... e mi trovo al solito punto: tra poco finisce l’anno. ansia. beh un altr’anno. ansia. beh quast’anno non mi agito. ansia. un pò di pancetta in più ma finite le feste la butto giù. ansia. che cazzo basta col cioccolato.. ma quale dei due? ansia. penso positivo: il nuovo anno mi porterà sicuramente nuove realtà. ansia. aspetta l’altr’anno a quest’ora... ansia. chissà che il prossimo anno mi porti... ansia. cosa faccio a capodanno? ansia. è capodanno ma per me è una serata qualunque. ansia. è una situazione di cambiamento. ansia. si ma cosa cambia? ansia. quest’anno prometto che non farò il fottutissimo bilancio tipo: cose buone e cattive del vecchio anno. ansia.&lt;br /&gt;Sempre quella è la risposta: ansia.&lt;br /&gt;Mi tocca per forza pensare tutto come un continuum: guardi il passato e lo racconti, lo definisci per anni, il futuro lo stesso, ma nelle vicinanze del 31/12 tutto assume un’idea di fine ultima, di enorme cambiamento, di impossibili ritorni... solo per l’ansia del tempo che passa.&lt;br /&gt;Ma a me non cambia nulla, mi basta passare il “mio” tempo con le persone a cui tengo, il resto viene dopo.&lt;br /&gt;Vorrei solo avere il tempo per tutte le cose che mi piacerebbe fare, tipo le adicolor al nico, tipo i cd a michael, tipo il sito che ho in testa, tipo un lavoro che mi dia sicurezza, tipo una casa, una famiglia ed un cane, tipo le mille cose che mi chiedono i miei, tipo avere più tempo per conoscere la fotografia, l’elaborazione video, l’elaborazione grafica, vedere o sentire tutte le persone che mi vengono in mente in questi giorni (in particolare!), quelle che non vedo e che non sento spesso, tipo un corso di lingua, anche due, magari anche un corso per pc, tipo un programmino che è da un po’ che ci stò dietro, tipo... tipo non allungo la lista perchè me ne stanno venendo in mente ancora altre e altre ancora... avere troppe idee alla fine ti frutta quanto averne nessuna.&lt;br /&gt;Alla fine non che abbia detto molto (sicuramente da una persona come me non ci si aspetta la verità in tasca, e vi capisco!), ma un sorriso in più mettetecelo quest’anno. Facciamoli questi progetti per il nuovo anno, illudendoci di mantenerli, solo per il gusto di trasgredirli, per il gusto di riproporceli il prossimo. Prendiamoci in giro, ci fa solo bene! A che cavolo serve tirare le somme, se la paranoia è vivere quello che non conosciamo? Il passato ci è noto e deve essere naturale che da quello s’impara.&lt;br /&gt;E’ sempre la solita storia, ogni anno. Capisco che la storia è fatta da cicli storici, ma basta con ‘sta ansia da fine anno! Godiamo del buono che c’è della vita, quello è tempo che non è mai rimpianto.&lt;br /&gt;Beh, gli auguri per un anno che sia come lo volete voi non ve li toglie nessuno, qualsiasi cosa ve la siete meritata, anche che il tempo segua i vostri progetti, anche che i vostri desideri si spoglino della fantasia.&lt;br /&gt;Felice vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lucido&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-1746078635957081277?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1746078635957081277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/1746078635957081277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2006/12/trentundodici.html' title='Trentundodici'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-3065205817809762216</id><published>2006-12-04T19:47:00.000+01:00</published><updated>2006-12-04T19:48:56.977+01:00</updated><title type='text'>strappo 7- L’Arciere</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;“Oggi è proprio una brutta giornata... oggi non va” mi disse.&lt;br /&gt;Scuro in volto e senza lumi vagava solitario ed errabondo come un assetato nel deserto... lontano e confuso tra pensieri/ visioni, in continui pensieri cangianti che lo occludevano alla realtà. Si appoggia la mano sulla fronte e si concentra, ma è di una nevrosi sommessa, che fruscia, che trattiene a freno.&lt;br /&gt;Troppe responsabilità gravano esili su quelle spalle da smilzo, e come le vive... da titano. Onorevole. Ma anche lui cambia, come tutti, solo che non lo vede, ma si percepisce. E’ mutazione naturale ed inarrestabile.&lt;br /&gt;“Ma cosa ti turba? Dai, passerà... le cose torneranno ad essere al loro posto” dissi.&lt;br /&gt;“Si, ma ricordo” disse.&lt;br /&gt;“Già... ti capisco” risposi.&lt;br /&gt;“No, non capisci” disse secco.&lt;br /&gt;Già non capivo, non riuscivo ad aiutarlo. Succede. E quando succede ti senti la persona più inutile di questa terra. Provi a stendere la mano, ma lui ti chiede soluzioni, tu non ne hai e bleffi insicuro con frasi fatte. Tristezza. Ma finché egli non prende coscienza di se stesso, nulla avrà senso, nessuno aiuto gli giungerà utile, nessuna parola gli farà vedere.&lt;br /&gt;“Dai, accetta le cose...” dissi speranzoso che gli dessero aiuto.&lt;br /&gt;Silenzio. Guarda in basso, fuori, cerca una via d’uscita, ma rimane immobile.&lt;br /&gt;Silenzio. Spengo e sbuffo.&lt;br /&gt;Silenzio. Silenzio. Silenzio.&lt;br /&gt;Silenzio. I rumori attorno a noi ripresero ad esistere. Si alzò.&lt;br /&gt;“Mai” esclamò alzando il dito medio davanti ai miei occhi.&lt;br /&gt;Guardai quel dito e sorrisi: aveva ancora molte possibilità. Aveva ancora molte frecce nella sua faretra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FINE&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-3065205817809762216?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/3065205817809762216'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/3065205817809762216'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2006/12/strappo-7-larciere.html' title='strappo 7- L’Arciere'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-864525171553658788</id><published>2006-11-14T01:28:00.000+01:00</published><updated>2006-11-14T01:30:06.677+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ritenta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laurea'/><title type='text'>strappo 6 - l'Arciere</title><content type='html'>“Scrivi qui sul plico, per favore” mi dice la segretaria. Scrivo nome-cognome-matricola-corso di laurea sulla busta bianca che contiene la copia cartacea della tesi.&lt;br /&gt;“Ecco: hai finito. Complimenti! Sei laureato” sorride e scompare nelle segrete della segreteria. Appoggio la penna sul portapenne, scarabocchiato dal buco mancato troppe volte, e le sue parole mi danno la stessa soddisfazione della scritta “RITENTA” sulle confezione delle merendine. Ma avrà mai vinto qualcosa qualcuno con le merendine?&lt;br /&gt;E giù a pensare alla notte prima: fino alle due di notte per aggiustare le correzioni della proff, con un maledetto ritardo olistico, ai mesi precedenti di ricerca, lettura di libri e siti internet, scleri per ottenere 147 pagine. 147 pagine pensate, scritte, copiate e rielaborate.&lt;br /&gt;La segretaria torna con il suo sorriso tatuato in faccia, mi comunica la data di proclamazione ma sono lontano, sono scivolato via.&lt;br /&gt;Saluto in silenzio i muri, i corridoi dove ho studiato, i bagni in cui ho rollato, il giardino dove ho fumato, gioculato, riso e gustato l’arrivare dell’estate con gente stupenda (stronzi a parte), l’aula internet, il portone pesante di legno, le anatre e la bicicletta arrugginita del brentelle, meggiato mobili, la panettiera, la vecchia mummia delle bomboniere, i pittori, tecnocasa, la pescheria (l’odore di pesce alle 8.50 di mattina è stata una prova di coraggio per anni), l’appartamento, la tabaccheria, il giornalaio, l’ex-usuraio, il ponte pedonale, il baretto, la fermata dell’autobus. Le ultime volte sono sempre maledette, ma assieme alle prime volte sono quelle che non dimentichi. Le ultime volte ti fanno pensare alle prime, quando tutto comincia e sembra insipido, anzi a volte senza gusto, perchè devi ancora viverle.&lt;br /&gt;La tensione post-laurea scende, le espressioni mi si sciolgono in faccia e mi gongolo nei bei ricordi... che tiepidi, i bei ricordi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-864525171553658788?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/864525171553658788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/864525171553658788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2006/11/strappo-6-larciere.html' title='strappo 6 - l&apos;Arciere'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-5169007244341842332</id><published>2006-11-05T20:56:00.000+01:00</published><updated>2006-11-05T20:58:03.463+01:00</updated><title type='text'>strappo 5- L'Arciere</title><content type='html'>Un giorno ero parecchio arrabbiato, sputavo sentenze al fulmicotone, senza ragionare vomitavo rabbia, già il mio ultimo dell’anno non era stato dei migliori. E lui li, ad ascoltarmi, senza salvare, mentre aspettava che la rabbia sciamasse, che mi sgonfiassi dal mio animo in pena per cose che sarebbero state inutili e passeggere. Come ogni volta che ci s’incazza d’altronde. Sorride mi passa il testimone e dopo due boccate, l’effetto e l’idea, piano piano mi rilassano, tagliano tutti i cavi in tensione e comincio a sentirmi libero.&lt;br /&gt;“La prossima volta mi metto ad urlare un bel ‘fanculo’ e gli mostro il dito!” alzando il dito medio davanti a lui.&lt;br /&gt;“Hai ragione... ma sai da cosa deriva il dito medio?” risponde lui, così dal niente, mettendo dentro un discorso solo per distrarmi.&lt;br /&gt;Lo guardo interrogativo, un po’ offeso, come se in realtà non mi stesse ascoltando e io stessi sfogando tutto al nulla, quella sensazione in cui sembra che nessuno ti ascolta mentre tu brami una vittima da torturare con le paranoie. “... No... “ rispondo.&lt;br /&gt;“Durante le invasioni barbariche, i romani contavano su un esercito molto ben organizzato ed in particolare vantano degli arcieri formidabili. Per scoccare una freccia usi le tre dita della mano, e quella centrale è una tra le più utili in questo caso. Questi fottutissimi barbari sai cosa facevano? Quando catturavano gli arcieri tagliavano loro il dito medio! Così non potevano più scoccar frecce. Ecco che se gli arcieri romani scampavano da qualche attacco barbaro, nella fuga, mostravano loro il dito medio per far loro capire che potevano ancora scoccare frecce, che non erano sconfitti, che avevano ancora qualche possibilità. Ecco com’era la storia... bello, no?”.&lt;br /&gt;“Eh... si...” rimango un po’ perplesso, ma ci credo: tutte le sue nozioni sono scientificamente provate.  “Beh... allora la prossima volta sarà un motivo di vanto in più!” dico ridendo chimico. E mi aveva fatto ridere, distrarre. Ormai mi ero sfogato, bastava così poco, ora potevo fare i conti col mio destino iterato e sentirmi pieno dell’essere ancora in equilibrio con me stesso, fino al prossimo traballare interno. Che strazio, eppure il dolceamaro della vita ha sempre un gusto così personale, così unico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-5169007244341842332?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5169007244341842332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/5169007244341842332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2006/11/strappo-5-larciere.html' title='strappo 5- L&apos;Arciere'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-8404182841351619153</id><published>2006-10-19T09:09:00.000+02:00</published><updated>2006-10-19T09:10:54.185+02:00</updated><title type='text'>strappo 4 -  L'Arciere</title><content type='html'>E poi d’improvviso passano gli anni, le amicizie si stringono strette e aderiscono ai giorni, ai fatti, alle cose che ti piacciono e non. Il tempo determina situazioni di convivenza, situazioni simili, situazioni dure, situazioni stupide, situazioni in cui non trovi il senso e quelle che possono fare rima solo con divertimento. Scoprii che aveva un sacco di cose da insegnarmi e forse mettevo davanti tutta la benevolenza da figlio unico che, senza possibilità di condivisione alcuna, scarica tutto sulle persone a cui vuole più bene. Questo è sempre stato il mio punto debole, questo è sempre stato il mio punto di rottura che diventava inevitabilmente punto d’errore. Che orrore, ma solo dopo si capiscono le cose, ed il “dopo” viene sempre preso poco in considerazione.&lt;br /&gt;Le belle serate passano sempre identiche, le ricordi sfocate, alcoliche e con una risata, quelle brutte muoiono in  un ricordo sbiadito il giorno dopo. Ecco un sera di quelle che sarebbero dovute morire in un ricordo sbiadito:&lt;br /&gt;“Ma che caxxo hai questa sera? Non ti diverti? Caxxo hai?” mi chiede.&lt;br /&gt;“Eh.. sono stanco” rispondo.&lt;br /&gt;“Ma che scusa è? Sei GIOVANE!!! Dovresti goderti tutti questi minuti di queste serate! Che caxxo! Mi dicevi, uscivo con gli altri!” risponde teso e troppo alcolico.&lt;br /&gt;Non c’avevo voglia di parlare, mi sentivo impacciato ed impedito, perdevo pian piano il mio smalto festaiolo e non sapevo come dirglielo. Avevo cercato tutta la sera di evitare l’argomento, parlando del più e del meno in modo vago e distratto affondando continuamente il naso in bicchieri di havana- cola. Troppi havana – cola portano al litgio, anche tra amici. L’alcool rosica le soglie del buon senso e ti estrae, preciso, i tuoi lati peggiori, quelli che lasci dietro ad una cortina tinta malva.&lt;br /&gt;Le sue ultime parole mi sfregiarono, come una sottile bruciatura, ma feci finta di non sentire, pensavo costantemente “E’ l’alcool che parla per lui. lo sai”.&lt;br /&gt;“Eh.. che mi stò stancando di essere così, non me ne frega più di essere così” rispondo, guardando in giro.&lt;br /&gt;“Ma vaffanculo! Dai che torniamo a casa, tanto qui non c’è più nulla da fare” lui capiva sempre al volo, sono sempre stato un libro aperto.&lt;br /&gt;L’alcool parlò anche per me, ed in modo abbastanza brutale, cosa insolita per me.&lt;br /&gt;“Ma vaffanculo tu! mi hai rotto con i tuoi scleri del caxxo! Basta! Se non c’ho voglia non c’ho voglia!  E portami a casa che domani mi alzo presto, mica dormo fino a mezzogiorno!”&lt;br /&gt;E poi solo il silenzio: era la prima volta che sentivo tutti i rumori... le portiere, l’accensione dell’auto, i finestrini abbassarsi. Non accese nemmeno lo stereo. Eravamo seduti nella stessa auto, ma era come essere a kilometri di distanza, troppi per due che andavano ad incastro.&lt;br /&gt;Preso dall’imbarazzo e da un’automatica mania comincio a rollare, per cercare di creare un contatto e per cercare di calmare l’onda alcolica che mi distraeva in continui zig- zag tra la realtà sfocata e la realtà immaginata. Il silenzio era l’unico rumore che sovrastava su tutto, appena appena il motore osava farsi sentire. Stavo quasi concludendo l’opera che lui mi prende il braccio destro e alza la voce dicendo: “carabinieri!”.&lt;br /&gt;Scarica di adrenalina che mi strappa dal mio immaginato, scossa elettrica lungo la schiena, mentre in  quei nano secondi avevo raccolto il tutto e lo stringevo nella mia mano, pronto al lancio.&lt;br /&gt;La pattuglia ci guarda, noi rimaniamo immobili come persone dipinte su un quadro. Attimi di tensione che quel, maledetto, silenzio sottolinea marcatamente. Passiamo quasi innocenti, quasi puri. Ci guardiamo, sorridiamo compiaciuti e, senza farlo notare l’un l’altro, tiriamo un sospiro di sollievo mentre ci rilassiamo sui sedili.&lt;br /&gt;Getto tutto fuori dal finestrino e ricomincio l’opera, lui accende lo stereo. Tutto torna alla normalità, avevamo ristabilito il contatto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-8404182841351619153?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/8404182841351619153'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/8404182841351619153'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2006/10/strappo-4-larciere.html' title='strappo 4 -  L&apos;Arciere'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-116021149073467819</id><published>2006-10-07T10:56:00.000+02:00</published><updated>2006-10-07T10:58:10.760+02:00</updated><title type='text'>Strappo 3 - L'Arciere</title><content type='html'>Poche sere dopo, mentre consumavo pensieroso la panchina fuori dalla sala giochi, aspettavo che succedesse qualcosa: la serata era calda ed immobile ed il silenzio era sottolineato da vrroom e vriim, di auto e motorini, che passavano in interminabili e reiterate vasche. A quell’età queste situazioni di stasi ti fanno solo sentire soffocato dal paese dove vivi, ti senti oppresso e debole, anche se dentro di te fuochi vulcanei chiedono prepotenti il permesso di farsi sentire. Solo col tempo apprezzi l’immobilità e pian piano sciamano le fiamme adolescenziali. Solo col tempo e con gli errori.&lt;br /&gt;Arriva un’auto e parcheggia con un freno a mano “un po’ troppo giovanile”. Scende, cerca in giro con lo sguardo e mi vede. Si avvicina e mi fa “E allora? la partita a stecca e’ ancora valida?”. Sorrido e dico “Certo, sono pronto per spaccarti le ossa!” sottolineo in tono ironico.&lt;br /&gt;“Va bene,” dice lui “ti do 10 punti di vantaggio”.&lt;br /&gt;“Cazzate” rispondo.&lt;br /&gt;Alla fine l’unico tiro che feci fu quello per spaccare il triangolo, il resto lo fece tutto lui, ma era inevitabile, forse anche lui non c’aveva nulla da fare per gareggiare con uno scappellato del tavolo verde.&lt;br /&gt;Quando l’otto entrò in buca dissi “mmm… visto che ho perso mi tocca buttare due paglie, se vuoi ho un po’ di ciocco”.&lt;br /&gt;Sorride complice e disse “Monta in macchina, dai che andiamo!”. Da quell’istante percepii un sottile cambiamento nella mia vita, stavo virando verso l’oceano senza giubbotto di salvataggio e tutto questo era magnifico, finalmente tracciavo io la rotta.&lt;br /&gt;Fumare e’ insalubre e puerile, e’ solo un modo comodo, e comune, per fuggire qualche ora dalla realtà accettando le dolci e sottili distorsioni del thc. A tutti quelli che mi chiedevano “Perché fumi” l’unica risposta che davo era “Guarda, fumare non serve un cazzo, però ti perdi una sfumatura della realtà”. Tutto qui. Le migliori sensazioni si provano sempre da lucido, perché sono sensazioni originali.&lt;br /&gt;In quel periodo della mia vita leggevo un sacco di Kerouac, Ginsberg, Baudelaire, Verlaine, Rimbaud, Huxley, Morrison e quindi inseguivo sensazioni e miti per sentirmi diverso, piu’ cool, e mi ritrovavo in un mondo immaginario e soffice, in un mondo fatto di pagine, irreale eppure così vero. Più leggi e più ti senti pervadere dall’idea che ti fai una cultura, e fagociti libri su libri considerandoli solo un ammasso di pagine numerate e stampate, senza assaporare i distillati di cultura, quel nettare inconfondibile che come una droga sana ti apre gli occhi. E’ come svegliarsi al mattino e rimanere stupiti dagli stessi ambienti, dagli stessi colori, da quel secondo in cui tu comprendi tutto e hai la soluzione, il gioco diventa facile, tutto coincide e ti senti sul gradino più alto del podio.&lt;br /&gt;Spegnemmo l’ultimo spino ed era ora di rincasare. Era una persona piena di spigoli interessanti e che non mi annoiava, aveva qualcosa da dire, qualcosa che brucia dentro.  Arrivati al mio scooter mi disse “Ehi, non perdiamoci di vista, notte”.&lt;br /&gt;“Buonanotte” dissi armeggiando indeciso col cavalletto. Il singhiozzo elettrico dell’accensione fece rombare la proma, partii ed i lampioni mi illuminavano ad intervalli regolari nell’aria fresca di fine estate mentre la notte cullava il sonno delle case spente.&lt;br /&gt;Vidi la mia faccia nello specchietto: ero felice.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-116021149073467819?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/116021149073467819'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/116021149073467819'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2006/10/strappo-3-larciere.html' title='Strappo 3 - L&apos;Arciere'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-115893709833969324</id><published>2006-09-22T16:48:00.000+02:00</published><updated>2006-10-06T10:21:03.453+02:00</updated><title type='text'>Strappo 2 – L’Arciere</title><content type='html'>Saltati i soliti videogiochi non ti resta che il tavolo da biliardo: un piano verde, liscio, regolare con le sue otto buche, cosi’ invitanti, che t’illudono su come sia un gioco semplice, mentre si nasconde tra effetti imprevedibili e sponde calcolate grado per grado. Quando giochi a biliardo rimani sempre affascinato dalla stecca e il gessetto blu, perche’ ti senti come mei film in cui i piu’ superduri sono sempre quelli che giocano a biliardo in un cesso di bar dalle luci basse e che inevitabilmente vincono sempre i soldi che scommettono. Quando hai la stecca in mano per un attimo sei tutto questo e poi… scraatch… hai fatto un altro segno sul tavolo verde, mancando la palla bianca, e che cancelli il piu’ veloce possibile con il dito umido, prima che il padrone della sala giochi se ne accorga, mettendo da parte un altro errore che non non ti fara’ migliorare la prossima volta. Perche’? Perche’ per giocare a biliardo ci vuole stile e non puoi avere sempre lo stesso stile in quello che fai e se il biliardo non fa per te, cambia sempre in gettoni: le tartarughe ninja ti danno sempre soddisfazione!&lt;br /&gt;Ma per colpa del mio essere curioso, voglio sempre provare quello che fanno gli altri, soprattutto se vedo che ce la fanno bene, e a costo di collezzionare prese per il culo e figure di merda,mi ci immedesimo e m’impegno. Quella sera avevo dato troppo con tartatughe ninja &amp; Co.,  cosi’ cambiate le ultime tre mila mi faccio dare qualche gettone per il tavolo verde. Era un biliardo malconcio, dal panno sbiadito, sporco di cenere, imberlato dal fatto che meta’ dei frequentatori lo scambiava per una panchina e i risultati erano piu’ che evidenti. Ricordo le buche strette, col panno interno nero un po’ scucito, penso che Freud ne avrebbe dato un’interpretazione da far agitare le turbe sessuali di quell’eta’;  ma per i nostri eroi era un’ottima partenza, una specie di sfida ai ‘noshcoltelli’. Ho visto su quel tavolo sfide che attiravano l’attenzione piu’ di qualsiasi finale di calcio o sbarbina in tiro, quel rettangolo verde era l’ultima emozione umana che restava tra tutti quei schermi elettronici che facavano rimbalzare musichette e punteggi senza lampeggiare in avidi e tediosi ‘insert coin’. Il biliardo era l’ultima tappa per l’affermazione oppure condannato a pappagallo sul trespolo. Beh, se fossi stato un campione del biliardo non sarei qui a snocciolar parole, il risultato di quel maldetto tavolo verde e’ piu’ che ovvio e che invidia vedere i miei coetanei - anche loro felici bimbi in bambagia appena scartati con quell’odore  di plastica, di nuovo e vergine - mirare precise rette per ottenere buche perfette e il puntaggio cresceva ad ogni girar di delfino.&lt;br /&gt;Ecco il motivo per cui l’ho conosciuto: perche’ ho voluto sfidarlo sul suo campo e non sul mio, il tavolo verde era un buon inizio e lanciandomi con la mia maschera da kamikaze, dopo aver sprecato gettoni in buche o troppo facili o troppo inutili, gli faccio “Ehi la fai una partita a stecca? Eh? Uno contro uno… che dici?”.&lt;br /&gt;Non mi aspettavo una risposta, anzi mi sarei accontantato anche di una riposta secca e maleducata come si usa da noi, ma mi fisso’ per un secondo, e gentile mi rispose&lt;br /&gt;“Ti ringrazio, facciamo un’altra volta, ora devo andare un attimo via. Ciao” Quel ‘devo  andare un attimo via’ aveva tutti i significati impliciti e capii.&lt;br /&gt;“Ok…” spensi in un abbozzo di sorriso. Poggia la stecca in un finto annoiato e tornai spegnere sigarette seduto sopra il mio scooter. Tanto era ora di andare, come ogni serata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-115893709833969324?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/115893709833969324'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/115893709833969324'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2006/09/strappo-2-larciere.html' title='Strappo 2 – L’Arciere'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-115873593268894506</id><published>2006-09-20T09:00:00.000+02:00</published><updated>2006-09-21T13:54:06.726+02:00</updated><title type='text'>strappo 1 – L’arciere</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Una serata come tante altre, sprecata tra sigarette, birra in lattina e gettoni dell’unica sala giochi del paese o meglio l’unico posto che non fosse il patronato con i bimbi in bambagia di cui anch’io avevo fatto parte, e felicemente per molto tempo. Niente di speciale, ma gia’ staccarti dal patronato ti fa sentire piu’ grande, anche se ti muovi su uno scooter come tanti altri e fai le vasche come tanti altri. A 18 anni senza i soldi sufficienti per farmi la patente, rimanevo nel limbo del “Ho l’eta’ per muovermi in macchina ma non c’ho i soldi per farlo”&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e a quel punto non ti resta che sfruttare la tua ultima chance per far vedere che sei ‘grande’: girare in cinquantino senza casco. Solo dopo ti accorgi che eri uno stronzetto che rischiava inutilmente le multe e l’osso del collo solo per non fare in modo che il casco ti piastrasse i capelli come uno sfigato. Ma a quel tempo sei solo apparenza e tutti i modi sono utili per apparire, per farsi largo tra la folla di sguardi. Non sono mai stato uno di quei ragazzi che andavano in giro a rovesciare cassonetti, ad impennare in centro del paese, a trovare un motivo futile per picchiare qualcuno, no. Io me ne stavo tranquillo, sempre un po’ timido, sempre ad ascoltare, sempre a guardare i piu’ grandi per capire, per essere uno di quei ragazzi che se anche non sono poi cosi’ grandi se la sanno cavare tra i grandi. A 18 anni vedi uno grande anche se ne ha tre o quattro piu’ di te, ti sembra che abbia gia’ capito tutto, che la sappia lunga, invece quando cresci ci sono solo piu’ domande, solo piu’ responsabilita’&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e solo piu’ modi per cercare di fuggire dalle domande e&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;dalle responsabilita’. Me ne stavo seduto su quella panchina in legno rosso e sverniciato, quando non ero seduto sul mio scooter e guardavo. Scendevo, consumavo i mei gettoni sempre sugli stessi tre o quattro giochi e poi tornavo. A volte mi sentivo un pappagallo in trespolo, ma stare li mi faceva sentire piu’ grande mentre spegnevo le mie marlboro rosse morbide. E a pensarci ora sorrido. Osservare ti fa sentire un’ombra, pero’ capisci tante cose: capisci a chi non pestare i piedi, capisci chi e’ il piu’ carismatico, capisci chi e’ trattato male dai piu’ grandi, capisci che fanno le stesse cose che tu fai nella tua compagnia di bimbi nella bambagia; solo che loro farcivano tutto con spintoni, battute pesanti e bestemmie. Certi li odiavo e certi li ammiravo, in quest’ultimi traspariva del buono dal loro comportamento strafottente, tradivano un cuore nella loro durezza, si capiva che ruggivano piu’ forte solo per non cadere vittime del ruggire altrui. Tra questi buoni ne avevo visto un paio e sinceramente mi premeva conoscerli perche’ mi davano l’idea che qualcosa potevano trasmettermi, loro non erano solo droga, auto e figa, avevano qualcosa in piu’: distillati di cultura, a modo loro. Mi davano l’idea di personalita’ camaleontiche: si adattavano all’ambiente solo perche’ erano loro a volerlo, ma si capiva che non avevano bisogno di quell’ignoranza e grettitudine che gli altri emanavano, ma anche loro dovevano vivere in quello stagno di paese ed evitarlo non avrebbe avuto senso.&lt;br /&gt;Un modo per avvicinarli dovevo trovarlo, ma soprattutto dovevo far capire loro che con me non era necessario ruggire e che avevo dentro qualcosa da condividere, non da strappare.&lt;br /&gt;Ma era l’una anche quella sera e oltre al fatto che dovevo tornare a casa, non aveva senso stare in giro di piu’:si spegnevano le luci e non c’era nulla da fare. La notte ed il silenzio inghiottono i piccoli paesi, dappertutto.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-115873593268894506?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/115873593268894506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/115873593268894506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2006/09/strappo-1-larciere.html' title='strappo 1 – L’arciere'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-115744899546213155</id><published>2006-09-05T11:29:00.000+02:00</published><updated>2006-09-09T12:37:46.113+02:00</updated><title type='text'>Wellcome back fucking Lucido!</title><content type='html'>Ciao, sono tornanto, straniato, stipato, annoiato, maldestro e rovescio. Sono solo momenti di passaggio e quei momenti ti fottono sempre un po', ma va bene, tutto procede, tutto procede, tutto procede.&lt;br /&gt;Questa estate e' stata un'estate poco estiva ma estrema nel suo divenire: e' scivolata come seta su ghiaccio, come acqua sulla battigia... Non ne conosco i perche' e per la prima volta nella mia vita non li voglio sapere, ma l'importante e' che conservo il sorriso per ora e questo e' tutto.&lt;br /&gt;Forse sono troppo astruso ed ermetico nell'esprimermi ma non abbiate paura: il mio alfabeto e' fatto di sensazione quindi e' facilissimo da capire.&lt;br /&gt;Devo fare domanda di laurea e questo e' l'inizio di una fine di un piccolo tassello della mia vita.&lt;br /&gt;Stay tuned, Lucido macina nella testa questa mesta situazione che odora di festa...&lt;br /&gt;Mi volgio laureare solo per fare il festone finale, come ai bei tempi quando ancora il fegato conservava quell'odore di nylon imballato, di nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adeu!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forever thanks a quei fedeli curiosi che ogni tanto passano a vedere se ho buttato giu' due righe! yeah!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-115744899546213155?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/115744899546213155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/115744899546213155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2006/09/wellcome-back-fucking-lucido.html' title='Wellcome back fucking Lucido!'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-115228261442454950</id><published>2006-07-07T16:25:00.000+02:00</published><updated>2006-07-07T16:30:14.426+02:00</updated><title type='text'>Piove</title><content type='html'>Oggi piove... Le goccie sono un ticchettio iterato e senza fine che scandisce una musica sottile, impalpabile. Il cielo e' grigio e screziato di sfumature di tutti i blu e tutti i bianchi e si lascia filtrae addosso tutta quest'acqua che ci toglie di dosso le cose sporche e con malinconia dolceamara scaccia le cose brutte...&lt;br /&gt;E mi fermo ad ascoltare il fascino di questa musica naturale che suona su tutto e tutti senza risparmiare nulla e nessuno... tic... ti tic.. tic...&lt;br /&gt;Oggi piove e d'estate la pioggia acquista nuovi significanti, e' un po' come il cattivo dei cartoni  animati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adeu.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-115228261442454950?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/115228261442454950'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/115228261442454950'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2006/07/piove.html' title='Piove'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-115087391833426692</id><published>2006-06-21T09:00:00.000+02:00</published><updated>2006-06-27T14:40:53.133+02:00</updated><title type='text'>E' estate.</title><content type='html'>E' estate e il tempo non mi resta molto amico col lavoro che mi ritrovo. Ho anche poco da raccontare, la vita si sussegue in giorni meccanici sottolineati solo dal cambio di temperatura o dalla presenza/assenza del sole... si, un gelataio e' legato alla spiaggia da fili invisibili che intessono le sue giornate e non ne puo' scappare. Chi e' gelataio esprime un voto a cui non puo' rinunciare: il camminare alla ricerca del cliente perfetto. Questo e' il motivo che giustifica il mio lavoro, la passione per esso, il sacrificio che ci metto. Il tempo, come dicevo, non essendomi amico non mi permette di dettare i miei pensieri ai cari internauti, a chi scava nel libro aperto di pocolucido.blogspot.com, a quella parte di irreale a cui ci abbandoniamo. Ma come James Bond ho sempre l'arma segreta che serve al momento giusto:  sfogo la mia presenza cibernetica e la mia grottesca e traboccante fantasia con un fotolog: &lt;a href="http://www.fotolog.com/limitilabili/"&gt;http://www.fotolog.com/limitilabili/&lt;/a&gt; . Inutile dire di farci un salto e lasciarci un commento... una sola cortesia: magari datevi un nick di fantasia ma non lasciate la volgarita' di un "anonimo", e' tristissimo, no?&lt;br /&gt;In ogni caso e' il primo link tra i miei... anzi dovrebbe essere il primo link su tutti i pc d'Italia, dopo pocolucido.blogspot. com, ovviamente!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' estate: tavole da surf, grigliate sulla spiaggia, birra, limonate  multiple e qualche spino. E non avresti nemmeno voglia di un lucano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Adeu!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-115087391833426692?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.fotolog.com/limitilabili/' title='E&apos; estate.'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/115087391833426692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/115087391833426692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2006/06/e-estate.html' title='E&apos; estate.'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-114900054788809377</id><published>2006-05-30T16:47:00.000+02:00</published><updated>2006-07-18T15:16:00.703+02:00</updated><title type='text'>Applausi</title><content type='html'>Beh, mi sono tagliato i capelli, sembro proprio un bravo ragazzo, perfettamente regolare: faccia che non ricordi bene, castano occhi verdi, forse alto, ma uno che non ti rimane impresso. E’ sempre stato cosi’ e lo so’, e defilato mi va’ piu’ che bene. Mi confondo nella mobile identicita’ che come nuvole ci accomuna: apparentemente tutti uguali, ma dentro tutti pezzi unici irripetibili come singoli universi.&lt;br /&gt;A volte mi fermo ed ascolto le parole che mi vengono da dentro… sono confuse all’inizio come il brusio sordo di una risacca che accarezza le rocce, ma poi lentamente sento la voce di ogni onda, che insegue un’altra onda, che ne insegue un’altra e cosi’, iterate ed infinite, muiono nella memoria come le onde che muiono sulla roccia. E ci provano ancora. Le onde non smettono mai nella loro modo testardo di accarezzare la terra. Ieri ho ascoltato e ricordato tempi in cui la coscienza era minore, forse non c’era perche’ trasportata dagli eventi, dalle mille volte in cui mi sono ripetuto ‘sono giovane’, dalle mille volte in cui mi sono ripetuto ‘tanto ho tempo’. Gia’ i ricordi emergono come un’ancora arrugginita che il tempo ha disincagliato dal fondo, e quando si trova a galla essa si scopre inutile e vecchia. Mi ricordo quando la sera aveva il gusto tenebroso dello sconosciuto, quando non ti fregava nulla di dormire tre ore per notte e domani avevi il lavoro che ti attendeva inesorabile e inflessibile, quando eri cosi’ ansioso di vivere senza motivo, come se un qualcosa di speciale potesse sfuggirti in ogni momento e vibravi dalla paura di perderlo, e questa furia cieca del divertimento dissipava le cose belle, mentre lasciavi immolare la strada migliore per l’effimero ed il fuggevole. Gli anni in cui i cocktail erano costantemente in mano,  e ne bevevi per dispetto perche’ cinque o sei era ‘per bere qualcosa’ , gli anni in cui non te ne fregava niente di spendere duecento mila lire in una sera, gli anni in cui ti sentivi un ‘lione’, gli anni in cui dovevi spegnerti dal bere e dal fumare altrimenti non ti divertivi, gli anni in cui lasciavi passare il tempo guardandoti in giro e criticando cercando punti deboli da fare tuoi, gli anni in cui nascondevi l’ostentazione dietro ad una vanteria da bar di paese, gli anni in cui eri troppo concentrato su te stesso per capire chi ragionava al plurale, gli anni in cui fai le cose sole per poi sapere che il futuro fa sempre i suoi conti, gli anni in cui tutto sembrava sicuro e senza fine, gli anni in cui avevi bisogno di giocare sempre sul limite per ricordarti che non sei morto, gli anni in cui pensavi ‘non voglio diventare cosi’, gli anni in cui nascondi le dipendenze e sono sempre gli altri i drogati, gli anni in cui alla mattina il giorno dopo sembrava sempre bianco e puro, gli anni in cui credi di essere un burattinaio tosto perche’ non vuoi vedere i fili che ti legano mani, braccia e piedi, gli anni in cui se ci pensi sorridi falsamente felice perche’ avresti voluto o fare di piu’ o fare meglio, gli anni in cui non raggiungi a piccoli passi le mete ma credi di trovare sempre il metodo per saltare la coda ed arrivare primo, gli anni in cui vivi i giorni per inerzia aspettando il buio, gli anni in cui ‘ne giro un altro che mi metto a livello’ , gli anni in cui esagerare ti riempiva da quel vuoto che ti vergogni avere (senza ricordarti che e’ naturale averlo), gli anni che ricordi un po’ sbiaditi come foto troppo vecchie se non addirittura in bianco e nero, gli anni in cui non mostravi mai la gola all’avversario, gli anni in cui ‘domani smetto’, gli anni in cui tutto e’ talmente in disordine che nel caos ti sembra di starci bene, gli anni che ti fanno pensare che adesso basta, gli anni in cui tutto il divertirsi e’ flebile e chimico, gli anni in cui l’anonimato t’illude di essere cosa vuoi o cosa vorresti essere, gli anni in cui pensi a te stesso e ti sembra di vedere un’altra persona che non consideri il massimo, gli anni in cui i doppi sensi acquistavano un senso solo, gli anni in cui tutto e’ cosi’ troppo vicino da perdersi in un passato che ti sembra lontano.&lt;br /&gt;Per fortuna mi sono tagliato i capelli e sembro proprio un bravo ragazzo, perfettamente regolare. Mi guardo allo specchio e sorrido, perche’ sto’ bene. E allora, applausi.&lt;br /&gt;Applausi. Applausi. Basta che il primo batta le mani e subito per magia: applausi.&lt;br /&gt;Anche oggi piove, ed e' questo cielo grigio come una coperta al buio d'inverno che ti mette in moto il cervello.&lt;br /&gt;Adeu.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-114900054788809377?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/114900054788809377'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/114900054788809377'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2006/05/applausi.html' title='Applausi'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-19511014.post-114871424924950144</id><published>2006-05-27T09:11:00.000+02:00</published><updated>2006-05-29T11:47:02.186+02:00</updated><title type='text'>RIVOTA LA MIA FOTO SU VENESSIA.COM</title><content type='html'>Ciao ragazzi! Grazie per i voti espressi anche se falliti per la mera colpa del signor Internet misterioso e dispettoso! Ma vogliamo aggirare il problema? aggiriamolo! ho contattato il webmaster del sito e mi ha detto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Basta che mandino una mail a&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; info@venessia.com con scritto: voto la foto n°32 di Nevio Bozzato&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E io gli ho detto "Grazie!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco il problema sembra risolto! Cioa e grazie per la preferenza espressa:&lt;br /&gt;Piu' desideri nelle nostre teste!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;PER CARLO IL FRATELLO DI FRANCESCO&lt;/span&gt;: Vecio, grassie per aver linkato il mio blog al tuo... ma adesso mi dai il link anche del tuo? seno' come femo beccasse in rete? O no? ciao vecio!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/19511014-114871424924950144?l=pocolucido.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/114871424924950144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/19511014/posts/default/114871424924950144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pocolucido.blogspot.com/2006/05/rivota-la-mia-foto-su-venessiacom.html' title='RIVOTA LA MIA FOTO SU VENESSIA.COM'/><author><name>Lucido</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15748048289218974781</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_jh_vbeRDASw/R62KtJUD_yI/AAAAAAAAABc/rqwKse6kSbQ/S220/PICT0403.JPG'/></author></entry></feed>
